Dietro le quinte con Dario Roustayan: il friulano globalizzato

Dietro le quinte con Dario Roustayan: il friulano globalizzato

26 marzo, 2019 Desactivado Por Editor

Gli inizi di Dario Roustayan

Dario Roustayan, classe 1965, potrebbe definirsi un prototipo di persiano grazie al padre: l’imprenditore ha infatti trascorso l’infanzia a Teheran, frequentando la locale scuola tedesca. La madre spilimberghese gli ha dato anche le origini italiane, in particolare friulane, che ha sentito sempre più radicate nella sua identità.

Forte di una formazione prettamente scientifico-informatica proseguita in Germania, si è poi trasferito in Italia e si è iscritto all’Università di Udine per laurearsi in Scienze dell’informazione.

La sua prima esperienza professionale l’ha fatta alla Danieli, colosso del settore siderurgico per la quale ha lavorato per quattro anni in giro per il mondo. Roustayan spiega:

In quel momento ho scoperto qual era il mestiere per me: commerciale di prodotti tecnici”.

Il successivo incarico che ha poi determinato ulteriormente la sua carriera è stato quello svolto per la Merlo, azienda Piemonte di macchinari per l’edilizia, di cui è stato responsabile della succursale di Barcellona.

Grazie a questa formazione, è ormai un imprenditore poliglotta con un una spiccata attitudine al cambiamento, in grado di conversare tranquillamente in tedesco, inglese, francese, persiano, spagnolo e, ovviamente, friulano.

Dario Pilosio torna nel suo paese natale

Dopo gli studi ed esperienze all’estero ha deciso di tornare nella sua terra di origine, portando con sé il suo background internazionale maturato all’interno dei quadri direttivi di società leader del settore edile. Dopo esperienze di successo come manager, ha deciso di accompagnare una start-up internazionale, con sede anche in Svizzera, specializzata nella realizzazione di strutture in acciaio leggero basate su sistemi modulari, nel suo percorso di crescita per rispondere alla richiesta del mercato di prefabbricati dai materiali leggeri, facili e veloci da assemblare.

Seppure la sua più grande passione rimanga quella di viaggiare, Dario Roustayan ha scelto di stanziarsi nella sua terra materna, il Friuli, non solo per formare la propria famiglia, ma anche per la ricchezza del territorio che rende la regione una posizione strategica dove avviare la propria attività.

Dario Roustayan considera l’essere friulano una virtù

Dario Roustayan considera l’essere friulano una virtù: in particolare si rispecchia nel suo animo laborioso e tenace, a volte persino ostinato.

Questo compensa, come lo chiama lui, il vizio della buona tavola, che considera anche un piacere della vita. Dario Roustayan ama tutte le eccellenze agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, come i vini, in particolare Gravner e Damijan, ovvero la Ribolla Gialla.

Questi prodotti sono da sempre imitati da molti produttori tedeschi, francesi e da altre regioni d’Italia: questo dimostra che la realtà friulana, seppur piccola, rimane forse modesta dal punto di vista delle quantità, ma grandissima per quanto riguarda la qualità e la tipicità. Questo perché, come ricorda Dario Roustayan, la regione dispone di un patrimonio ambientale capace di dare alle produzioni un carattere distintivo e unico, oltre che proprietà eccelse.

Racchiuso tra il mare Adriatico e le Alpi, il Friuli Venezia Giulia dispone infatti in uno spazio temporale di un’ora e mezza di macchina di innumerevoli variabili di terreni e microclimi, che vanno a formare in una sola regione aree produttive diverse.