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Metato |
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Nel territorio di Careggine esistevano numerosi "
metati " cioè luoghi dove erano seccate le castagne, che oggi
sono quasi tutti in disuso o diroccati mentre alcuni sono stati
trasformati in abitazioni. Per la seccatura, le castagne vengono stese uniformemente sopra il " canniccio " , cioè un pavimento formato da bastoncini rotondi, di castagno, messi l'uno accanto all'altro. Al piano terra vengono messi alcuni " ciocchi " ( cioè grosse legna lasciate a seccare ), a cui viene dato fuoco, coperti dalla " pula " ( cioè la buccia tolta dalle castagne gia seccate), per evitare che dai ciocchi si innalzi la fiamma. In questo modo si crea un certo calore, che passa attraverso i cannicci e secca le castagne, che, periodicamente, vengono mosse per ottenere una seccatura uniforme. Il fuoco resta acceso giorno e notte e viene continuamente alimentato con nuovi ciocchi e nuova pula, conservata sotto la " locia " , cioè la tettoia che sovrasta la porta del metato. La procedura di essiccazione dura circa 30-40 giorni, dopodichè viene spento il fuoco e con un lungo bastone vengono spostati alcuni cannicci, in modo che le castagne cadano giù, in sacchi posti sotto la fessura aperta nel canniccio. Fuori del metato, inizia la " battitura", che un tempo avveniva a mano, battendo le castagne, in modo che la buccia, ormai secca, lasciasse andare il frutto interno. Dopo la battitura seguiva la "nettatura"; in pratica, le donne mettevano le castagne in grossi vassoi di legno, chiamati "vassoia", gettandole in alto, controvento, e facendole ricadere nella "vassoia". In questo modo era possibile pulire le castagne dai frammenti di pula, che essendo più leggera, veniva spinta via dal vento. Al termine di queste operazioni, le castagne venivano portate al mulino per diventare farina di "neccio". |
![]() Metato a Careggine |
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![]() Metato a Careggine |
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![]() Metato lungo il sentiero 137 sotto Colle Maschio |
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