Casoli (m. 403) - Foce del Crocione o del Termine (m. 978) - M.Prana (m. 1221)

Il monte Prana da Lucese

Le Leggende

Album fotografico


18/12/2005
11/1/2009

Il Prana è la vetta apuana più meridionale, degrada stancamente verso la Piana di Lucca, prima che le nostre montagne lascino il posto alle dolci colline lucchesi; è quindi un balcone panoramico di prim’ordine, non avendo nessun ostacolo di fronte. Visto da Camaiore il Prana è caratterizzato da una lunghissima cresta che degrada fino al M. Pedone (m. 1074) ed assume una forma piuttosto curiosa, come un grosso animale addormentato.

Ma veniamo alla nostra escursione che inizia da Casoli (m.403), il paese più abitato dell’alto camaiorese, posto sulla dorsale che collega il Gabberi con il Matanna. Casoli è raggiungibile da Camaiore, seguendo le relative indicazioni. Attraversiamo prima i paesi di Vado e Lombrici, passiamo dalla località Candalla fino a che la strada non inizia a salire in maniera più decisa. Non possiamo non ammirare la straordinaria varietà di paesaggi che caratterizza questo angolo di Apuane, dove mancano le colline che si interpongono tra le vette e la pianura: qui infatti il Prana e il Gabberi si ergono “senza tante storie” direttamente dalla conca camaiorese.
Il sentiero inizia poco dopo l’abitato di Casoli (è possibile lasciare la macchina in alcuni spazi presenti al lato della strada), imboccando sulla destra una evidente mulattiera ben conservata. Percorriamo in un primo tratto di leggera discesa i sentieri CAI 2 e 112 che viaggiano insieme. Dopo pochi minuti di cammino, all’altezza di una mestaina recentemente restaurata, troviamo un bivio: giriamo a sinistra seguendo il sentiero n. 2 che sale blandamente fino ad incontrare un ponticello che ci permette di attraversare un torrente ricco di acqua. La colonna sonora di questa parte del cammino è data dal rumore dell’acqua di cui la zona è particolarmente ricca; è proprio grazie a questa ricchezza che a Candalla, sul fondovalle del Rio Lombricese (questo il nome del torrente), sono presenti numerosi mulini, oggi in parte restaurati.
Ma torniamo al nostro itinerario, oltrepassato il ponticello, il sentiero, sempre lastricato, inizia a salire con alcune risvolte in maniera più decisa. Incontriamo balze calcaree che appaiono improvvisamente nel fitto bosco, che emana dolci profumi mediterranei. Arriviamo quindi dopo un’ora e mezzo di cammino alla Foce del Crocione o del Termine (m. 978), posta sulla cresta che divide la vallata della Turrite di Pascoso dal Camaiorese. Alla nostra vista, ormai abituata al crepuscolo del bosco, si apre il panorama degli Appennini e delle Panie. Poco prima della Foce dobbiamo girare a destra, prendendo il sentiero n. 101ed attraversiamo dolci praterie.
Non lontano ammiriamo la sagoma del Piglione, bella montagna caratterizzata da una lunghissima cresta, sulle cui pendici intravediamo i casolari di Rianchiani e Ritrogoli, vecchi paesi di pastori.
Continuiamo lungo il sentiero 101 sfiorando le case di Campo all’Orzo e passando vicino al “quasi rudere” della sua chiesetta; siamo ormai sotto la mole del Prana. In questo punto serve un minimo di attenzione in quanto siamo in mezzo ad un vero e proprio “svincolo” di sentieri: noi dobbiamo continuare a dritto, abbandonando alla nostra sinistra il 101 (all’altezza del cancello di una staccionata) e prendendo invece il 104 che inizia a salire in maniera decisa il versante est del Prana caratterizzato da un carsismo esasperato. Il sentiero attraversa praterie sommatali e boccette affioranti e ci permette di giungere tranquillamente in vetta, dove è posta una grande croce messa dagli Amici della Montagna di Camaiore. Sono passate circa due ore e mezzo da quando siamo partiti da Casoli. Il panorama è favoloso, basta dire che il 18 dicembre 2005 - giorno in cui siamo saliti - erano visibili perfino le Alpi Marittime innevate, la Corsica, l’Elba, la Gorgona, la Capraia ed il Monte Amiata. Bella vista ovviamente su tutta la Piana di Lucca, su Pisa, Livorno e tutta la costa.
Dopo una sosta ristoratrice ripartiamo alla volta di Casoli, tornando alla chiesetta abbandonata. Continuiamo per pochi minuti lungo il 101 fino a che sulla sinistra si stacca il sentiero 112 che noi imbocchiamo e che ci offre la possibilità di fare un giro ad anello. Questo sentiero è molto interessante perché ci permette di ammirare moltissime cascate e cascatelle del torrente che scende dalle pendici del Prana. Continuiamo facendoci cullare dal rumore dell’acqua ed attraversando per mezzo di due ponticelli altri torrenti che scorrono in un vero e proprio orrido.
Arriviamo quindi alla mestaina citata all’inizio (dove c’è il bivio col sentiero n. 2) e continuiamo fino a Casoli, contenti di aver conosciuto anche questo angolo di Apuane. 

TEMPI DI PERCORRENZA:

Casoli - Foce del Crocione - M. Prana: circa due ore e mezzo

M. Prana - Casoli: 1h 45’ 

DIFFICOLTA’:E (il percorso non presenta alcuna difficoltà. Attenzione ovviamente in caso di ghiaccio o neve) 

SENTIERI PERCORSI:CAI 2, 101, 104, 112 

DISLIVELLO:850 m. circ