Monte Corchia da Pruno di Stazzema

Album Fotografico

10 aprile 2009

Siamo in Alta Versilia, tra paesi arroccati sulla montagna e giganti come Corchia e Pania. Sono queste le zone indelebilmente segnate dall’alluvione del 19 giugno 1996, che provocò 14 vittime ed enormi danni materiali. Ma l’Alta Versilia ha saputo reagire a questa tragedia e oggi si presenta magnificamente e sapientemente ricostruita.
Ma veniamo a noi. Con questa escursione raggiungiamo la vetta del Corchia, la "montagna vuota", sede del celebre antro…ma non è solo la cima della montagna la bellezza di questa escursione; visitiamo infatti gli alpeggi di Pruno e Volegno…Tiglieta, le Caselle, Colle a Iapoli, Monte alla Tana…luoghi oggi dimenticati (ma tutti o quasi recentemente ristrutturati e ben tenuti!), che una volta brulicavano di vita per molti mesi dell’anno. Anche le tante marginette che si incontrano sono fortunatamente tutte o quasi risistemate, e questo non può che far piacere!

Il nostro itinerario inizia dal magnifico borgo di Pruno (m.460), posto in una posizione molto felice, su un cucuzzolo che troneggia di fronte alla Pania, al Forato e al Procinto.
Il paese è facilmente raggiungibile da Seravezza, seguendo le indicazioni stradali che certo non mancano.
Lasciamo la macchina nel parcheggio posto all’ingresso del paese e seguiamo le segnalazione biancorosse (sentiero CAI 122), salendo una scalinata che ci conduce in breve a una sorta di strada pedonale.
Svoltiamo decisamente a sinistra (seguendo a destra andremmo proprio nel centro di Pruno) e proseguiamo per ampio sentiero che tocca le case più alte del borgo.
Poi, nei pressi di una fonte (piuttosto moderna…sembra eternit!) pieghiamo a destra e quindi a sinistra in corrispondenza di una vecchia marginetta.
Il sentiero prosegue lastricato nel bosco con diverse risvolte, fino a toccare una casetta dove giunge una stradella asfaltata che si stacca dalla via che collega Pruno a Volegno.
Seguiamo sulla destra la strada per alcune centinaia di metri sino a che – sulla destra – non vediamo le indicazioni del sentiero CAI 122 (nei pressi di una sorta di taglio di cava).
Abbandoniamo la strada e seguiamo il sentiero, passando sotto un piccolo piazzale (loc. Colle a Iapoli, m. 745) toccando anche una prima marginetta. Qui il panorama si apre e domina tutta la valle del Vezza.
Il sentiero prosegue in un piccolo impluvio percorso da un torrente rigoglioso di acqua. Vediamo in ogni dove i segni dell’uomo (muri a secco, vecchie siepi, terrazzamenti…), che ci fanno capire che qui davvero – fino a non molti anni fa – la vita non mancava. Ma vediamo che molte case sono restaurate e il sentiero è ben tenuto, e la cosa non può che riempirci di gioia.
Finalmente giungiamo a Le Caselle (m. 835), e questo alpeggio merita sicuramente una breve visita, sia per la posizione invidiabile che per l’atmosfera "atavica" che – fuor di retorica – ancora vi si respira.
Continuiamo lungo il sentiero CAI 122 sino a giungere a Monte alla Tana (m. 900 circa), dove è posta una bella marginetta, recentemente restaurata.
Oggi tutti questi alpeggi sono collegati da una fitta rete di sentieri, valorizzati grazie al lavoro degli abitanti di Pruno e di Volegno e al contributo di diversi enti.
Alla marginetta di Monte alla Tana il sentiero piega a sinistra: ora la traccia prosegue fuori dal bosco, tra prati e vecchi terrazzamenti, e risale lungamente la dorsale proveniente da Mont’Alto e Sullioni, dorsale che raggiungiamo in prossimità di una evidente selletta.
Qui, sul sentiero CAI 122 si innesta il segnavia 123 (oggi quasi del tutto abbandonato), proveniente da Retignano. Proseguiamo per panoramici terrazzi erbosi sino a raggiungere il Passo dell’Alpino (m. 1060), dove si innesta in sentiero CAI 9 proveniente dalle Voltoline.
Da questo punto il panorama è veramente di prim’ordine, ma l’occhio abituato al paesaggio apuano è rapito da una lizza che, con una incredibile pendenza, guadagna alcune cave poste sopra Le Voltoline.
Qui termina il sentiero CAI 122, noi proseguiamo sul 9 che sale sempre per erbe e roccette verso Foce di Mosceta.
Superiamo un breve tratto di scalini intagliati e guadagniamo finalmente quota per giungere in un bosco di abeti, rimboschimento che annuncia l’arrivo a Foce di Mosceta (m. 1170).
Da Foce di Mosceta in breve raggiungiamo il Rif. Del Freo (m. 1180). Sono passate circa 2 h 15’ da quando siamo partiti da Pruno.
Dopo una sana sosta ristoratrice prendiamo la via del Corchia seguendo un sentiero che prima ci accompagna in una bella traversata di prati, e quindi segue per un breve tratto i resti di quella che sembra essere una vecchia via di lizza.
Dopo alcuni metri abbandoniamo la via di lizza e – seguendo il segnavia (qui bianco-rosso e azzurro) – iniziamo la ripida salita che ci conduce in vetta al Corchia.
La salita non presenta difficoltà particolari, serve comunque un minimo di attenzione soprattutto nell’ultimo tratto di cresta (impressionante la vista a precipizio su Levigliani).
Tocchiamo i resti del Bivacco Lusa-Lanzoni – vittima della "guerra" tra cavatori e speleologi – e finalmente arriviamo in vetta al Corchia (m.1677).
E’ passata circa un’ora da quando siamo partiti da Mosceta…ma ne è valsa la pena. Il panorama è di prim’ordine (ed è pure monotono ripeterlo); purtroppo è di prim’ordine (e non fa mai male ripeterlo) anche la devastazione ambientale: una volta c’era una bella cresta che collegava la cima del Corchia (dove siamo noi), con l’antecima, posta più a ovest. Purtroppo questa cresta è oggi seriamente minacciata da una cava (Cava dei Tavolini) che sta mangiando ampie fette di montagna.

Il ritorno avviene per la stessa via seguita all’andata in circa due ore e trenta minuti.

ITINERARIO

Pruno (m.460) – sentiero CAI 122 – Le Caselle (m.835) – Monte alla Tana (m.900) – Passo dell’Alpino (m.1060) – sentiero CAI 9 – Foce di Mosceta (m.1170) – Rif. Del Freo (m.1180) – sentiero di vetta – Monte Corchia (m.1677)

SENTIERI PERCORSI

Sentiero CAI 122 – da Pruno al Passo dell’Alpino

Sentiero CAI 9 – dal Passo dell’Alpino al Rifugio Del Freo

Sentiero di vetta per il Corchia – dal Rifugio Del Freo al M.Corchia

DIFFICOLTA’

L’itinerario non presenta difficoltà particolari (E). Un po’ di attenzione nella salita al Corchia, soprattutto nell’ultimo tratto che presenta una leggera esposizione.

TEMPI DI PERCORRENZA

Pruno – Le Caselle – Passo dell’Alpino: 1 h 45’

Passo dell’Alpino – Foce di Mosceta – Rifugio del Freo: 30’

Rifugio Del Freo – Monte Corchia: 1 h 15’

(il ritorno avviene per la stessa via di salita in circa 2 h 45’)

DISLIVELLO

1250 metri circa