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Il Diavolo di notte |
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Una sera a mio nonno venne in mente di
andare a pescare a mozzaccola. Si incamminò piano piano giù verso la pianura, quando cominciò a scendere una pioggerrellina così fine che pareva fosse passata al setaccio. All'improvviso vide un gran bagliore e una striscia di fuoco che partiva dall'alpe della pieve diretta verso il mare. " Santo Crocifisso " - esclamò- " è il serpente Volastro o la Busdraga che getta via il tombolo e la tela di fuoco". Quando arrivò in chiodaglia era più impaurito che mai e fu sorpreso nel vedere che anche il fattore si trovava li a pescare. " Buona sera Signor fattore, come va la pesca?". " Bene ", rispose il fattore. Ma mio nonno vide che i bachi in cima alla lenza parevano di fuoco e le anguille si muovevano frenetiche nell'acqua ed erano così fitte che facevano l'acqua nera. Poi il fattore, vedendo che mio nonno non prendeva niente gli offri un pò del pesce che aveva pescato implorandolo però di non ringraziandolo per nessuna ragione. Mio nonno fu contento e si incamminò verso casa, ma quando fu alla stretta gli venne da pensare alle anime del purgatorio e così tiro fuori dalla tasca la corona del rosario e iniziò a pregare. Subito, la borsa che portava a tracolla cominciò a bussare e a muoversi da ogni parte, costringendo mio nonno a posarla per terra e vedere che cosa stesse succedendo. Dentro la borsa non c'erano più anguille, ma saettoni, vipere e biscioni, un vero brulicare di serpi di fuoco. Mio nonno lasciò li la borsa e corse verso casa. Si mise a letto vi rimase per due giorni , ma non perse l'abitudine di andare in giro di notte. Un'altra volta, sempre una serataccia buia che lampeggiava e tuonava, e fischiava il libeccio, mio nonno incontro il diavolo che lo porto su per l'Alpe, fino al Lucese, dove fu messo su un precipizio del monte Pedone. Il diavolo con le sue grinfie voleva farlo precipitare giù per la montagna, ma per fortuna mio nonno iniziò ad urlare così forte che Fra Rufino, l'eremita del Lucese, lo udì e corse in suo aiuto. Il buon eremita salì sulla montagna con la stola e l'acqua benedetta e salvò mio nonno dalle spire del diavolo. Poi lo condusse nella sua cappella e lo confessò. Da quel giorno mio nonno non si aggirò più di notte per la montagna. |