La grotta di Casteltendine o Castelvenere

La grotta di Casteltendine si trova sulla riva sinistra della turrite cava, alla base del monte Penna.
La cavità si apre a circa 650 mt di altitudine, all'estremità orientale di una parete verticale alta in diversi punti più di cento metri.
Si presenta con un'ampia imboccatura davanti alla quale si notano terrazzamenti calcarei formati in epoche passate dal corso d'acqua che scorre sul lato sinistro della grotta.
Il primo tratto dell'antro è orrizzontale e imbutiforme, questo è lungo una cinquantina di metri successivamente l'antro si biforca e con il ramo destro si entra per circa un chilometro nel fianco del monte.
Questa grotta viene ricordata dagli abitanti, che vedono questa come teatro di atti briganteschi, di faide comunali, di eccidi.
Molte testimonianze tornate alla luce appartengono sicuramente ad un orrizzonte ligure, altre devono essere considerate di origine etrusca.
Vanno ricordati gli idoletti di bronzo con caratteri ermafroditi e femminili, quasi certamente di tipo votivo, collocabili nella seconda metà del V  sec. a.C..
Non è escluso che ci troviamo di fronte a culti connessi con la fertilità della terra, e proprio per la presenza di questi singolari bronzetti non si può accantonare l'ipotesi che nell'antro fosse praticato un vero e proprio culto della fecondità.