29/3/2008
Siamo nell’estremo nord delle Apuane,
geograficamente già in Lunigiana. Oggi
non raggiungeremo nessuna vetta, bensì
ripercorreremo una vecchia mulattiera,
la Aiola – Vinca, che – correndo a mezza
costa sulla Valle del Lucido di Vinca –
costituiva una volta un valido mezzo di
comunicazione tra questi borghi.
E’ una escursione
“treno-trekking”…abbiamo infatti
raggiunto Equi Terme in treno,
servendoci della bellissima ferrovia
Lucca – Aulla, una linea che offre
scorci veramente suggestivi,
una linea che – se fosse stata in
Svizzera – sarebbe sicuramente ben
sfruttata per un turismo
eco-compatibile…
Ore 8.25: saliamo alla stazione di Lucca
sul mitico treno diesel ALn 668.
Direzione: Equi Terme.
Siamo sulla mitica ferrovia Lucca-Aulla,
per troppo tempo bistrattata (anni fa si
parlava addirittura di chiuderla), ma
che svolge un servizio fondamentale per
la Garfagnana e la Lunigiana, un
servizio che permette a molti pendolari
– pur tra mille difficoltà – di
raggiungere Lucca e Pisa dalla Valle del
Serchio.
Piccolo excursus storico. La costruzione
di questa ferrovia fu molto travagliata:
la prima tratta pianeggiante, da Lucca a
Ponte a Moriano, fu aperta nel 1884,
mentre solo nel 1911, dopo numerosi
manifestazioni promosse dalle
popolazioni locali, la via ferrata
raggiunse Castelnuovo Garfagnana. Ci
furono poi le due guerre mondiali, ed i
lavori ripresero nel secondo dopoguerra,
quando – eravamo già nel 1959 – i binari
toccarono la stazione di Aulla…gli 89
chilometri della Lucca-Aulla erano
finalmente completati.
Bene, torniamo a noi. Il treno viaggia
su verso la Garfagnana, sbuffa, sembra
quasi sudare nella salita che segue la
stazione di Castelnuovo Garfagnana.
Superiamo in successione Pontecosi,
Villetta San Romano, sfrecciamo sul
grande ponte di Villetta, ardita opera
ingegneristica.
Dopo poco tocchiamo finalmente Piazza al
Serchio – la stazione più elevata
dell’intero tracciato. Dopo una sosta il
treno riprende la sua corsa ed entra
nella lunghissima galleria del Lupacino
(circa 8-9 km) che passa sotto lo
spartiacque che divide i bacini di
Serchio e Magra. Superiamo la stazione
di Pieve San Lorenzo-Minucciano –
l’ultima della provincia di Lucca - ed
in pochi minuti siamo ad Equi Terme (m.260),
dove salutiamo il trenino della
Garfagnana.
Siamo in paese, l’aria è frizzante,
l’atmosfera è quella dei tempi passati.
Equi Terme è un rinomato centro termale,
posto proprio
alla confluenza del torrente Fagli - che
percorre il Soldo di Equi - con il
Lucido.
Usciti dalla stazione attraversiamo il
Lucido e svoltiamo in una stradina a
destra (segni bianco-rossi), dove
prendiamo il sentiero CAI 39
(indicazioni per Aiola-Monzone-Vinca)
che in un primo tratto attraversa, in
leggera salita, un bosco frammisto di
castagni.
In breve (15-20 min.) raggiungiamo il
bel borgo di Aiola (m.336), formato da
case che sembrano appoggiarsi l’una
all’altra. Da menzionare i bellissimi
portali in pietra di alcune abitazioni,
sormontati, in alcuni casi, dallo stemma
dei Medici.
Superiamo il borgo e, mediante una
salita più decisa, iniziamo a prendere
quota (seguiamo sempre le indicazioni
per Vinca – sentiero CAI 39). Dopo circa
25 minuti di cammino raggiungiamo i
ruderi del Castellaccio (m.528),
sentinella di ingresso della valle di
Vinca. Sotto di noi vediamo il paese di
Monzone, a cui è possibile accedere da
un sentiero che si stacca dal 39.
Proseguiamo in leggera salita sulla
mulattiera che in questo punto corre in
ambiente boschivo. Poi improvvisamente
il bosco si dirada e la vista si apre
verso sud sulla Torre di Monzone, sulle
pareti del Balzone e sul M.Sagro, il
vero protagonista della Valle di Vinca.
Ora il sentiero si fa, in alcuni tratti,
un po’ esposto. Serve quindi un po’ di
attenzione, anche se la mulattiera è
stata recentemente sistemata e nei punti
più critici è presente un corrimano.
Proseguiamo fino a raggiungere, in
leggera salita, un bellissimo ponticello
– probabilmente di origine medioevale –
che permette al sentiero di superare un
impluvio roccioso. Qui sono presenti
anche ruderi recentemente risistemati
(m. 672).
Il luogo è veramente suggestivo, posto
proprio sotto una parete rocciosa che
sembra sorreggere l’intera vallata.
Finalmente la vista si apre
sull’elegante Pizzo d’Uccello, sulla
cresta Nattapiana, sulla cresta
Garnerone e sul Grondilice, bastioni che
separano la vallata di Vinca da quella
di Orto di Donna.
In breve vediamo le prime case di Vinca
e quindi siamo in paese. Sono passate
circa 2 ore e mezzo da quando abbiamo
lasciato Equi Terme.
Non ci rimane che girare un po’ per il
paese, caratterizzato da suggestivi
vicoli che regalano visioni davvero
suggestive su tutta la cresta rocciosa
che va dal Pizzo d’Uccello al Grondilice.
Verso ovest l’occhio è attirato dal
verde cupo del rimboschimento di Foce
Rasori, posto proprio alla testata della
valle.
Ci fermiamo un po’ nella piazzetta del
paese, ci rifocilliamo non senza aver
prima comprato il famoso “pane di
Vinca”, specialità locale per cui il
paese è conosciuto.
Vinca sembra un luogo isolato dal mondo,
quasi impenetrabile, vista la sua
posizione. Eppure anche qui, nell’agosto
1944, le SS, spalleggiate da fascisti
locali, uccisero 174 persone…una delle
tantissime stragi nazifasciste che le
popolazioni apuane hanno dovuto subire.
Ripartiamo quindi alla volta di Equi
Terme ripercorrendo a ritroso il cammino
dell’andata.
Piccola
annotazione: dal sentiero CAI 39, a metà
strada tra Aiola e Vinca, è possibile
fare una deviazione e raggiungere i
ruderi dell’Eremo di San Giorgio (m.900
circa), che domina la vallata.
Abbiamo percorso
questo itinerario, ma lo sconsigliamo,
perché il sentiero, spesso infrascato,
versa in un cattivo stato di
manutenzione.
Consigliamo quindi
di percorrere – come all’andata - il
sentiero CAI 39.
ITINERARIO
Equi Terme (m.260)
– Sentiero CAI 39 - Aiola (m.336) – Il
Castellaccio (m.528)-Vinca (m.770)
Ritorno dalla
stessa via dell’andata
SENTIERI PERCORSI
Sentiero CAI 6 –
da Equi Terme a Vinca e ritorno
DIFFICOLTA’
L’intero itinerario non presenta grosse
difficoltà (E).
Serve però un po’
di attenzione in alcuni tratti,
recentemente attrezzati, dove c’è una
discreta esposizione.
Fare molta
attenzione in caso di presenza di roccia
ghiacciata o bagnata.
DISLIVELLO
500 metri circa
TEMPI DI PERCORRENZA
Equi Terme - Aiola: 20’
Aiola – Il Castellaccio 35’
Il Castellaccio – Vinca: 1 h 25’
Vinca – Equi Terme: 2 h
|