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17/11/2007
Siamo nell’estremo lembo meridionale
delle Apuane, dove le nostre montagne
degradano dolcemente verso la Piana di
Lucca.
L’itinerario inizia da Pič Lucese, luogo
storico, perché qui č presente la
Ferriera Galgani, detta anche “Distendino”,
perché qui si “distende” il ferro.
La ferriera, dove “l’ultimo fabbro”
lavora alacremente per quasi 12 ore al
giorno, č rimasta un’oasi sospesa nel
tempo ed č un grande esempio di armonia
tra l’uomo, il suo lavoro e la natura:
qui davvero uomo, lavoro, acqua, fuoco e
terra sembra che si parlino…e
soprattutto si capiscano!
Il nostro itinerario inizia dalla
localitŕ Pič Lucese (m.342),
raggiungibile dalla Valle del Serchio
seguendo da Diecimo le indicazioni per
Pescaglia. Giunti al paese di Trebbio,
proprio nel punto in cui la strada
svolta decisamente a destra, proseguiamo
a dritto, ignorando la deviazioni per
Fiano.
La strada, dapprima asfaltata, diventa
quasi subito sterrata, e passando
proprio sotto il paese di Convalle si
incunea nell’ombrosa ed umida vallata
del Pedogna, sino ad arrivare, dopo
alcuni 3 km circa alla localitŕ Pič
Lucese, dove č presente la Ferriera
Galgani.
Lasciamo qui la macchina ed imbocchiamo
subito il ben segnalato sentiero CAI n°
102 che corre a mezza costa nel
solitario vallone del Rio delle Campore.
La salita, abbastanza blanda, č in
questo punto piuttosto monotona, in
quanto si svolge per intero in mezzo ad
un fitto bosco. Scorgiamo sulla destra i
casolari delle Campore e continuiamo la
nostra salita lungo il sentiero sino ad
arrivare al minuscolo borgo di Ritrogoli
(m.792). Sono passate poco meno di due
ore da quando siamo partiti.
Da Ritrogoli, proprio sotto il
M.Piglione, seguiamo una stradina
sterrata sulla sinistra (sempre presenti
i segni biancorossi del CAI), quindi
continuiamo lungo il sentiero CAI n° 102
(che qui sale in maniera un po’ piů
decisa), sino ad arrivare a Campo
all’Orzo (m.957), proprio l’ombra del
Prana. Qui il panorama
finalmente si apre, visto che il
sentiero esce dal bosco e percorre le
belle praterie sottostanti allo spigolo
del Prana.
A questo punto ci innestiamo sul
sentiero 101 (abbandoniamo il 102 che
“termina qui la sua corsa”). Prendiamo
quindi il 104 svoltando a destra e
passando da un piccolo cancelli di
legno. Da qui inizia la vera e propria
salita che, per praterie e boccette,
prosegue senza difficoltŕ. Raggiungiamo
finalmente la panoramica vetta del Prana,
estrema cima meridionale della catena.
Da qui – dove č presente anche una
enorme croce monumentale degli Amici
della Montagna di Camaiore – il panorama
č molto ampio ed abbraccia una vasta
porzione di territorio, dalla Liguria
alla costa livornese.
Dopo una sana sosta ripartiamo alla
volta di Campo all’Orzo, seguendo lo
stesso percorso dell’andata. Arrivati
qui perň abbiamo scelto di percorrere un
altro itinerario che ci ha permesso la
classica escursione “ad anello”.
Svoltiamo infatti decisamente a destra
imboccando il sentiero CAI 101 che ci
porta, tra boschi e vecchi casolari
abbandonati, a Passo Lucese (m. 558).
Giunti a Lucese svoltiamo a sinistra
seguendo la strada asfaltata che in
breve ci riporta a Pič Lucese.
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ITINERARIO
Pič Lucese (m.342) – sentiero CAI 102 –
Ritrogoli (m.792) – Campo all’Orzo (m.957)
– sentiero CAI 101 – sentiero CAI 104 –
M. Prana (m.1221) – sentiero CAI 104 –
sentiero CAI 101 – Mirabello (m.896) –
Passo Lucese (m.558) – strada asfaltata
– Pič Lucese (m.342)
SENTIERI
PERCORSI
Sentiero CAI 102 –
da Pič Lucese a Campo all’Orzo, passando
per Ritrogoli
Sentiero CAI 101
– dall’innesto con il sentiero 102
all’innesto con il sentiero 104
Sentiero CAI 104
– dall’innesto con il sentiero 101 alla
vetta del Prana e ritorno
Sentiero CAI 101
– dall’innesto con il sentiero 104 a
Foce Lucese
Strada asfaltata
– da Foce Lucese a Pič Lucese
DIFFICOLTA’
E
- L’escursione non presenta particolari
difficoltŕ
DISLIVELLO
900 metri circa
TEMPI DI PERCORRENZA
Pič Lucese – Ritrogoli – Campo all’Orzo:
2 h 15’
Campo all’Orzo – M. Prana: 40’
M. Prana – Campo all’Orzo – Foce Lucese:
1 h 30’
Foce Lucese – Pič Lucese: 25’
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