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18/12/2005
11/1/2009
Il Prana è la vetta apuana più
meridionale, degrada stancamente verso
la Piana di Lucca, prima che le nostre
montagne lascino il posto alle dolci
colline lucchesi; è quindi un balcone
panoramico di prim’ordine, non avendo
nessun ostacolo di fronte. Visto da
Camaiore il Prana è caratterizzato da
una lunghissima cresta che degrada fino
al M. Pedone (m. 1074) ed assume una
forma piuttosto curiosa, come un grosso
animale addormentato.
Ma veniamo alla nostra escursione che
inizia da Casoli (m.403), il paese più
abitato dell’alto camaiorese, posto
sulla dorsale che collega il Gabberi con
il Matanna. Casoli è raggiungibile da
Camaiore, seguendo le relative
indicazioni. Attraversiamo prima i paesi
di Vado e Lombrici, passiamo dalla
località Candalla fino a che la strada
non inizia a salire in maniera più
decisa. Non possiamo non ammirare la
straordinaria varietà di paesaggi che
caratterizza questo angolo di Apuane,
dove mancano le colline che si
interpongono tra le vette e la pianura:
qui infatti il Prana e il Gabberi si
ergono “senza tante storie” direttamente
dalla conca camaiorese.
Il sentiero inizia poco dopo l’abitato
di Casoli (è possibile lasciare la
macchina in alcuni spazi presenti al
lato della strada), imboccando sulla
destra una evidente mulattiera ben
conservata. Percorriamo in un primo
tratto di leggera discesa i sentieri CAI
2 e 112 che viaggiano insieme. Dopo
pochi minuti di cammino, all’altezza di
una mestaina recentemente restaurata,
troviamo un bivio: giriamo a sinistra
seguendo il sentiero n. 2 che sale
blandamente fino ad incontrare un
ponticello che ci permette di
attraversare un torrente ricco di acqua.
La colonna sonora di questa parte del
cammino è data dal rumore dell’acqua di
cui la zona è particolarmente ricca; è
proprio grazie a questa ricchezza che a
Candalla, sul fondovalle del Rio
Lombricese (questo il nome del
torrente), sono presenti numerosi
mulini, oggi in parte restaurati.
Ma torniamo al nostro itinerario,
oltrepassato il ponticello, il sentiero,
sempre lastricato, inizia a salire con
alcune risvolte in maniera più decisa.
Incontriamo balze calcaree che appaiono
improvvisamente nel fitto bosco, che
emana dolci profumi mediterranei.
Arriviamo quindi dopo un’ora e mezzo di
cammino alla Foce del Crocione o del
Termine (m. 978), posta sulla cresta che
divide la vallata della Turrite di
Pascoso dal Camaiorese. Alla nostra
vista, ormai abituata al crepuscolo del
bosco, si apre il panorama degli
Appennini e delle Panie. Poco prima
della Foce dobbiamo girare a destra,
prendendo il sentiero n. 101ed
attraversiamo dolci praterie.
Non lontano ammiriamo la sagoma del
Piglione, bella montagna caratterizzata
da una lunghissima cresta, sulle cui
pendici intravediamo i casolari di
Rianchiani e Ritrogoli, vecchi paesi di
pastori.
Continuiamo lungo il sentiero 101
sfiorando le case di Campo all’Orzo e
passando vicino al “quasi rudere” della
sua chiesetta; siamo ormai sotto la mole
del Prana. In questo punto serve un
minimo di attenzione in quanto siamo in
mezzo ad un vero e proprio “svincolo” di
sentieri: noi dobbiamo continuare a
dritto, abbandonando alla nostra
sinistra il 101 (all’altezza del
cancello di una staccionata) e prendendo
invece il 104 che inizia a salire in
maniera decisa il versante est del Prana
caratterizzato da un carsismo
esasperato. Il sentiero attraversa
praterie sommatali e boccette affioranti
e ci permette di giungere
tranquillamente in vetta, dove è posta
una grande croce messa dagli Amici della
Montagna di Camaiore. Sono passate circa
due ore e mezzo da quando siamo partiti
da Casoli. Il panorama è favoloso, basta
dire che il 18 dicembre 2005 - giorno in
cui siamo saliti - erano visibili
perfino le Alpi Marittime innevate, la
Corsica, l’Elba, la Gorgona, la Capraia
ed il Monte Amiata. Bella vista
ovviamente su tutta la Piana di Lucca,
su Pisa, Livorno e tutta la costa.
Dopo una sosta ristoratrice ripartiamo
alla volta di Casoli, tornando alla
chiesetta abbandonata. Continuiamo per
pochi minuti lungo il 101 fino a che
sulla sinistra si stacca il sentiero 112
che noi imbocchiamo e che ci offre la
possibilità di fare un giro ad anello.
Questo sentiero è molto interessante
perché ci permette di ammirare
moltissime cascate e cascatelle del
torrente che scende dalle pendici del
Prana. Continuiamo facendoci cullare dal
rumore dell’acqua ed attraversando per
mezzo di due ponticelli altri torrenti
che scorrono in un vero e proprio
orrido.
Arriviamo quindi alla mestaina citata
all’inizio (dove c’è il bivio col
sentiero n. 2) e continuiamo fino a
Casoli, contenti di aver conosciuto
anche questo angolo di Apuane.
TEMPI DI
PERCORRENZA:
Casoli - Foce del
Crocione - M. Prana: circa due ore e
mezzo
M. Prana - Casoli:
1h 45’
DIFFICOLTA’:E (il percorso non
presenta alcuna difficoltà. Attenzione
ovviamente in caso di ghiaccio o neve)
SENTIERI PERCORSI:CAI 2, 101, 104,
112
DISLIVELLO:850 m. circ
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