Cardoso (Orzale) - Collemezzana - Foce di Valli - M.Forato – Cardoso (Orzale)
 

D'immane ponte adamantino a foggia. ch'arte tu credi, eppur natura eresse
Giuseppe Tigri

Le Leggende

Album fotografico
 

Il nostro itinerario inizia da Orzale (m.385), piccolo gruppo di case posto proprio sopra il paese di Cardoso, borgo a cui si giunge da Seravezza seguendo le relative indicazioni. Arrivati a Cardoso superiamo la chiesa, magnifica qui la vista dell’arco naturale del M.Forato, 1000 metri sopra, e poi giriamo a sinistra in direzione Orzale. Possiamo lasciare la macchina proprio alla fine della strada, dove è presente un piccolo parcheggio.
Il sentiero (CAI n°7) che dobbiamo prendere non è segnalato d inizia in prossimità dell’ultimo tornante prima della fine della strada di Orzale. Imbocchiamo la mulattiera, scarsamente segnalata (comunque evidente), ed iniziamo a risalire la destra orografica del Canale della Capriola. Sfioriamo le case di Col di Fondo e proseguiamo lungo il sentiero, qui completamente immerso nel bosco. A distanza di 10 anni sono ancora evidenti alcune ferite causate dalla terribile alluvione del 19 giugno 1996 (circa 450-500 mm di pioggia in poco più di 12 ore) che sconvolse tutta la vallata, distruggendo Cardoso e Fornovolasco, e provocando anche 14 vittime.
Dopo circa 30-40 minuti di cammino il sentiero attraversa il Canale della Capriola ed inizia a salire in maniera più decisa. Siamo sempre immersi nel bosco e la salita è veramente dura. Dobbiamo prestare attenzione perché il sentiero anche qui è segnato molto male e non è difficile smarrirlo (sono presenti segni vecchissimi, aguzzare la vista!).
Dopo circa 1 h e 20’ di cammino il rumore di un gregge di pecore è un asino che raglia ci comunicano che siamo ormai arrivati a Collemezzana (m. 766), piccolissimo gruppo di case, regno di Angiolo Bartolucci, il mitico “Nonno di Collemezzana”, formidabile personaggio e grande conoscitore delle Apuane che fu ucciso nel 1945 dai tedeschi in località “La Tomba” (vicino a Collemezzana), mentre accompagnava una pattuglia americana in perlustrazione. Il Nonno avvisava la popolazione della valle quando in occasione di bruschi cambiamenti del tempo, suonando un grosso corno oggi custodito a Collemezzana. Vicino a Foce di Valli, lungo la cresta sud che scende dalla Pania è presente una croce, proprio in ricordo del Nonno.

A Collemezzana viveva nei mesi estivi Agostino Bartolucci, nipote del Nonno, deceduto pochi mesi fa. Agostino è stato uno degli ultimi “Uomini della neve”, un antico mestiere quasi avvolto nel mito. Gli uomini della neve erano durante le estati, quando non erano ancora stati inventati i frigoriferi, salivano fino alla Buca della Neve, posta sotto la Pania nel Canale dell’inferno, caricavano le loro gerle di neve, ricoprendole di paglia e foglie per difenderle dal caldo e le portavano a valle per vendere la neve veniva messa nelle ghiacciaie e serviva per conservare le cibarie. Questa occupazione ha segnato così tanto l’immaginario collettivo della gente del posto, che proprio sotto la Pania c’è il Passo degli Uomini della neve.
Ma torniamo alla nostra escursione. A Collemezzana incrociamo il sentiero 124. Noi dobbiamo invece continuare lungo il 7, che prosegue proprio dietro la casa di Collemezzana. La salita, ora in bosco rado, si fa veramente dura, e dobbiamo prestare attenzione perché il sentiero è mal segnalato. Usciamo finalmente dal bosco ed incontriamo un bivio non segnalato: noi dobbiamo girare a destra (a sinistra molto probabilmente si andrebbe alla località La Capriola).

La salita ora si fa decisa. Superiamo alcuni passaggi leggermente impegnativi (non raggiungono comunque il 1° grado) e divertenti su roccia un po’ sfasciata (attenzione in caso di visibilità ridotta e di roccia sporca o bagnata). Le segnalazioni qui sono più evidenti.

Arriviamo quindi a Foce di Valli (m. 1266), splendido passo a cavallo tra la Pania della Croce e il Forato. Foce di Valli è un vero e proprio “svincolo” di sentieri (qui arrivano i percorsi da Fornovolasco, dalla Foce di Mosceta e dal Passo degli Uomini della Neve). Proprio a Foce di Valli è presente un bell’albero, che se ne sta solo soletto quasi sul crinale a sopportare tutti i forti venti di libeccio e tramontana: è forse l’albero delle Apuane a cui sono più affezionato!

Da segnalare che da Orzale a Foce di Valli ci sono quasi 1000 metri di dislivello, che noi abbiamo percorso in circa 2 ore e 20’.

Dopo una meritata sosta ristoratrice ripartiamo alla volta del Forato. Dobbiamo girare a destra e seguire la traccia segnalata che corre lungo la cresta nord del Forato. Il percorso non presenta difficoltà particolari.
Dopo circa 50 minuti di cammino da Foce di Valli giungiamo sul M.Forato, stupendo arco naturale, una delle forme più bizzarre delle nostre amate Apuane. Il Forato si compone di due vette (cima nord e cima sud), facilmente raggiungibili. Ammiriamo il panorama (da qui la Pania appare più imponente e “Regina” che mai) e iniziamo il ritorno verso Cardoso. Percorriamo però una strada diversa rispetto a quella dell’andata. Passiamo sotto l’arco prendendo il sentiero CAI n°12, che si butta a capofitto verso Cardoso che sta 1000 metri più in basso. Il sentiero è ben segnalato ed abbastanza ripido. Siamo ora in mezzo al bosco, il percorso è un po’ monotono ma la nostra attenzione viene catturata da una stretta fenditura (quasi un mini orrido) in prossimità della Penna Rossa.

Proseguiamo lungo il 12 fino ad incontrare il sentiero 124. Qui dobbiamo girare a sinistra lungo il 124 che per pochi metri corre insieme al 12. Percorsi circa 50-100 metri, il 12 abbandona il 124 (girare a destra), proseguendo la sua discesa verso Cardoso. Il sentiero termina in prossimità di una casa, dove la nostra mulattiera si trasforma dapprima in una strada sterrata e poi asfaltata che dobbiamo seguire fino a Cardoso. E’ molto interessante in questo tratto osservare i lavori eseguiti all’indomani dell’alluvione del 19 giugno 1996 (canali imbrigliati e puliti, barriere di protezione e perfino un sistema di monitoraggio con telecamere). Giungiamo in paese e proseguiamo a piedi salendo fino ad Orzale, dove abbiamo lasciato la macchina. Sono passate circa 2 ore e venti da quando siamo ripartiti dal Forato.

  

PERCORSO

Cardoso (Orzale) m. 385 – Collemezzana (m. 766) – Foce di Valli (m. 1266) – Cresta di Costa Pulita (massima elevazione 1281 m.) – Monte Forato m. 1223 – Cardoso m. 275 – Orzale (m. 385)
 

DISLIVELLO

1000 metri circa

 

DIFFICOLTA’

E (EE nel tratto Collemezzana-Foce di Valli per la presenza di alcuni passaggi su roccia in cui serve un minimo di attenzione).  L’itinerario richiede un buon allenamento.

 

SENTIERI PERCORSI

CAI n°7, sentiero di cresta Foce di Valli-M.Forato, CAI n°12

 

TEMPO IMPIEGATO

Andata: 3 ore 30’

Ritorno: 2 ore abbondanti