Il Monte Castagnolo e la Cima della Croce da Forno

Album  Fotografico

3 aprile 2010

 

 Siamo nelle Apuane massesi, le più selvagge, le più aspre, le più segnate dalle cicatrici delle vie di lizza…le Apuane più apuane in una parola!

Questo itinerario ci porta a conoscere una zona molto poco battuta delle Apuane, che regala però scorci panoramici veramente inediti sulle vette maggiori, che dal Castagnolo e dalla Cima della Croce – queste sono le vette che raggiungiamo – appaiono in tutta la loro aspra bellezza.Sono due piccole cime poste sullo spartiacque che separa la vallata di Forno e il Canal Cerignano dalla valle di Resceto. 

Il nostro itinerario inizia dalla strada che collega Forno a Biforco. Lasciamo la macchina proprio in corrispondenza del bivio per Case Vergheto (m.275), scendiamo nel canale e iniziamo la lenta – ma non faticosa – risalita lungo il sentiero CAI 161.
Il sentiero si dipana lungo il fondo di un ombroso canale, sempre con salita moderata, e – pare proprio ricalcare il tracciato di una vecchissima via di lizza (presenti di tanto in tanto fori da piro) che probabilmente serviva qualche vecchia e piccola cava posta sotto la Cima della Croce.
Proseguiamo in salita, ora più decisa, superiamo il fosso e raggiungiamo un bivio: il 161 prosegue sulla destra, mentre a sinistra è possibile raggiungere in brevissimo tempo (sono pochi metri), il vecchio alpeggio di Celia Caldia (m.472), dove l’uomo ha strappato alla montagna con fatica e tenacia terreno adatto a piccole coltivazioni (presenti anche alcuni vitigni). Oggi questo alpeggio è del tutto abbandonato, ma il luogo merita una visita, anche solo per ammirare i terrazzamenti in pietra a monte e a valle delle poche case di Celia.
Fatta questa breve deviazione torniamo sul sentiero CAI 161 che ora prosegue nel bosco fitto dove incontriamo alcune vecchie cariche, pronte da un momento all’altro ad essere lizzate a valle, cariche che da anni aspettano una compagnia di lizzatori che non arriverà mai.
Il cammino prosegue un po’ disagevole nel bosco, sino finalmente ad uscire allo scoperto e traversare in diagonale alcune roccette; il sentiero non presenta particolari difficoltà, ma occorre comunque un minimo di attenzione, soprattutto in caso di roccia bagnata.
Proseguiamo in leggera salita sino ad una dorsale proveniente dalla Cima della Croce, quindi perdiamo quota sino ad incontrare una via marmifera proveniente dal Canal Cerignano (sentiero CAI 36). Proseguiamo a destra salendo per la marmifera, fino ad abbandonarla dopo pochi metri, svoltando a destra (presenti segnali) lungo il sentiero CAI 161 (proseguendo a dritto si arriverebbe alla bella Foce Vettolina).
Saliamo ora in salita ben più decisa, traversando un bosco rado di faggi ed infine arrivando ad una vecchia cava abbandonata, dove sono presenti vecchi blocchi di marmo pronti per essere lizzati. Prima di giungere alla cava passiamo sotto una sorta di “grottone”, da dove zampillano – dopo le forti piogge – suggestive cascatelle d’acqua limpida e cristallina.
Giungiamo quindi alla sella prativa che separa Castagnolo da Cima della Croce. E’ un luogo questo di una bellezza apuana molto particolare: di fronte a noi vediamo l’immensa bastionata del Sella, segnata dalle cicatrici delle vie di lizza: le Gruzze, la Bagnoli e la parte più alta della monorotaia sono da qui perfettamente visibili.
Spostando invece lo sguardo verso sinistra l’occhio abituato agli aspri paesaggi apuani non può far a meno di notare la lunghissima cicatrice del Padulello, la “regina” delle vie di lizza, non la più lunga, ma quella con le pendenze più impressionanti.
Ma lo sguardo è rapito soprattutto dall’incredibile zig-zag della Vandelli che si arrampica da Resceto fino agli oltre 1600 metri di Passo Tambura.      Ma torniamo a noi. Giunti alla sella erbosa che separa Castagnolo e Cima della Croce, prendiamo una traccia a sinistra e in breve raggiungiamo Casa Castagnolo (m.985), un vero e proprio “luogo dell’anima”; da qui è possibile ammirare – nel silenzio più assoluto – un panorama che niente ha da invidiare alle cime più alte.
Dicevamo “luogo dell’anima”, perché qui – fuor di retorica – pare davvero che il tempo si sia fermato e perché i resti di un enorme noce sconfitto dal tempo che giacciono proprio accanto alla casa rendono il paesaggio ancora più particolare, bello e contemporaneamente malinconico. Doveva essere questo un luogo di pascolo importante una volta.
Molto suggestiva anche la vista sulla cava della Mandriola (il toponimo è quantomai esplicativo), oramai quasi del tutto mimetizzata con il grigiore delle rocce circostanti.
 Chi non ha più voglia di camminare può starsene qui a godersi il panorama sulla Tambura, sul Sella e sulle altre nostre amiche; chi invece ha voglia di fare ancora due passi può, da Casa Castagnolo, salire per cresta rocciosa sino a raggiungere l’antecima della Cima della Croce (m.1064), visto che la cima è riservata a un “pubblico alpinistico”. Alcune capre ci salutano incuriosite…non devono essere moltissimi gli umani che fanno visita da queste parti!
Da segnalare che il tratto Casa Castagnolo – Cima della Croce, seppure non presenti difficoltà particolari – richiede comunque un minimo di attenzione per un passaggino in cresta appena esposto.
Tornati a Casa Castagnolo, raggiungiamo nuovamente l’insellatura e raggiungiamo il M.Castagnolo (m.1003); per la cima principale della montagna è necessario invece transitare su una crestina piuttosto esposta (difficoltà da verificare).
 Per tornare a valle ripercorriamo il sentiero CAI 161 fino alla strada marmifera che abbiamo incontrato all’andata. Qui – anziché svoltare a sinistra lungo il sentiero CAI 161 percorso all’andata – proseguiamo lungo la strada marmifera (sentiero CAI 36) che in breve ci porta al fondo del Canal Cerignano. Quindi, passando da Biforco sempre per strada marmifera, raggiungiamo il posto dove abbiamo lasciato la macchina. 

ITINERARIO

Bivio strada Biforco–Vergheto (m.275) – sentiero CAI 161 – Celia Caldia (m.472) – strada marmifera – sentiero CAI 36/161 – bivio sentiero CAI 161 – insellatura tra Castagnolo e Cima della Croce – Casa Castagnolo (m.985) – Cima della Croce (m.1064) – Casa Castagnolo (m.985) – M.Castagnolo (m.1003) – sentiero CAI 161 – strada marmifera – sentiero CAI 36 – marmifera del Canal Cerignano – Biforco (m.376) – bivio strada Biforco-Vergheto (m.275) 

SENTIERI PERCORSI

Sentiero CAI 161 – dall’inizio dell’escursione fino all’insellatura che separa Castagnolo e Cima della Croce.

Traccia non segnata – tra Casa Castagnolo e Cima della Croce

Sentiero CAI 161 – sulla via del ritorno tra l’insellatura tra Castagnolo e Cima della Croce e innesto su strada marmifera (sentiero CAI 36)

Sentiero CAI 36 – dall’innesto su strada marmifera a Biforco (sempre su strade marmifere)

Strada asfaltata – da Biforco al luogo dove abbiamo lasciato la macchina  

DIFFICOLTA’

L’escursione non presenta particolari difficoltà (E). Un minimo di attenzione in alcuni passaggi rocciosi a monte di Celia Caldia (leggera esposizione) e tra Casa Castagnolo e Cima della Croce. 

TEMPI DI PERCORRENZA

Forno (bivio Vergheto) – Celia Caldia: 55’

Celia Caldia – strada marmifera (sentiero CAI 36): 1 h

Strada marmifera – Casa Castagnolo: 1 h

Casa Castagnolo – Cima della Croce: 15’

Cima della Croce – Casa Castagnolo: 10’

Casa Castagnolo – M. Castagnolo: 15’

M. Castagnolo – strada marmifera (sentiero CAI 36): 45’

Strada marmifera (sentiero CAI 36) – Biforco – Forno (bivio Vergheto): 45’ 

DISLIVELLO

800 metri circa