La Bella Addormentata

Sopra il paese di forno, in località " gli Alberghi " viveva un giovane pastore che portava ogni giorno d'estate le pecore a pascolare negli alti prati scoscesi delle Apuane.
Un giorno però decise di salire un pò più in alto e mentre era sdraiato all'ombra di un albero osservo il profilo del monte di fronte  che assomigliava in modo impressionante al profilo di una ragazza distesa che guarda verso il cielo.
La sera riferì al nonno ciò che aveva osservato e seppe che quella montagna era sotto la magia di una strega, che tanto tempo fa, aveva trasformato una giovane pastorella in una montagna.
L'incantesimo sarebbe finito soltanto quando qualcuno fosse riuscito a salire fin lassù senza funi e con in mano un mazzo di fiori raccolti nel bosco.
Di buon mattino, dopo aver raccolto fiori selvatici, il pastorello si diresse verso il monte.
Inizio a salire incontrando molte difficoltà: profondi canali, rocce taglienti, precipizi da capogiro.
Dopo molte ore raggiunse la vetta; e come ebbe posato i fiori per terra , subito sentì la montagna tremare mentre nuvoloni neri come la notte avvolsero il monte.
Poi udì una voce gentile che lo chiamava e intravide, dietro ad una roccia, una fanciulla che gli tendeva le mani.
Rotto l'incantesimo i due giovani scesero la montagna e tornarono a casa.
Il nonno del pastorello visse ancora per alcuni anni e quando morì, i due pastorelli, ormai marito e moglie, videro che accanto al monte che evocava un profilo di donna era apparso il volto di un uomo con una lunga barba bianca che assomigliava molto al vecchio nonno.
Per questo qualcuno chiama ancora quelle montagne il " Barbone " e " Bella Addormentata ", ma il loro vero nome è monte Grondilice.
cfr. A. De angeli, pensiero magico e racconti della tradizione popolare di Forno