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Ponte Merletti (m. 809) - Campanice (m.
1053) - Fociomboli (m. 1270) -
M.Freddone (m. 1487).
19/11/2005
Un ribelle, questo è il Freddone. Se ne
sta lì, troneggiante e arcigno, in mezzo
alla vallata della Turrite Secca. Ha una
sagoma appuntita e impertinente da tutti
i versanti. Visto da Isola Santa è quasi
repulsivo da tanto che è aguzzo. E’ in
realtà un prolungamento di una dorsale
rocciosa proveniente dal Corchia ma guai
a ricordarglielo! Si permette, infatti,
di voltare le spalle al Corchia stesso e
perfino alla Regina delle Apuane, in
altre parole alla Pania; guarda in
cagnesco il Sumbra, gigante addormentato
che gli sta davanti; non degna nemmeno
di una sguardo l’Altissimo, montagna
storica, piena di ferite, dai cui
fianchi sembra sgorgare un ininterrotto
flusso di sangue bianchissimo. Ma non
poteva che avere questo carattere il
nostro Freddone: in qualche modo deve
difendersi visto che è circondato da
questi colossi apuani, tutti ben più
alti di lui. E’ così riuscito ad avere
una sua precisa identità, proprio come
le sorelle apuane maggiori.
Bene, fatta questa doverosa premessa - è
sempre bene conoscere le caratteristiche
(e il carattere…) della montagna che
andremo a visitare - possiamo iniziare a
descrivere il nostro itinerario che
inizia da Ponte Merletti (m.809),
località posta poche centinaia di metri
prima dell’imbocco della celebre
galleria del Cipollaio (versante
garfagnino), sulla strada provinciale
che da Castelnuovo Garfagnana conduce a
Seravezza. Troviamo uno spiazzo, dove
parcheggiamo la macchina, ed un grosso
masso dove sono segnati i segnavia CAI
129 e 10. Questo è un luogo di una
bellezza che possiamo definire orrida,
essendo dominato dal Monte dei Ronchi.
Da ogni parte possiamo vedere vecchi
tentativi d’escavazione e antichi
ravaneti. Iniziamo subito la salita sul
sentiero - nel primo tratto è uno
stradello - entrando nel Canale del
Freddone e costeggiando alla nostra
destra un torrente. Qui il sentiero 129
viaggia insieme al 10, ma i segni sono
molto pochi e piuttosto scoloriti,
quindi dobbiamo seguire soprattutto le
tracce. Il rumore del ruscello fa da
colonna sonora alla blanda salita,
mentre l’umido e il freddo la fa da
padrone. Tutto è in ombra, qui il sole
non riesce mai a farsi vedere.
Attraversiamo boschi misti di faggi,
castagni e perfino abeti, ammirando alla
nostra destra belle cascate del
torrente.
Il sentiero qui non è per niente segnato
(se non raramente) e dobbiamo andare a
vista, seguendo la traccia. Arriviamo
quindi ad una vecchia marginetta
diroccata dove dobbiamo fare molta
attenzione ad un bivio non segnalato:
una decina di metri prima di questa
marginetta i sentieri 129 e 10 si
separano. Noi dobbiamo girare a sinistra
abbandonando il fondo del canale. Come
detto il bivio non è segnato, ma
presumibilmente continuando a dritto si
arriverebbe, con il sentiero n. 10, al
Passo del Fordazzani e quindi al Passo
Croce. Noi invece giriamo a sinistra
seguendo il 129, e in poco tempo
arriviamo all’alpeggio abbandonato di
Campanice (m. 1053). Sono passati circa
45-50 minuti da quando siamo partiti.
Campanice era l’alpeggio del paese di
Terrinca, posto su un importante ed
antico percorso di transumanza. Questa
località era caratterizzata dalla
smisurata disponibilità di legname e di
praterie adibite a pascolo. Oggi il
paese è abbandonato ed in rovina, ma la
chiesetta è perfettamente conservata,
essendo stata restaurata nel 1998, come
c’informa una targhetta posta sulla
facciata. Ma tanti sono i segni della
vita che un tempo caratterizzava
Campanice: il sentiero è lastricato ed è
circondato da vecchie siepi. Qui il
bosco doveva essere un vero e proprio
giardino. La chiesetta, come detto, è
perfettamente conservata ed è dominata
dalla mole dei Torrioni del Corchia e
del Freddone, nostra meta.
Il sentiero attraversa quindi il borgo
abbandonato, passa davanti alla
chiesetta dove svolta a destra ed inizia
ad attraversare una stupenda faggeta.
Anche qui il sentiero non è in sostanza
segnato (segni solo saltuari), quindi
bisogna seguire la traccia nel bosco.
Attraversiamo un paio di canali
caratterizzati da rigogliose cascatelle,
ed in 45-50 minuti da Campanice
arriviamo prima ad una bella marginetta
e poi, dopo pochi metri, alla strada
sterrata che collega Passo Croce a
Fociomboli. Siamo sotto i torrioni del
Corchia ed è passata un’ora e mezzo da
quando siamo partiti da Ponte Merletti.
Arrivati sulla strada sterrata giriamo a
sinistra e dopo pochi minuti incontriamo
il valico di Fociomboli (m.1270), che
apre la vista sulle Panie, sul Pizzo
delle Saette e sui prati di Puntato,
anch’esso, come Campanice, sede un
antico alpeggio.
Giunti a Fociomboli abbandoniamo il
sentiero 129, ci abbassiamo qualche
metro sul versante di Puntato (sentiero
n. 11) e dopo pochi metri, all’altezza
di una marginetta, abbandoniamo il sent.
11, girando decisamente a sinistra.
Iniziamo ora la salita vera e propria al
Freddone, traversando a mezza costa la
sua cresta sud. Il sentiero, ben
segnalato da recenti segni rossi, è in
questa prima parte un po’ stretto ma mai
un problema. Presto la traccia entra nel
bosco, dove superiamo un paio di risalti
rocciosi con un minimo d’attenzione.
Arriviamo quindi ad un’insellatura. Il
sentiero continua la traversata, salendo
con più decisione. Serve una certa
attenzione in quanto la traccia non è
molto larga e in alcuni punti c’è un po’
d’esposizione. C’immettiamo in un
canalino fino a che il sentiero non
svolta decisamente a sinistra per
risalire faticosamente la ripida dorsale
est del Freddone. La presenza di foglie
- e ovviamente di ghiaccio - sul terreno
può rendere questo tratto
particolarmente infido e scivoloso.
Usciamo finalmente dal rado bosco per
attraversare le praterie sommitali del
Freddone. Siamo ora in cresta e
svoltando a sinistra dopo pochi metri
arriviamo in vetta, dove è posta una
croce. E’ passata un’ora circa da quando
siamo partiti da Fociomboli, due ore e
mezzo da Ponte Merletti.
Il panorama è veramente incantevole: su
tutti domina la scena la marmorea parete
sud del Sumbra, ben visibile anche il
Fiocca col suo inconfondibile bosco del
Fatonero; più lontane, sempre verso
nord, scorgiamo le Apuane più
settentrionali; a sinistra salutiamo
l’Altissimo e il Mar Tirreno; a sud il
Corchia chiude la vista, mentre a
sud-est occhieggiano Pania della Croce e
Pizzo delle Saette. Ben visibili anche
l’alpeggio di Puntato, il paesino
abbandonato di Col di Favilla ed il lago
di Isola Santa. Ad est la catena
appenninica chiude l’orizzonte. Fatte le
foto di rito e una doverosa sosta
ristoratrice, torniamo a Ponte Merletti
con lo stesso itinerario seguito
all’andata, impiegando circa due ore.
Prestare attenzione nel tratto
M.Freddone-Fociomboli per la ripidezza
del versante.
ITINERARIO
Ponte Merletti (m.
809) - Campanice (m. 1053) - Fociomboli
(m. 1270) - M. Freddone (m. 1487)
DISLIVELLO
m. 680
DIFFICOLTA’
Ponte Merletti -
Campanice - Fociomboli: E
Fociomboli -
M.Freddone: EE (le difficoltà non sono
eccessive, ma in alcuni punti la traccia
è stretta, ma sempre ben segnalata, con
una certa esposizione)
TEMPO IMPIEGATO
Andata: 2 ore e
mezzo
Ritorno: 2 ore
SENTIERI CAI
PERCORSI
CAI n. 129, CAI n.
11 (per pochi metri), sentiero di vetta
Fociomboli-M.Freddone
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