Isola Santa

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Il " paese"di Isola Santa, una volta era un distretto della parrocchia di S.Pietro di Careggine, comprendeva un ospedale pubblico, dedicato a S.Jacopo, avente lo scopo di aiutare i passeggeri ed i pellegrini che valicavano il monte di Mosceta per passare dalla Garfagnana alla Versilia. L'ospedale fu fondato dalla contessa Matilde di Canossa e da essa finanziato, ma una famiglia di Castelnuovo pasṣ queste entrate all' ospedale di Lucca, quindi di questi beni fu fatto un livello per gli abitanti del paese.
Qui esisteva anche una chiesa in memoria di S.Giacomo, governata da un rettore, al quale il 22 giugno del 1382 fu concesso dal vescovo di Lucca un monaco.
In prossimità di questo paese esisteva da molti anni un ponte di legno sulla turrite secca, che segnava il confine dello stato di  Modena con la Toscana, mentre ora determina il confine tra Massa e Lucca.
In antichità nel paese di Isola Santa,  si tendeva praticare ogni anno nella notte di S. Michele ( 29 settembre), una tradizione che vedeva gli uomini discendere nei campi per cacciare, le streghe, e le incantatrici.
Suonavano campanelli, Cembali, Timpani, ed altri strepitosi arnesi; tiravano colpi, urlavano come ossessi con quanta voce avevano in gola, e ripetevano spesso la magica parola: " Macconeccio, Macconeccio, Macconeccio, e con questo grido credevano scongiurare dalle loro selve i fascini e gli incantesimi, ed assicurarsi coś il raccolto delle castagne.
La parola Macconeccio è composta da due vocaboli: Macco, che significa polenta, e neccio che significa altro cibo a tutti.

 
 

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