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Il Macina (m. 1560) è una
montagna un po’ dimenticata delle nostre
Apuane. Sorellina minore del Gruppo del
Sella, ha davanti a sé il Fiocca, e
mentre ad est guarda la Valle di Arni
segnata da tante ferite di marmo, ad
ovest sprofonda negli abissi della Valle
di Renara, la più selvaggia ed
inesplorata di tutte le Apuane.
Il
Macina è una montagna che, se dal Sella
appare come un semplice prolungamento
della cresta, da Arni assume una forma
aguzza, quasi respingente, che la fa
apparire come una fortezza
inespugnabile.
Il nostro
itinerario inizia dalla località “Le Gobbie” (m. 1037), raggiungibile in auto
da Castelnuovo Garfagnana seguendo le
indicazioni per Arni e poi per il Passo
del Vestito, e da Massa seguendo la
strada del Passo del Vestito e superando
l’omonima galleria.
L’auto va lasciata subito prima della
galleria (versante Garfagnana), dove
inizia una strada marmifera che solca il
versante garfagnino del M.Altissimo.
Percorriamo per pochi minuti la
strada marmifera sino ad un tornante dal
quale si staccano i sentieri 162 (che
sprofonda letteralmente nella Valle di Renara) e 150 che si dirige verso la
cresta del Vestito. Imbocchiamo sulla
destra il 150 che inizia a salire un
boschetto di faggi, regalando talvolta
bellissime vedute delle Apuane massesi.
Volgendo lo sguardo verso gli abissi
massesi, l’occhio più attento al
paesaggio apuano riesce a scorgere le
tracce delle tante vie di lizza che
percorrono questa parte della nostra
catena montuosa.
La
salita, sempre lungo il 150, è dapprima
abbastanza blanda e raggiunge una
dorsale che proviene dalla cresta del
Vestito, caratterizzata da tanti
pinnacoli rocciosi. Il sentiero sale poi
con più decisione fino a raggiungere
finalmente la suddetta cresta. Vediamo
la valle di Arni, con l’omonimo paese,
il Fiocca, le Apuane settentrionali e
più a sud il gruppo delle Panie.
Il sentiero piega a sinistra,
seguendo il filo di cresta. Serve sempre
una certa attenzione, in quanto sono
presenti alcuni passaggi un po’ esposti.
La cresta del Vestito, con le sue guglie
rocciose, è veramente uno dei luoghi più
suggestivi delle Apuane.
Il
sentiero continua, ora meno esposto,
lungo la cresta. Il Macina è proprio
davanti a noi, ed appare come uno
spigolo severo che si innalza
verticalmente dalla cresta.
Il sentiero, arrivato proprio
sotto la piramide della montagna, piega
a destra sul versante di Arni e
raggiunge la cresta SE della montagna.
Superata la cresta, oltrepassiamo
un’altra dorsale, e continuiamo lungo il
150, fino a quando questo termina di
salire ed inizia a traversare il fianco
est della montagna.
Qui
abbandoniamo il sentiero per svoltare
decisamente a sinistra, senza una
traccia ben precisa (presenti
vecchissimi e radi segnali rossi e un
paio di ometti di pietre). Dapprima
saliamo su un pendio ripido di paleo e
roccette (attenzione alle molte rocce
instabili ed al paleo!), e poi ci
dirigiamo, sempre senza itinerario
preciso (ci sono alcune tracce poco
visibili), verso la cresta, puntando una
sorta di canaletto erboso con rocce
affioranti.
Sbuchiamo quindi sulla cresta
del Macina e arriviamo in vetta, che
dista pochissimi metri. Sulla cima è
presente un ometto di pietre. Il
panorama è molto affascinante: siamo
proprio nel cuore roccioso e selvaggio
delle Apuane: a nord vediamo il Sella,
il Tambura e gli altri, a est il Fiocca,
mentre ad ovest la montagna precipita
per oltre 1000 metri nella cupa Valle di Renara.
Dalla
vetta del Macina sarebbe possibile
raggiungere la marmifera del Sella
seguendo la cresta Sella-Macina, molto
panoramica ma anche parecchio aerea e, a
quanto ci hanno detto, non priva di
passaggi delicati.
Fatte le foto di rito, abbiamo
quindi deciso di scendere dal Macina
seguendo la stessa traccia dell’andata
lungo il versante est.
A
questo punto, tornati sul sentiero 150,
attraversiamo tutto il versante
orientale della dorsale Macina-Sella, e
raggiungiamo Passo Sella (m. 1500), una
grande e dolce radura erbosa posta tra
il Sella e il Fiocca. Questo luogo
sembra un pezzo di Appennino trapiantato
sulle Apuane, una visione riposante,
soprattutto dopo aver affrontato le
Apuane più aspre!
Da Passo Sella scendiamo verso Arni seguendo la via marmifera:
attraversiamo una zona martoriata
dall’escavazione. Da ogni parte ci sono
cave e ravaneti bianchissimi.
Da
Arni raggiungiamo infine Le Gobbie, dove
abbiamo lasciato la macchina, seguendo
per circa 40 minuti la Strada
Provinciale.
ITINERARIO
Le
Gobbie/imbocco galleria del Vestito (m.
1037) – Cresta del Vestito – abbandono
sentiero
150 in prossimità del versante
est del Macina – M.Macina (m.1560) –
Versante est del Macina - innesto
sentiero 150 – Passo Sella (m.1500) –
Via marmifera – Arni (m.916) – Strada
provinciale di Arni – Le Gobbie/imbocco
galleria del Vestito (m.1037)
SENTIERI PERCORSI
CAI
150, CAI 31 (marmifera Passo Sella)
DIFFICOLTA’
Le
Gobbie (imbocco galleria del Vestito) –
Cresta del Vestito – abbandono sentiero 150
in prossimità del versante est del
Macina: EE
Presenti tratti esposti sulla Cresta del
Vestito.
·
Salita al M.Macina lungo il versante
est: EE
La salita al Macina
avviene senza preciso itinerario in
ambiente tipicamente apuano: terreno
infido, paleo scivoloso onnipresente,
roccette instabili, ripidezza del
versante. Si raccomanda di intraprendere
la salita con tempo buono e terreno
asciutto.
·
Discesa dal M.Macina lungo il versante
est fino all’innesto sul sentiero 150:
EE
La discesa dalla
vetta al sentiero 150 avviene per la
stessa via di salita. Valgono quindi le
stesse raccomandazioni.
·
Innesto sentiero CAI 150 – Passo Sella –
Arni: E
Sentiero e poi via marmifera.
·
Arni
– Le Gobbie (imbocco galleria del
Vestito): T
Tratto su strada asfaltata.
DISLIVELLO
650
m. circa
TEMPI DI PERCORRENZA
·
Le
Gobbie (imbocco galleria del Vestito)–
Cresta del Vestito – Versante est del
Macina – M.Macina: 2 h 30’
·
M.Macina – innesto sul sentiero 150 –
Passo Sella: 1 ora circa
·
Passo
Sella – Arni: 1 ora
·
Arni
– Le Gobbie (imbocco galleria del
Vestito): 40’
Nicola
Lazzarini
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