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15 novembre 2008
Renara, Passo del Vestito, Monte Macina,
Fosso del Chiasso…siamo nelle zone più
selvagge e inesplorate delle nostre
Apuane, luoghi unici che condensano in
pochi chilometri quadrati tutta l’aspra
e orrida bellezza delle nostri Alpi.
Luoghi che possono intimorire
l’escursionista non abituato ai dirupi
apuani, ma che sprigionano sicuramente
un’energia e un fascino unici che
sapranno conquistare anche “l’apuanista”
più esigente.
L’itinerario qui proposto necessita di
alcune raccomandazioni: il forte
dislivello, il cammino spesso malagevole
e l’esposizione in alcuni punti
richiedono una buona preparazione
fisica, un po’ di esperienza…ma
soprattutto una gran voglia di Apuane!
Il nostro itinerario inizia da Renara
(m.310), luogo isolato e dirupato
raggiungibile da Massa seguendo le
indicazioni per Resceto e quindi
svoltando a destra all’altezza
dell’abitato di Gronda.
Lasciamo la macchina alla fine della
strada sterrata, in prossimità di un
ampio spazio posto di fronte ad una
vecchia costruzione diroccata, oggi
adibita a ricovero per un gregge di
capre.
Lasciata la macchina imbocchiamo sulla
destra il sentiero CAI 162 che nel primo
tratto percorre il sassoso fondovalle,
cosparso di detriti di marmo e di enormi
massi portati dalle piene del torrente.
Tralasciamo sulla sinistra la deviazione
per il Canale di Pianel Soprano e la
lizza della monorotaia e continuiamo sul
fondo del canale.
Dopo un paio di risvolte, in breve
arriviamo a Casa Bonotti (m.495), da
dove inizia la faticosa risalita della
lizza della chiesa del diavolo. Noi
ovviamente proseguiamo lungo il 162,
superiamo enormi massi (attenzione ai
massi instabili!) e giungiamo ad un
vecchio piazzale di cava.
Guardando indietro, il nostro occhio è
rapito dall’incredibile vista della
lizza della monorotaia e dal tormentato
percorso della lizza della chiesa del
diavolo, cicatrici sui fianchi delle
montagne, mute testimoni di un’epoca che
difficilmente trova eguali per la sua
durezza e pericolosità.
Il sentiero abbandona il fondovalle e
inizia a salire il versante orografico
sinistro del canale. Qui serve una certa
attenzione, in quanto dapprima il
sentiero risale in precario equilibrio
un ravaneto, e successivamente –
mediante un traverso un po’ esposto –
taglia alcune placche marmoree.
Proseguiamo con salita moderata,
superiamo il fondo di una canale e –
dopo aver superato un rudere (m.769) e
attraversato un breve tratto attrezzato
che supera una placca marmorea
-giungiamo al Passo del Vestito
(m.1096). Sono passate circa 2 ore e 15’
da quando siamo partiti da Renara.
Piccola annotazione: pochi metri sotto
il passo è presente una piccola trincea
risalente alla seconda guerra mondiale.
Giunti al Passo proseguiamo in
leggerissima discesa su comoda
mulattiera sino a che – dopo pochi
minuti - giungiamo in prossimità della
strada marmifera proveniente da “Le Gobbie”. Qui svoltiamo decisamente a
sinistra dove ha inizio il sentiero CAI
150 che imbocchiamo.
Il sentiero dapprima corre in leggera
salita, poi guadagna lo spartiacque, e
ci permette di ammirare arditi pinnacoli
rocciosi che sembrano gnomi, fate o
diavoli…a seconda della fantasia di
ognuno.
Proseguiamo lungo il sentiero che ora ci
conduce più decisamente verso la Cresta
del Vestito: è questo il punto più
ripido. Attraversiamo in decisa salita
una bellissima faggeta e finalmente
sbuchiamo sulla tormentata cresta del
Vestito.
Il panorama che si para davanti a noi è
veramente suggestivo: a sud le Panie, di
fronte il Fiocca e proprio sotto di noi
il paese di Arni…siamo proprio nel cuore
delle Apuane!
Proseguiamo in falsopiano lungo la
cresta che in taluni punti è veramente
tormentata e molto frastagliata: serve
quindi una certa attenzione, in quanto
il sentiero fa una sorta di “slalom” tra
i pinnacoli rocciosi della cresta e
risulta essere, in alcuni tratti,
piuttosto esposto.
Intanto di fronte a noi appare la mole
arcigna e severa del Macina che da qui
sembra una vera e propria piramide. La
cresta si alza in maniera quasi
verticale, e per superare l’ostacolo del
Macina il sentiero – dopo esser passato
vicino a un piccolo traliccio ENEL -
vira decisamente a destra, tagliando il
versante sud-orientale della montagna.
Proseguiamo in leggera salita, doppiamo
la cresta est, quindi un’altra dorsale
proveniente dal Macina. Il sentiero CAI
ora risale e costeggia un canalino
erboso ed arriva ad una specie di
spigolo frammisto di roccia ed erba. Qui
dobbiamo abbandonare il sentiero CAI 150
e svoltare decisamente a sinistra,
iniziando la salita del Macina per il
versante est.
Il cammino si svolge senza preciso
itinerario, conviene comunque per il
primo tratto seguire un’ampia dorsale
erbosa, poi – dopo circa 80 metri –
iniziare ad obliquare verso destra per
giungere alla base di una sorta di
canalino frammisto di roccia ed erba che
risaliamo con fatica.
Il consiglio è quello di puntare il
centro dell’impluvio e di superare gli
eventuali salti di roccia che si parano
davanti continuando ad obliquare a
destra.
Proseguiamo senza traccia precisa
(presenti alcune tracce di capre, radi
segni rossi e qualche ometto) fino a
raggiungere la cresta del Macina e
quindi, dopo pochissimi metri, la vetta
(m.1560).
Sono passate 4 ore e 30’ da quando siamo
partiti da Renara e la soddisfazione è
grande. Renara vista da qui sembra
appartenere al regno degli inferi, a est
il Sumbra e il Fiocca dominano la scena,
a sud le Panie ci salutano, mentre a
nord la cresta prosegue e si innalza
repentinamente fino a raggiungere la
bastionata del Sella: siamo proprio nel
centro della catena e questa vetta –
poco frequentata ma molto suggestiva –
rappresenta idealmente il confine tra le
Apuane centrali e quelle settentrionali.
Dopo una sana sosta ristoratrice
riprendiamo il cammino scendendo dalla
traccia percorsa all’andata. La discesa
– più che la salita – necessita di molte
raccomandazioni, in quanto la ripidezza
del versante, il paleo scivoloso e le roccette smosse onnipresenti richiedono
una grande attenzione.
Raggiungiamo nuovamente sul sentiero CAI
150 e lo percorriamo in direzione Passo
Sella (m.1500) che raggiungiamo in circa
40’. Abituati all’asprezza di Renara e
alle guglie del Macina, Passo Sella è
una visione riposante per i nostri
occhi: è un pezzo di dolce Appennino
trapiantato nel centro delle Apuane.
In realtà non arriviamo proprio al
Passo, ma sulla via marmifera
proveniente da Arni che corre pochi
metri sotto lo spartiacque. Il sentiero
CAI 150 termina proprio sulla via di
cava, qui svoltiamo a sinistra e in
leggera salita raggiungiamo una galleria
che passa proprio sotto la cresta del
Macina e sbuca altissima sul versante
massese.
Quando la Cava di Piastreta è inattiva
la galleria è chiusa da un cancello di
ferro, ma si passa senza problemi tra le
sbarre di quest’ultimo. Ora – sul
versante massese – lo sguardo è rapito
dal mare che risulta dorato, e ci viene
in mente che le nostre Apuane sono così
uniche perché sono un matrimonio
perfetto tra ambiente marino e montano.
Ma bando alle ciance. Proseguiamo lungo
la marmifera sino a raggiungere in pochi
minuti la Cava di Piastreta, una volta
servita dalla lizza della monorotaia,
soppiantata negli anni ’70 dalla strada
marmifera che abbiamo appena percorso.
Superata l’enorme gru gialla, entriamo
nella cava e saliamo su una scala gialla
di ferro che ci permette di guadagnare
il piano superiore della cava. Siamo
proprio nel ventre del Sella, e –
schivando enormi goccioloni che forse
sono le lacrime della montagna –
arriviamo ad una piccola finestra che si
affaccia sul mare. Noi proseguiamo a
destra dentro la montagna sino a
giungere dopo un minuto ad una grande
finestra chiusa da una porta di ferro.
Apriamo la porta e vediamo che sulla
destra ha inizio uno spettacolare e
precario camminamento
che in pochi minuti conduce
all’abbandonata e suggestiva Cava
Bagnoli (m.1609). Ammiriamo le cariche
di marmo che sembrano aspettare invano
una squadra di lizzatori che non
arriverà mai e ci innestiamo sul
sentiero CAI 160 che scende ripidamente
verso la Focola del Vento, ricalcando in
parte la vecchia via di lizza Bagnoli.
Il sentiero qui non è esposto, ma la
ripidezza del versante e l’onnipresente
paleo richiedono sempre una certa
attenzione. Si raccomanda di seguire gli
scoloriti segni biancorossi del CAI.
Giungiamo quindi in circa 50’ alla
Focola (m.1358) dove è presente una
vecchia torretta ENEL. Continuiamo a
scendere per alcuni metri seguendo il
sentiero CAI 160 che poi dobbiamo
abbandonare. Noi svoltiamo a sinistra
puntando il fondo del canale, seguendo
di tanto in tanto quello che rimane
della vecchia via di lizza dei Bagnoli.
Non c’è una traccia precisa, ma è
sufficiente puntare il fondo del canale.
Il cammino è malagevole, in quanto il
paleo e le rocce instabili non lasciano
tregua, e in circa 40’ raggiungiamo la
lizza della monorotaia, proveniente
dalle Cave di Piastreta da cui scende
percorrendo il Fosso della Piastrella
(m.1100 circa). Questo era un punto
nevralgico per le vie di lizza, in
quanto era il luogo dove la lizza
Bagnoli confluiva nella lizza della
monorotaia
Pochi metri a valle inizia la discesa
nel Fosso del Chiasso, che la lizza
segue- sul versante orografico sinistro
– con una ripidità impressionante. Il
cammino è fortunatamente aiutato da
oltre 2000 piccoli scalini.
In circa 1 h raggiungiamo la fine del
Fosso del Chiasso che si immette nel
Canale della Buchetta (poggio
caricatore, m.546) da cui arriva la via
di lizza proveniente dalle cave omonime.
Qui si trovava il poggio caricatore che
– negli ultimi anni di attività della
monorotaia – poteva essere raggiunto dai
camion.
Svoltiamo quindi a destra e percorriamo
il fondo del dirupato Canale di Pianel
Soprano che ci conduce , in circa 30’, a
Renara.
ITINERARIO
Renara (m.310) – sentiero CAI 162 – Casa
Bonotti (m.495) – Passo del Vestito
(m.1096) – sentiero CAI 150 – Cresta del
Vestito – traccia sul versante est del
Macina – vetta del Macina (m.1560) –
discesa per il versante est – sentiero
CAI 150 – marmifera sotto Passo Sella
(m.1500) – galleria – Cava di Piastreta
(m.1580) – Cava Bagnoli (m.1609) –
sentiero CAI 160 – Focola del Vento
(m.1358) – Inizio Fosso del Chiasso
(m.1100 circa) – lizza della monorotaia
– Poggio caricatore (m.546) – Canale di
Pianel Soprano – Renara (m.310)
SENTIERI PERCORSI
Sentiero CAI 162
– da Renara al Passo del Vestito
Sentiero CAI 150
– dal Passo del Vestito al versante est
del M.Macina
Traccia sul versante est del Macina
– dall’innesto con il sentiero CAI 150
alla vetta del Macina e ritorno
Sentiero CAI 150
– dall’innesto con la traccia sul
versante est del Macina a Passo Sella
Strada marmifera
– da Passo Sella alla Cava di Piastreta
Camminamento attrezzato
– da Cava di Piastreta a Cava Bagnoli
Sentiero CAI 160
– da Cava Bagnoli alla Focola del Vento
Tracce lizza dei Bagnoli
– dalla Focola del Vento all’imbocco del
Fosso del Chiasso
Lizza della monorotaia (Fosso del
Chiasso)
– dall’imbocco del Fosso del Chiasso al
Canale di Pianel Soprano (poggio
caricatore)
Tracce di sentiero e vecchia via
marmifera
– dal poggio caricatore a Renara
DIFFICOLTA’
Renara – Passo del Vestito: EE
Salita lungo il sentiero CAI 162. La
traccia risale ravaneti instabili e
infide placche rocciose. Sconsigliabile
in caso di roccia bagnata o ghiacciata
Passo del Vestito – Cresta del Vestito –
Versante est del Macina: EE
Tratto lungo il sentiero CAI 150.
Richiesta attenzione soprattutto in
alcuni punti piuttosto esposti della
Cresta del Vestito
Salita lungo il versante est del M.
Macina e ritorno: EE
Tratto senza una traccia precisa,
versante molto ripido, presenza di paleo
e di rocce instabili. Sconsigliabile in
caso di paleo bagnato e di scarsa
visibilità.
Versante est del Macina – Passo Sella: E
Tratto lungo il sentiero CAI 150
Passo Sella – galleria – Cava di
Piastreta: T
Tratto lungo ampia strada marmifera
Cava di Piastreta – Cava Bagnoli: EE
Salita su un’ardita scaletta e tratto
leggermente esposto protetto da un
precario corrimano
Questo tratto è percorribile solo con
cava chiusa. In caso di cava aperta
chiedere agli operai
Cava Bagnoli – Focola del Vento: EE
Tratto lungo il sentiero CAI 162.
Richiesta attenzione per la ripidezza
del versante. Orientamento difficile in
caso di scarsa visibilità.
Focola del Vento - Fosso del Chiasso –
Poggio caricatore - Renara: EE
Tratto su vie di lizze. Richiesta
attenzione per i tratti instabili e la
ripidezza dei versanti.
TEMPI DI PERCORRENZA
Renara – Passo del Vestito:
2 h 20’
Passo del Vestito – M. Macina:
2 h
M.Macina – Cava Bagnoli:
1 h 50’
Cava Bagnoli – Focola del Vento:
50’
Focola del Vento – Inizio Fosso del
Chiasso:
40’
Inizio Fosso del Chiasso – Poggio
caricatore:
1 h
Poggio caricatore – Renara:
30’
Dislivello totale: 1440 mt
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