Il Monte Altissimo percorrendo il sentiero della Tacca Bianca

Album Fotografico
 

9/8/2008


“Tacca Bianca”. Bastano queste due semplici parole per entrare nel mito delle Apuane, nello storico cuore di marmo custodito dal Monte Altissimo, montagna nobile, piena di ferite e cicatrici marmoree.

L’itinerario proposto è del massimo interesse dal punto di vista dell’archeologia marmifera, perché si snoda quasi interamente sul – come si diceva una volta – “precipite” versante sud dell’Altissimo, indelebilmente segnato dai segni dell’escavazione…ed è emozionante visitare le “cave storiche” che qui si aprono: Tacca Bianca, Fitta, Macchietta, Colonnoni, Michelangelo.
Itinerario straordinario quindi, ma assolutamente sconsigliabile agli escursionisti meno abituati al terreno apuano e a chi soffra di vertigini.


Il nostro itinerario comincia dal punto in cui ha inizio la marmifera per le cave meridionali del M.Altissimo, ovvero dove la strada che percorre il fondovalle del Fiume Serra compie due secche curve arrampicandosi sul versante orografico sinistro e dirigendosi verso Azzano.
Questo luogo è facilmente raggiungibile da Seravezza, svoltando a sinistra prima del ponte di ferro e superando gli abitati di Riomagno e Malbacco.
Lasciamo la macchina (siamo a 433 mslm) e ci inoltriamo sulla marmifera (presente cartello CAI che indica il percorso per le “cave storiche”). In 15 minuti di cammino arriviamo ad una casa (Loc. Mortigliani, 521 mslm) e quindi ad una sbarra (è possibile arrivare sin qui in macchina). 
Superiamo una cappellina contenente la Madonnina della Tacca Bianca e proseguiamo lungo la marmifera sino ad arrivare in breve alla Località La Polla, dove è presente una cava, forse l’unica attiva di tutto il comprensorio del versante meridionale dell’Altissimo. Qui seguiamo a destra la marmifera che con alcune svolte abbandona il buio fondovalle per arrampicarsi ripidamente sul costone della montagna. Proseguiamo attraversando un suggestivo punto in cui la marmifera è completamente intagliata nella roccia e arriviamo alla Cava Massa o Michelangelo a quota 851. Sono passate circa 2 ore da quando siamo partiti, ed ora davanti a noi si presenta in tutto il suo splendore lo storico versante meridionale dell’Altissimo: vediamo la Cava Fitta, la Macchietta ma soprattutto – più in alto di tutti – la Tacca Bianca, appollaiata sotto la cima dell’Altissimo…in ogni dove sono presenti i segni dell’uomo, e ancora una volta capiamo perché le Apuane sono “montagne irripetibili”.
Attraversiamo la cava (ora abbandonata, almeno così ci sembra) e proseguiamo per circa 30’ lungo la marmifera sino a che, dopo una secca curva, svoltiamo decisamente a destra lungo un’altra via marmifera inerbita che ci conduce in circa 10’ alla Cava Fitta (m.1080).
L’ambiente è grandioso, il piccolo piazzale di cava è un’accogliente isola orizzontale in un ambiente dirupato e quasi del tutto verticale. Ci fermiamo per entrare dentro la cava, scavata all’interno della montagna…l’ambiente interno è suggestivo, sembra di entrare in una cattedrale gotica. Da segnalare che la luce proviene anche dall’alto perché lo scavo ha anche un ingresso superiore.
Dal piazzale della cava consigliamo di dare uno sguardo verso l’alto e di ammirare quello che rimane dello storico sentiero dei tavoloni, che conduceva i coraggiosi cavatori alla cava dei Colonnoni, un camminamento semidistrutto che – possiamo dire - sfidava la forza di gravità…un camminamento che ci piacerebbe che un giorno venisse recuperato, per fare del versante sud del M.Altissimo un parco di archeologia marmifera.
Dopo una sosta riprendiamo il cammino salendo un’ardita scaletta che ci premette di superare il taglio di cava (prestare attenzione…la scaletta è un po’ mobile) e di incamminarci sulla ripida lizza che conduce alla Tacca Bianca. Qui serve attenzione: il cammino inizia ad essere moderatamente esposto, quindi è necessaria una certa concentrazione. Passiamo di fronte all’ingresso superiore della cava interna ed in breve arriviamo all’ormai mitica cava della Tacca Bianca (m.1190 circa), in posizione alquanto aerea e spettacolare.
Ci piace pensare che qui venisse Michelangelo in persona a scegliere lo statuario per le sue opere d’arte e ci piace pensare che i nostri scarponi e le nostre mani toccano rocce calpestate e toccate anche dal grande artista toscano…egli effettivamente sembra che visitò questi luoghi per segnalare le zone migliori di escavazione in attesa di uno sfruttamento che avvenne solo successivamente.
Il piccolo piazzale di cava termina, ad ovest, con l’inizio del sentiero dei tavoloni precedentemente citato. Noi invece ci dirigiamo verso destra (est) dove inizia il vertiginoso sentiero che collega la Tacca Bianca con il Passo del Vaso Tondo.
Il sentiero, largo mediamente 80/100 cm, è totalmente scavato nella roccia e veniva utilizzato dai cavatori per raggiungere le cave. Va percorso con molta cautela e massima concentrazione, in quanto l’esposizione è massima: qui serve il proverbiale “piede fermo e assenza di vertigini”. Affascinati dall’ambiente - ma soprattutto concentrati su dove mettiamo i piedi - procediamo con attenzione in leggerissima salita e giungiamo alla base del ripidissimo canale erboso che scende dal Passo del Vaso Tondo; lo percorriamo con cautela (sconsigliabile in caso di erba bagnata) fino a raggiungere il valico che mette in comunicazione Versilia e Garfagnana, posto ad un’altitudine di 1380 mslm.
Qui proseguiamo a sinistra (sentiero CAI 143) lungo la cresta del M.Altissimo che raggiungiamo in circa 40’ di cammino dal Passo del Vaso Tondo.
In vetta ci rilassiamo e gustiamo lo splendido panorama: questo è un balcone privilegiato verso la marina e verso le vette apuane circostanti.          Ripartiamo quindi alla volta del Passo degli Uncini che raggiungiamo percorrendo il sentiero CAI 143: fare attenzione perché il terreno è molto accidentato, paleo e roccette smosse onnipresenti.
Raggiunto il Passo degli Uncini (m.1380), traversato dal sentiero CAI 33 proveniente da “Le Gobbie”, abbandoniamo il sentiero segnato per svoltare decisamente a sinistra, calandoci senza traccia precisa in un canale che scende verso il versante marino. Per i primi 60-70 metri ci teniamo sulla destra, poi guadagniamo il centro dell’impluvio. Serve una certa attenzione: il percorso non è esposto, ma il terreno ripido, accidentato e pieno di paleo e roccette smosse richiede una certa attenzione e un minimo di senso di orientamento.
Bisogna scegliere di volta in volta il percorso migliore, conviene comunque scendere obliquando leggermente verso sinistra.
In circa 40-45’ minuti giungiamo sulla strada marmifera abbandonata che conduceva alle cave dei Colonnoni. Qui svoltiamo a destra lungo la marmifera che percorriamo lungamente fino a tornare alla Cava Michelangelo e quindi, scendendo ancora, alla Polla. 

 

ITINERARIO

Inizio strada marmifera cave M. Altissimo (m.433) – Loc. Mortigliani (m.521) – Cava Michelangelo (m.851) – Bivio Cava Fitta – Cava Fitta – Cava Tacca Bianca (m.1190) – sentiero Tacca Bianca – Passo del Vaso Tondo (m.1380) – M. Altissimo (m.1589) – Passo degli Uncini (m.1380) – strada marmifera per le cave dei Colonnoni – Bivio Cava Fitta – Cava Michelangelo – La Polla – Loc. Mortigliani – inizio strada marmifera

 

SENTIERI PERCORSI

Strada marmifera – dall’inizio della via marmifera al bivio per la Cava Fitta, passando per La Polla e la Cava Michelangelo

Strada marmifera per la Cava Fitta – dal bivio alla Cava Fitta

Lizza della Tacca Bianca – dalla Cava Fitta alla Cava della Tacca Bianca

Sentiero Tacca Bianca – Vaso Tondo – dalla Cava della Tacca Bianca al Passo del Vaso Tondo

Sentiero CAI 143 – dal Passo del Vaso Tondo al Passo degli Uncini, passando per la vetta dell’Altissimo

Tratto dal Passo degli Uncini alla marmifera per le Cave Colonnoni – dal Passo degli Uncini all’innesto con la marmifera. Traccia inesistente.

Strada marmifera – fino all’inizio della marmifera

 

DIFFICOLTA’

Inizio marmifera – Mortigliani – La Polla – Cava Michelangelo – Bivio Cava Fitta - Cava Fitta: T

Lungo tratto su strade marmifere

 

Cava Fitta – Cava Tacca Bianca: EE

Ardita scaletta e vecchia lizza da percorrere. L’esposizione è moderata ma serve una certa attenzione

 

Cava della Tacca Bianca – Passo del Vaso Tondo: EE

Lungo tratto di sentiero interamente intagliato nella roccia, esposizione costante. Assolutamente sconsigliato a chi soffre di vertigini e agli escursionisti meno esperti. Da non percorrere con fondo ghiacciato o bagnato.

 

Passo del Vaso Tondo – M.Altissimo – Passo degli Uncini: E

Il percorso non presenta difficoltà particolari. Prestare attenzione nel tratto M.Altissimo-Passo degli Uncini per il terreno accidentato.

 

Passo degli Uncini – Strada marmifera per le cave dei Colonnoni: EE

Discesa senza traccia su terreno impervio e molto accidentato, seppur non esposto. Necessario orientamento e abitudine al terreno apuano.

 

Innesto strada marmifera – Bivio Cava Fitta – Cava Michelangelo – La Polla – Mortigliani – inizio strada marmifera: T

Lunga discesa su strade marmifere

 

 

DISLIVELLO

1150 metri circa

 

TEMPI DI PERCORRENZA

Inizio marmifera – Mortigliani – La Polla – Cava Michelangelo: 2 h

Cava Michelangelo – Bivio Cava Fitta: 30’

Bivio Cava Fitta - Cava Fitta: 10’

Cava Fitta – Cava Tacca Bianca: 15’

Cava della Tacca Bianca – Passo del Vaso Tondo: 50’

Passo del Vaso Tondo – M.Altissimo: 45’

M.Altissimo – Passo degli Uncini: 40’

Passo degli Uncini – Strada marmifera per le cave dei Colonnoni: 40’

Innesto strada marmifera – Bivio Cava Fitta – Cava Michelangelo – La Polla – Mortigliani – inizio strada marmifera: 1 h 30’