Il Capretto Fantasma

Nella valle chiusa dalle vette del monte Sumbra, Alto di Sella e monte Altissimo si trovava in passato un villaggio di pastori appartenente sia agli uomini di Vagli che della Cappella, in gruppi di capanne distinte.
Quando il granducato di Toscana e il ducato Estense si divisero il territorio, i due gruppi di pastori entrarono in conflitto fra loro, in quanto uno si era sottomesso agli Estensi, l'altro al granducato di toscana.
Nacque un violento antagonismo che si riflette anche nelle lettere di Ludovico Ariosto, a quel tempo governatore Estense della Garfagnana, scrisse a proposito delle furiosi liti che andarono man mano allargandosi fino a coinvolgere anche la comunità di Gorfigliano.
Le pene che si imputavano ai contendenti andavano dalla precipitazione da un'altra rupe, alla crocifissione praticata agli avversari.
Anche tra i comuni di Minucciano, Vinca, Ugliano vi furono feroci contese.
Una prima pacificazione ebbe luogo gia nel 1274, ma nuovi regolamenti furono necessari anche in seguito fino ad arrivare quasi all'inizio del secolo.
é proprio in relazione a queste contese che è nata la leggenda del capretto che scompare.
In un villaggio di pastori ai piedi del monte Sumbra viveva una giovane donna che portava ogni giorno a pascolare le capre in alto verso la piastra tonda.
Un giovane pastore, di una famiglia rivale, le aveva chiesto ripetute volte di fidanzarsi con lui, ma la donna aveva sempre rifiutato perchè il giovane aveva il vizio di bere e di giocare.
Un giorno la giovane pastora, mentre badava le pecore al pascolo incontrò l'uomo che era a caccia in quei luoghi.
Ci fu un'aspra discussione e il pastore, preso dall'ira, estrasse un coltello e colpì la donna al cuore.
Con le mani sporche di sangue l'uomo comincio a scendere di corsa dirigendosi verso un torrente per lavarsi le mani, ma con grande stupore vide che il torrente, che pure la mattina era gonfio d'acqua cristallina, si trovava allora completamente asciutto.
Allora pensò di dirigersi ad una polla d'acqua poco distante, ma anche questa era secca come la pietra.
Così quando rientro in casa con le mani ancora insanguinate, disse a tutti che aveva ucciso un capretto sulla montagna.
Il giorno dopo i familiari della donna, preoccupati per la sua assenza, l'andarono a cercare per il monte e la trovarono morta con un capretto che le belava accanto al suo corpo.
Ad ogni tentativo di acciuffare il capretto una nuvola lo avvolgeva e lo trasportava più lontano, ma il capretto continuava a belare più forte.
Ancora oggi, chi passa dal luogo dove è stata uccisa la ragazza, può vedere  il capretto fantasma che piange e scompare se si tenta di acciuffarlo.
Leggenda orale raccolta a Vagli