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( 26/12/2006)
Se la Pania della Croce è la Regina
delle Apuane, il Pisanino - il cui nome
deriva da una delicata leggenda - non
può che esserne il Re incontrastato. E’
infatti, con i suoi 1947 metri, la vetta
più alta della catena, e con la maestà
degna solo di un sovrano, il Pisanino
non si “mischia” con le altre vette,
standosene in disparte rispetto allo
spartiacque principale, infine l’ascesa
non è semplice da nessun versante,
presentando tratti parecchio esposti che
richiedono molta attenzione. Tra
le vette affrontate il Pisanino è
senz’altro quello che fino ad ora mi ha
fatto capire, fin dai primi passi, che
il padrone era lui…ma chiariamo subito
Re Pisanino non è un orco cattivo! Va
solo affrontato con attenzione, prudenza
e ottime condizioni meteo.
In occasione della nostra ascesa siamo
saliti e ridiscesi dalla via normale del
Canale delle Rose, senz’altro più
semplice rispetto al sentiero della
Bagola Bianca.
Il nostro itinerario inizia dalla Val
Serenaia (conosciuta anche come Orto di
Donna), stupenda valle orlata dalle
maggiori vette apuane, da cui ha origine
il Serchio di Gramolazzo.
La Val Serenaia è raggiungibile da
Piazza al Serchio seguendo le
indicazioni per Gramolazzo e quindi per
Orto di Donna-Val Serenaia (svoltare a
sinistra prima della galleria di
Minucciano), o da Pieve San Lorenzo.
Fare molta attenzione, in caso si salga
in giorni lavorativi, ai camion carichi
di marmo che scendono da Orto di Donna.
Lasciamo la macchina qualche centinaio
di metri dopo il rifugio Valserenaia, in
corrispondenza di un marcato tornante
(m. 1068) nei pressi del quale è stata
attrezzata un’area per campeggio. Da qui
imbocchiamo il sentiero CAI 178 che
all’inizio attraversa una bella area
pic-nic attrezzata con tavolini e
panchine. Passiamo quindi vicino ad una
baita ristrutturata di recente (Baita
Italia) e quindi iniziamo la salita
immersi in secolari faggete. In questa
prima parte il bosco è abbastanza fitto.
Incontriamo quindi il sentiero CAI 180
(proveniente sempre dalla Val Serenaia)
e continuiamo il cammino sul 178.
Pian piano il bosco diventa più rado e
ci permette di ammirare il Pizzo
d’Uccello in tutta la sua eleganza, gli
aspri Zucchi di Cardeto ed il Pisanino,
nostra meta. Attraversiamo alcuni
piccoli risalti di roccia (attenzione in
caso di roccia bagnata o di ghiaccio,
che, è bene ricordarlo, può essere
presente anche senza neve) ed alcuni
enormi massi, che sembrano provenire da
possenti sconvolgimenti avvenuti, chissà
quanto tempo fa, sugli Zucchi di Cardeto.
Costeggiamo il versante ovest del Pizzo
Altare e quindi incontriamo il sentiero
CAI 179 che proviene dal nuovo rifugio
Orto di Donna. In breve giungiamo alla
Foce di Cardeto (m. 1680), una stretta e
suggestiva insellatura rocciosa, posta
tra il Pizzo Altare e la prima gobba del
M.Cavallo, che mette in comunicazione la
Valle dell’Acqua Bianca con la Val
Serenaia. E’ passata circa un’ora e
quaranta da quando siamo partiti ed il
panorama è già fantastico.
A questo punto, seguendo sempre il
sentiero CAI n° 178, che qui corre in
comune col 179, scendiamo per circa 200
metri sul versante Acqua Bianca, fino ad
incontrare sulla sinistra una traccia
segnata in azzurro (presente una scritta
“M.Pisanino” quasi invisibile però per
chi proviene dalla Foce di Cardeto) e
con radi pallini biancorossi: è l’inizio
del sentiero di vetta per il Pisanino.
Iniziamo a percorrerlo, costeggiando gli
scoscesi e ripidi versanti degli Zucchi
di Cardeto.
La prima parte del percorso (sotto il
Pizzo Altare) è caratterizzata da una
salita non ripida e da un’esposizione
moderata, esposizione che aumenta
soprattutto in alcuni traversi sotto il
Pizzo Maggiore: qui serve veramente una
grande attenzione ed una totale assenza
di vertigini, visto che il tracciato è
molto stretto e sotto di noi c’è un
precipizio di svariate centinaia di
metri.
Attraversati gli Zucchi giungiamo a Foce
Altare (m. 1750), posta tra gli Zucchi e
la vetta del Pisanino. Proseguiamo lungo
il sentiero di vetta e, sempre facendo
molta attenzione, ci inoltriamo nel
ripidissimo Canale delle Rose che
percorriamo faticosamente. Il Canale è
interamente ricoperto di paleo e
roccette piuttosto instabili, ed anche
se l’esposizione non è eccessiva, è
sempre necessaria una certa attenzione.
Arriviamo finalmente sulla cresta
sommitale del Pisanino: la vetta dista
solo 100-150 metri
ed il panorama che si para di fronte a
noi è favoloso. Percorriamo il filo di
cresta con attenzione e finalmente
giungiamo sulla cima del Re Pisanino:
sono passate circa 3 ore e mezzo da
quando siamo partiti dalla Val Serenaia.
La soddisfazione è enorme ed il panorama
ci ripaga di tutte le fatiche: abbiamo
trovato una giornata eccezionalmente
limpida! Sono ben visibili Elba,
Capraia, Gorgona e Corsica; a nord-ovest
si vedono le vette imbiancate delle Alpi
Marittime, mentre oltre l’Appennino si
intravede il grigio della Pianura Padana
da cui spuntano le Alpi innevate. Sotto
di noi, 1300 metri
più in basso, occhieggiano il lago di
Gramolazzo ed il paese di Gorfigliano.
Dopo una doverosa sosta e la consueta
firma sul quaderno di vetta posto
accanto ad una bella madonnina di marmo
bianco, ripartiamo alla volta della Foce
di Cardeto, percorrendo la stessa via
dell’andata. Sono sempre valide le
raccomandazioni precedenti.
Giunti alla Foce, scendiamo di qualche
metro sul versante di Orto di Donna, ed
invece di prendere il sentiero 178
percorso all’andata, svoltiamo a
sinistra sul 179 che ci conduce prima al
Bivacco K2 (m. 1520, proprio sotto il
sentiero), poi al bel rifugio di Orto di
Donna (m. 1500), proprio sotto il Passo
delle Pecore e la mole del Contrario. Da
qui, per mezzo di una lunga via
marmifera che ci porta a toccare anche
l’appena ristrutturato Rif. Donegani (m.
1150), torniamo al punto di partenza.
ITINERARIO
Val Serenaia (m. 1068) – sentiero 178 -
bivio sent. 180 – bivio sent. 179 - Foce
di Cardeto (m. 1680) – bivio sent. di
vetta per il Pisanino – sentiero di
vetta - Foce Altare (m. 1750) – Canale
delle Rose – M. Pisanino (m. 1947) –
Canale delle Rose – Foce Altare (m.
1750) – bivio sent. di vetta – sentiero
178/179 - Foce di Cardeto (m. 1680) –
bivio sent. 179 – sentiero 179 - Bivacco
K2 (m. 1520) – Rif. Orto di Donna (m.
1500) – via marmifera - Rif. Donegani
(m. 1150) – Val Serenaia (m. 1068)
SENTIERI
PERCORSI
CAI 178
dalla Val Serenaia fino a sotto Foce di
Cardeto versante Acquabianca. Breve
tratto in comune con il sentiero 179.
Sentiero di vetta per il Pisanino
da sotto Foce di Cardeto alla vetta e
ritorno
CAI 179
dalla Foce di Cardeto (vers. Orto di
Donna) al rif. Orto di Donna. Breve
tratto in comune con il sentiero 178.
Via marmifera
dal rif. Orto di Donna alla Val Serenaia
DIFFICOLTA’
Val Serenaia – Foce di Cardeto:
E
Il
cammino si svolge prima in una faggeta e
poi tra rocce affioranti. Attenzione in
caso di roccia bagnata o ghiacciata.
Foce di
Cardeto – Foce Altare – Canale delle
Rose – M. Pisanino: EE
Lungo
traverso molto esposto, ripida salita
nell’erboso Canale della Rose e cresta
sommitale. Questo tratto di sentiero
richiede un’attenzione costante e una
totale assenza di vertigini, visto che
l’esposizione è notevole. Sconsigliato
assolutamente in caso di roccia bagnata,
ghiacciata o con condizioni meteo non
buone.
M.Pisanino – Foce Altare – Canale delle
Rose – Foce di Cardeto: EE
Valgono
le raccomandazioni fatte in precedenza.
Foce di
Cardeto – Bivacco K2 – Rif. Orto di
Donna: E
Lunga
traversata sotto i Monti Contrario e
Cavallo. Il sentiero, ben segnato, non
presenta particolari problemi. Occhio in
caso di roccia bagnata o di ghiaccio.
Rif.
Orto di Donna – Rif. Donegani – Val
Serenaia: T
Lungo
tratto su strada marmifera.
DISLIVELLO
1000 m. circa
TEMPI DI
PERCORRENZA
Val Serenaia – Foce di Cardeto:
1 h
40’
Foce di Cardeto – Foce Altare – Canale
delle Rose - M.Pisanino: 1 h 40’
M. Pisanino – Canale delle Rose – Foce
Altare – Foce di Cardeto: 1 h 30’
Foce di Cardeto – Bivacco K2 – Rif. Orto
di Donna: 1 h
Rif. Orto di Donna – Val Serenaia: 40’
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