Colognora Di Pescaglia

Museo del Castagno

Album fotografico

Colognora di Pescaglia, uno dei nuclei abitati più antichi della Val di roggio.
Il suo toponimo dichiara origine latina ( coloniola, piccola colonia ), ed indica un villaggio modesto abitato da pastori e agricoltori.
La fondazione di Colognora si ebbe forse nel II sec. a.C quando Roma, una volta deportata nel Sannio gran parte dei Liguri Apuani, condusse nel territorio Lucchese tremila coloni Latini.
La notizia storica più antica relativa al paese di Colognora si trova in una pergamena conservata nell'archivio Arcivescovile di Lucca e datata 29 agosto 828.
Questo documento si riferisce direttamente a Villa a Roggio e per via indiretta anche a Colognora.
Questo documento assume una particolare importanza anche per la coltura del castagno che a Colognora si pratica da oltre mille anni, in quanto l'esistenza di un villaggio abitato quassù in alto si deve mettere in relazione, oltre che con la fertilità del suolo e l'abbondanza di acqua proprio con la presenza delle selve di castagno.
La posizione del paese, dominante sulla Val di Roggio, e le sue rapide comunicazioni con le alture sopra Borgo a Mozzano, la Valle della Turrite cava e l' alpe di Stazzema fanno pensare ad uno stanziamento di coloni predisposti come forza di avvistamento a difesa del territorio conquistato.
é infatti probabile che la zona circostante, già abitata da numerose tribù liguri, continuasse ad accogliere le disperse famiglie che, al momento della resa, avevano cerca rifugio sui monti.
Un'altro documento importante e relativo all'anno 864 il quale ci informa di un certo Ghiso abitante a Colognora il quale prende a livello del vescovo Geremia una casa ed altri beni a Vetriano.
Il paese di Colognora rimase per molti secoli numericamente modesto, a conferma il fatto che in questi documenti e anche in quelli successivi non si parli mai di una chiesa.
Ben altro si può dire sul paese di Castel Roggio che ,proprietà dei signori di Bozzano, dei Rolandinghi e dei canonici del duomo di Lucca fu a lungo un valido centro fortificato, capace di sostenere i più duri assalti.
Dominava il sottostante fondovalle, dall'alto di uno sperone roccioso che si allargava in un vasto pianoro circondato da mura e difeso da torri.
Aveva nel punto più alto la rocca e poco al di sotto la chiesa di S.michele gia documentata nel 1048.
Nel corso delle contese fra potentati feudali trovarono riparo nel castello gli abitanti della zona che, almeno fino al 1125, contribuirono ad aumentare la popolazione.
Poi il terreno iniziò a franare fino al limite della rocca, facendo precipitare nel sottostante vallone parte del sistema difensivo e numerose case.
Da allora gli abitanti si spostarono definitivamente a Colognora, dove molti avevano delle capanne ed erano soliti trasferire il bestiame per i pascoli.
Sul posto rimasero solo poche persone  che a ponente della chiesa avevano case fondate sulla roccia.
Nel XV sec. le pestilenze e l'ampliarsi della vecchia frana favorirono nuovi spostamenti di famiglie verso Colognora.
La cura delle anime continuava ad essere affidata al rettore della chiesa di Castello, che nel 1409 aveva ottenuto il privilegio del fonte battesimale.
Ma con l'aumentare della popolazione la comunità di Colognora non poteva accontentarsi della sola messa festiva.
Nel 1457 la comunità fece richiesta al vescovo di costruire un oratorio pubblico, cosa che avvenne,e nel 1514 ottenne lo spostamento di residenza del rettori da Castello a Colognora.
La dedicazione a S.Michele della chiesa di Colognora ( compatrona risulta S. Caterina d'Alessandria ) è una conferma delle origini e dell'attaccamento delle antiche tradizioni religiosa di molte famiglie del paese.
Una prova evidente viene fornita dall'art 7 dello statuto di Colognora del 1484 con il quale la vigilia dell'8 maggio e del 29 settembre, si imponeva ad un rappresentante per famiglia di andare a processione  per onorare la festa del dicto san Michele loro protettore.