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IL tesoro di Pietralunga |
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| Fra i boschi del monte
Gabberi si alza esile ed aguzzo un alto
pinnacolo al quale si abbarbicano i rovi
e sterpaglie: è la "pietralunga" del
monte Gabberi, sotto la quale si dice
sia sepolto un tesoro: una gallina con
dodici pulcini d'oro. Ma la torre di roccia è sotto un incantesimo; infatti non è possibile togliere il tesoro, perchè si dice che dopo cent'anni che questo è stato sepolto e non ritrovato, se ne sia impossessato il diavolo che non permette a nessuno di riprenderselo. Una volta, accadde ad un cacciatore di passare nei pressi della Pietralunga al tramonto del sole e di vedere qualcosa sfavillare alla base dell'alta pietra. L'uomo si fece strada fra i rovi e vide un enorme mucchio d'oro ammassato fra i sassi, ma appena l'ebbe raggiunto, una grossa pietra si staccò dalla sommità del pilastro di roccia, disintegrando il tesoro e riducendolo in tante scaglie di pietra. Eppure qualcuno dice che il modo per levare il tesoro c'è: è necessario cogliere una radice di mandragola sulla vetta del monte Procinto al chiaro di luna e proferire alcune parole magiche che nessuno però ricorda più. Un negromante, una volta, riuscì a indovinare quelle parole, infatti vide aprirsi una fessura luminosa tra le pareti della roccia, che si richiuse però immediatamente quando l'uomo si confuse nel pronunciare le ultime parole di quella frase magica. Si pensa che sia il diavolo che riesce a cancellare la memoria a quelli che si avvicinano al tesoro della " pietralunga ", per cui tornano sempre a casa a mani vuote. Testimonianza orale raccolta a Pomezzana
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