Civiltà pastorale e transumanza

Tratto da : Vagli Civiltà Pastorale e Transumanza
Di: Piero Cervetti

Il Pascolo ( la pastura )

 Utensili antichi per la lavorazione della lana

Album fotografico

 

 

La vita dei pastori al piano

 

Il trasloco

Mentre il gregge guidato dagli uomini risaliva o scendeva al piano secondo gli itinerari della transumanza, i bagagli tra cui gli attrezzi per la mungitura e per la lavorazione del formaggio, ma anche la biancheria per la casa e anche alcuni generi alimentari, venivano trasportati su barrocci,da i cosi detti " Vetturali" ( coloro che trasportavano i barrocci ) molto ricercati nella piana.
Dagli inizi degli anni cinquanta si comincio a far uso del treno fino alla stazione di Castelnuovo, e negli anni sessanta si cominciò ad usare i camion, ( i primi che facevano uso di questi trasporti erano Pisani ).


Tempi di permanenza

Lo sverno andava da tutto ottobre fino a buona parte del mese di maggio.
La partenza dipendeva dalla stagione, se questa era più o meno avanti, mentre il giorno dipendeva dalle condizioni climatiche in montagna.
 

L'arrivo al piano e la sistemazione

Quando arrivavan con que' campanacci! Quando arrivavano li sentivi sentivi! Venivan a fa la " stallata ": un pò da questo un pò da quello; per dormì spesso stavano nel solito posto.
Sapevan già dove andare e dove metter le pecore.
 

Normalmente le famiglie scendevano a svernare in posti che da un anno all'altro rimanevano gli stessi, mentre i pastori alloggiavano nelle peggiori case, o addirittura in cascine.
 

Note sul modo di vita

I greggi erano costituiti da circa 100 capi, la mungitura veniva effettuata nelle stalle, dunque il latte veniva travasato nelle bombole, e successivamente portato nelle case dove veniva lavorato e trasformato in ricotta o formaggio, con il quale si effettuavano scambi con i prodotti agricoli della zona.
La tosatura veniva fatta in due momenti: da marzo fino ai primi di aprile e di settembre, a volte quando i greggi si trovavano già al piano.
Dopo esser stata tagliata la lana veniva lavata nei fossi e successivamente scardazzata con gli scardazzi a mano, quindi filata nella casa del pastore e venduta ai commercianti, o alle famiglie che la usavano per imbottire guanciali e materassi.
Durante i momenti di tempo libero i pastori si ritrovavano al bar, mentre la sera era tradizione ritrovarsi a veglia nelle case dei contadini, dove il canto degli stornelli o di altre canzoni portava anche a improvvise gare, vere sfide canore tra pastori e abitanti della piana.
I bimbi durante l'anno andavano a scuola nei paesi della piana, mentre il restante periodo in quelli di montagna ( circa 30 giorni ).
I pastori non anno mai subito furti, anzi venivano aiutati a ritrovare i capi che durante la notte scappavano, questo fino agli inizi degli anni settanta quando iniziarono i furti, spesso applicati sulla stessa famiglia di pastori, costringendo questi ad abbandonare la loro attività che durava da anni.