Monte Sella,da Renara alla valle di Arnetola percorrendo la lizza della monorotaia

Album Fotografico Monte Sella

 

Una traversata da Renara (versante massese) a Arnetola (versante garfagnino) passando per il Monte Sella. Siamo nei luoghi più selvaggi delle Apuane, tra vecchie lizze, cave attive e abbandonate e arditi camminamenti.

Percorriamo la lizza della monorotaia (o di Piastreta o Denham dal nome del suo inventore), che, costruita originariamente per la lizzatura manuale, fu successivamente riadattata per la lizzatura meccanica. Percorrendola è impossibile non notare il binario su cui scorreva la “macchinetta Denham”, capace di trasportare fino ad 11 tonnellate di marmo. Le pendenze maggiori di questa via di lizza sono raggiunte nel Fosso del Chiasso, dove si arriva all’80-85%! E’ sicuramente una delle vie di lizza più famose della nostra catena, un’opera di fronte alla quale è impossibile non rimanere stupefatti.
Oltre che per la lizza, l’escursione è “unica” anche per il passaggio “dentro” il Sella…
Il nostro itinerario inizia da Renara (m.310), piccola vallata isolata e dirupata raggiungibile da Massa seguendo le indicazioni per Resceto e quindi svoltando a destra all’altezza dell’abitato di Gronda. Lasciamo la macchina alla fine della strada sterrata, in prossimità di un ampio spazio posto di fronte ad una vecchia torretta ENEL e ad una costruzione diroccata, oggi adibita a ricovero per un gregge di capre. In questi luoghi si apre la buca di Renara, meta di escursioni speleologiche.
Lasciata la macchina (o meglio…il pullman del CAI di Lucca, visto che oggi partecipiamo ad una gita sociale), iniziamo la nostra lunga traversata dal versante massese a quello garfagnino.

Subito a sinistra della torretta ENEL, dobbiamo svoltare a sinistra (segnalazioni “Fosso del Chiasso” e “Canale di Pianel Soprano”), abbandonando il 162 che ci condurrebbe a Casa Bonotti e quindi al Passo del Vestito.
Saliamo sul poggio vicino alla vecchia costruzione fino a raggiungere l’inizio della lizza, che qui si presenta come uno stradello cementificato (nell’ultimo periodo di funzionamento della lizza, negli anni ’70, questo tratto era percorso dai camion fino al poggio caricatore).
Siamo ora nel Canale di Pianel Soprano - qui la strada è franata in molti punti, trascinata via dalla forza delle acque - che percorriamo sino ad arrivare ad un’altra biforcazione (m.546): a dritto andremmo nel Canale della Buchetta, mentre alla nostra sinistra si apre l’incredibile Fosso del Chiasso, dove ben visibile è l’ancora più incredibile tracciato della lizza della monorotaia. Svoltiamo quindi a sinistra e ci immergiamo anima e corpo nel mondo della monorotaia.
Oltrepassiamo il poggio caricatore ed iniziamo a seguire il binario (la monorotaia appunto) che ci terrà compagnia per buona parte della nostra escursione. All’inizio la pendenza è contenuta e la lizza è in un precario stato di conservazione, poi, man mano che ci addentriamo nell’orrido fosso, la pendenza aumenta ed anche lo stato di conservazione della via di lizza migliora sensibilmente. La salita è faticosa, le pendenze sono intorno all’80% (con punte superiori nella parte alta), anche se il procedere è facilitato dagli scalini (oltre 2000) che caratterizzano questa via di lizza.         Finalmente arriviamo all’uscita del Fosso del Chiasso (1000 metri circa), e qui la lizza – seppur in maniera non molto evidente – si biforca. A sinistra sale verso la Focola del Vento e quindi le Cave Bagnoli: era questo il ramo di collegamento tra il bacino marmifero dei Bagnoli e quello di Renara. La nostra lizza invece prosegue a dritto e percorre il Fosso della Piastrella, cosparso – nella parte alta – dai detriti delle attivissime Cave Ronchieri o di Piastreta.
Lo spettacolo davanti a noi è di quelli grandiosi: l’anfiteatro roccioso – dal Macina al Sella – si para di fronte a noi in tutta la sua imponenza e sembra quasi un baluardo invalicabile. A rendere la scenografia ancora più particolare c’è l’enorme gru della Cava Ronchieri che vista dal basso sembra quasi una divinità meccanica.
Ma bando alle ciance, torniamo a noi. Ora la lizza attraversa il greto del canale e si porta sul versante orografico sinistro. Qui la pendenza torna a farsi decisa, ma la fatica è temperata dalle bellezze naturali e antropiche che abbiamo di fronte. Superiamo un piccolo edificio e giungiamo ad un bivio: a destra una traccia ci porta in un minuto alla casa del custode della monorotaia, dove – fino al 1975 (anno di chiusura della lizza, soppiantata dalle sconnesse strade di arroccamento di Arni) - viveva il “guardiano della monorotaia”…forse uno degli ultimi eremiti apuani!         Proseguiamo lungo la lizza – sempre ben conservata – sino all’attraversamento di un ravaneto. Da qui in poi la lizza è praticamente scomparsa – travolta dagli scarichi di cava dei sovrastanti agri marmiferi – e bisogna proseguire seguendo esili tracce e alcuni ometti di pietra. E’ necessaria una certa attenzione nel seguire la via giusta, in quanto la pendenza è notevole (attenzione all’onnipresente paleo alle roccette smosse).
Una raccomandazione: è bene percorrere questo tratto in giorni festivi, quando le cave sono chiuse, in quanto siamo sotto il tiro degli scarichi di marmo.
Giungiamo finalmente sulla strada marmifera delle Cave Bagnoli, dove ci riposiamo, in attesa dell’ultima ascesa verso il Sella.
Ripartiamo alla volta del Sella percorrendo una via alquanto insolita: ci dirigiamo verso l’enorme gru gialla posta alla fine della marmifera (la “divinità meccanica” precedentemente citata…), entriamo nella cava e saliamo su una scala gialla di ferro che ci permette di guadagnare il piano superiore della cava. Siamo proprio nel ventre del Sella, e – schivando enormi goccioloni che forse sono le lacrime della montagna ferita – arriviamo ad una piccola finestra che si affaccia sul mare. Noi proseguiamo a destra dentro la montagna sino a giungere dopo un minuto ad una grande finestra chiusa da una porta di ferro.
Apriamo la porta e vediamo che sulla destra ha inizio uno spettacolare e precario – ma non eccessivamente esposto – camminamento che in pochi minuti conduce all’abbandonata e suggestiva Cava Bagnoli (m.1609). Ci innestiamo sul sentiero CAI 160 che, oltrepassata la cava, prosegue in un ripido valloncello che ci conduce alla cresta. Da qui svoltando a destra possiamo raggiungere in pochi minuti e per ampia cresta la vetta del Sella (m.1739).
C’è da dire che mentre sulle carte la vetta del Sella è segnalata a destra dell’uscita in cresta (effettivamente questa sembra la più alta), sul sentiero la vetta è indicata a sinistra. In occasione della nostra escursione abbiamo raggiunto entrambe le vette collegate dalla linea di cresta percorribile in 5 minuti (prestare un minimo di attenzione se ci si reca sulla vetta settentrionale, perché in questo punto la cresta, pur non presentando particolari difficoltà, non è molto larga). Mentre sulla vetta di destra (sud) è presente un piccolo cippo in legno con la scritta “M.Sella m.1739”, il quaderno di vetta è sulla cima di sinistra (nord).
Dal Sella il panorama è stupendo su tutte le Apuane settentrionali: fanno bella mostra di sé la materna Tambura, lo slanciatissimo Sagro, il Grondilice, il Contrario, il Passo della Focolaccia ed il Cavallo. Ad est il panorama si apre sull’Appennino, mentre a sud il Sumbra, il Fiocca, le Panie e l’Altissimo dominano il paesaggio. Visibili anche l’Eremo di San Viviano, proprio sotto il Roccandagia, il lago di Vagli e la Valle Arnetola (il nostro punto di arrivo) con l’enorme ravaneto che sgorga dalla Cava Ballerina.
Dalla vetta del Sella iniziamo la discesa verso il versante garfagnino, dirigendoci verso Passo Sella. Dalla punta “meridionale” del Sella imbocchiamo una traccia (nuovi segni rossi, vecchi segni blu) che dapprima corre in cresta (prestare attenzione: esposizione in due passaggi) e poi scende verso il versante garfagnino. E’ praticamente un lunghissimo traverso fino a Passo Sella, serve quindi una certa attenzione (soprattutto in due punti), in quanto l’esposizione è sempre costante.
Giungi a Passo Sella (m.1500), il paesaggio cambia radicalmente: passiamo dalla durezza delle dentellate creste apuane a un ampio ripiano erboso…uno spicchio di Appennino magicamente giunto in Apuane.
Da Passo Sella prendiamo a sinistra il sentiero CAI 31 che scende in una bellissima faggeta in veste autunnale verso la Valle Arnetola. Il sentiero ricalca la strada/mulattiera fatta costruire dai tedeschi durante il secondo conflitto mondiale.

Oltrepassiamo alcuni ruderi (loc. Ripanaia – m.1077) e giungiamo finalmente al piazzale posto alla fine della strada di Arnetola, dove c’è il pullman del CAI che – pazientemente – ci sta aspettando.
 

         Una bella, faticosa e impegnativa escursione questa, un’escursione che ci ha permesso di conoscere da vicino le Apuane più selvagge e contemporaneamente segnate indelebilmente dalla presenza dell’uomo, caratteristiche queste che fanno delle nostri Alpi delle “montagne irripetibili”.

 

ITINERARIO

Renara (m.310) – Canale di Pianel Soprano – Poggio caricatore (m.546) - Fosso del Chiasso – Casa del guardiano (m.1264) – Cava Ronchieri (m.1580) – Cava Bagnoli (m.1609) – sentiero CAI 160 – M.Sella (m.1739) – traccia per il Passo Sella – Passo Sella (m.1500) – sentiero CAI 31 – Valle Arnetola (m.872)  

SENTIERI PERCORSI

Lizza della monorotaia – da Renara alla Cava Ronchieri (nell’ultimo tratto solo tracce)

Camminamento attrezzato – da Cava Ronchieri a Cava Bagnoli

Sentiero CAI 160 – da Cava Bagnoli al M.Sella

Sentiero di vetta segnalato – dal M.Sella a Passo Sella

Sentiero CAI 31 – da Passo Sella a Arnetola 

DIFFICOLTA’

Tutta l’escursione – eccetto il tratto che va da Passo Sella a Arnetola – è riservata a escursionisti esperti (EE).

L’impegno fisico è notevole, inoltre sono presenti tratti esposti immediatamente sotto Cava Ronchieri e soprattutto sul sentiero che collega il M.Sella a Passo Sella.

Escursione da intraprendere nei giorni di chiusura della Cava Ronchieri, con tempo stabile e terreno libero da ghiaccio e neve.
 

TEMPI DI PERCORRENZA

Renara – Canale di Pianel Soprano - Poggio caricatore – fine Fosso del Chiasso: 2 h

Fine Fosso del Chiasso – Casa del guardiano – Cava Ronchieri: 1 h 30’

Cava Ronchieri – Cava Bagnoli – M.Sella: 45’

M. Sella – Passo Sella: 1 h 15’

Passo Sella – Valle Arnetola: 1 h 15’ 

DISLIVELLO

1450 metri circa in salita

900 metri circa in discesa