Pascoso - Foce del Termine - M.Nona

 


(16/12/2006)

Il M.Nona (m. 1297) si erge dalla dorsale che divide l’Alto Matanna dall’Alta Versilia. Questa montagna, un po’ nascosta dal vicino Matanna, è celebre per la sua strapiombante parete ovest, su cui sono state tracciate due vie alpinistiche molto difficili e dai nomi affascinanti (“Nona sinfonia” e “Via fantastica”). Dalla vetta sia ha una visione inedita del torrione del Procinto.

Il nostro itinerario inizia da Pascoso, piccolo paese posto ad un’altitudine di 654 metri. Questo borgo è raggiungibile dal fondovalle del Serchio svoltando, all’altezza del paese di Diecimo, verso Pescaglia e quindi Foce di Sella, per poi scendere a San Rocco in Turrite, bel borgo posto in mezzo alla piccola vallata della Turrite. Da San Rocco, seguendo le indicazioni, Pascoso è raggiungibile in pochi minuti.

In alternativa è possibile raggiungere Pascoso da Fabbriche di Vallico, continuando per Gragliana e quindi seguendo le indicazioni per Focchia-San Rocco in Turrite-Pascoso.
Lasciamo l’auto sul piazzale della chiesa ed iniziamo a percorrere il sentiero CAI n. 2 (subito ben segnalato con una freccia) che attraversa le strette viuzze del paese. Da qui, volgendo lo sguardo verso sud, è ben evidente il M.Piglione, che si presenta come un ardito cono (ricorda vagamente un vulcano) ricoperto di paleo e isolate roccette. Superiamo le ultime case e continuiamo per uno stradello sterrato che costeggia (sinistra orografica) il corso della Turrite, caratterizzato da cascatelle e pozze profonde e limpidissime.
Il sentiero continua evidentissimo sul fondovalle sino a che, dopo aver toccato alcuni casolari, attraversa il torrente e piega a sinistra, abbandonando la stradina sterrata di fondovalle.
Siamo ora su una vecchia mulattiera che metteva in comunicazione il versante camaiorese con quello garfagnino. Faggi e castagni dominano il bosco, mentre più in alto sul versante opposto della vallata, svetta il campanile di Foce di Bucine. Saliamo in maniera moderata fino a toccare alcune capanne ed abitazioni recentemente ristrutturate, dove abitano ancora alcune famiglie (località Nampis, m. 796).
Sembra impossibile, per la mentalità odierna, che ci siano nuclei familiari che vivono ancora in una situazione di pressoché totale isolamento, eppure fino a meno di 30-40 anni fa tutte le nostre montagne erano piene di esempi simili. Le Apuane meridionali, a differenza di quelle centrali e settentrionali, non hanno conosciuto l’attività estrattiva legata al marmo e nemmeno uno sviluppo turistico. Dopo lo spopolamento delle zone montuose avvenuto intorno agli anni ’50-’60, sono rimaste in una situazione di “tempo sospeso”, dove sono ancora vivi e visibili spaccati di vita che sembrano provenire direttamente da 40annifa.
Ma torniamo al nostro itinerario. Superate queste case - sempre seguendo il sentiero CAI n°2 - arriviamo su una stradina asfaltata proveniente dalla carrozzabile che collega Foce di Bucine con l’Alto Matanna. Svoltiamo a destra e la seguiamo per alcune centinaia di metri fino ad arrivare ad un vecchio lavatoio, dove il sentiero abbandona la strada (segnali biancorossi sempre presenti) girando a sinistra ed inerpicandosi per boschi e prati sino ad arrivare alla Foce del Termine (o del Crocione), posta ad un’altitudine di 978 metri. E’ passata circa 1 h
e 40’ da quando siamo partiti.Siamo ora sull’ampia ed erbosa cresta che divide il camaiorese dal versante interno. Il panorama è molto suggestivo: si vede il mare e lo sguardo spazia sulle vette meridionali delle Apuane e sulle Panie. Non è difficile incontrare cavalli e mucche al pascolo allo stato brado.
La Foce del Termine è un vero e proprio svincolo di sentieri, un punto obbligato per ogni escursionista. Noi dobbiamo abbandonare il sentiero CAI n°2 che scende a Casoli e svoltare a destra lungo il sentiero CAI 101. In salita guadagniamo alcune decine di metri, superiamo un bosco e giungiamo alla Foce del Pallone (m. 1092), così chiamata perché qui, agli inizi del secolo, arrivava un pallone aerostatico attaccato ad un cavo da Camaiore…vera e propria opera pionieristica apuana! Alla foce arriva anche il sentiero CAI 3, proveniente dalla dorsale del Gabberi.
Proseguiamo in breve lungo il sentiero 101 (che qui corre insieme al 3), poi, 100-
200 metri prima di arrivare al “bozzone” (due mini laghetti dove non è difficile incontrare mucche o cavalli che si abbeverano), lasciamo il sentiero e seguiamo sulla sinistra una evidente traccia che ci permette di non perdere inutilmente quota verso l’Alto Matanna, che invece costeggiamo dall’alto. Giungiamo quindi al Callare Matanna (m. 1139), dove è posta una vecchia croce di legno. Il Callare è un luogo molto panoramico, finestra che mette in comunicazione l’Alta Versilia con la Val di Turrite.
Dal Callare Matanna, attraversato anche dal sentiero CAI n° 5 che mette in comunicazione l’Alto Matanna con il rif. Forte dei Marmi, proseguiamo lungo la facile ed ampia cresta del Nona, con panoramiche vedute sulle vallate circostanti. In circa 30 minuti arriviamo quindi alla vetta del M.Nona (m. 1297), montagna caratterizzata dall’imponente parete ovest che sembra cadere da un momento all’altro sul Procinto, di cui si ha una visione inedita.

Il ritorno avviene per la stessa via dell’andata.  

ITINERARIO

Pascoso (m. 654) – sentiero 2 - Nampis (m. 796) - Foce del Termine (o del Crocione) (m. 978) – sentiero 101 - Foce del Pallone (m. 1092) – Callare Matanna (m. 1139) – M.Nona (m. 1297)

Ritorno per la stessa via dell’andata. 

DISLIVELLO

650 metri circa 

TEMPO DI PERCORRENZA

Andata: 2 h 45’

Ritorno: 2 h 20’ 

SENTIERI PERCORSI

CAI n° 2, CAI n° 101 (per un tratto in comune con il sentiero n° 3), traccia dalla Foce del Pallone al Callare Matanna, sentiero di vetta dal Callare Matanna alla vetta del M.Nona 

DIFFICOLTA’

E – l’itinerario non presenta difficoltà. Unica raccomandazione: prestare un minimo di attenzione sulla cresta del Nona in caso di roccia bagnata e scarsa visibilità