|
|
S Viviano |
|
|
|
|
Vuole la
tradizione che Viviano, fosse un
viandante, un pellegrino che dall'Emilia
arrivò fino al paese di Vagli. Viviano era un uomo umile, amante della natura, degli animali. Appena arrivato il beato cominciò a coltivare campi di Castagnora con la moglie, ma il richiamo del signore lo spinse ad ascendere le falde del Roccandagia, dove si stabilì e visse fino alla morte cibandosi di cavoli selvatici e di acqua di sorgente. Al Santo sono da attribuire numerosi miracoli, che tutt'oggi vengono tramandati di generazione in generazione, effettuati in forma diretta oppure sotto sua intercessione. Queste manifestazioni miracolose hanno fatto si che egli divenisse, il particolare patrono dei Vaglini; per acclamazione popolare fu eletto beato conosciuto e diffuso come San Viviano da Vagli grazie alla fede dei Vaglini; la dove risiede un Vaglino vi sarà un'immagine di Viviano, non mancheranno preghiere a lui innalzate, unite a fede e devozione. Il periodo presumibile della sua presenza è assimilabile al medioevo, pochi documenti fanno risalire a tale epoca le vicissitudini di Viviano, ad esempio in un documento di supplica della comunità Vaglina al vicario generale della diocesi di Luni-Sarzana datato 7 giugno 1734, si attesta che " è stato restaurato l'oratorio gia son più di 200 anni fabbricato sotto il titolo del beato Viviano, le cui sacre ossa si venerano nella chiesa parrocchiale della comunità del medesimo luogo". Altro importante documento che porta la data del 20 maggio 1568 riguarda la visita pastorale svolta dal presbiterio Petrus Bertachius nella chiesa parrocchiale di Vagli sopra ed attesta che egli trovò : "Reliquias beati Viviani in quadam capsetta lignea clavis fixia" |
![]() Eremo visto dal sentiero |
![]()
|
![]() |
![]()
Colture di S Viviano |
![]() Balze lungo il sentiero |
![]()
Entrata dell'eremo |
![]() |
![]()
|