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6-7 luglio 2007
“Domando tante volte alla gente: avete
mai assistito a un’alba sulle montagne?
Salire la montagna quando è ancora buio
e aspettare il sorgere del sole. È uno
spettacolo che nessun altro mezzo creato
dall’uomo vi può dare, questo spettacolo
della natura.
A un certo momento, prima che il sole
esca dall’orizzonte, c’è un fremito. Non
è l’aria che si è mossa, è un qualche
cosa che fa fremere l’erba, che fa
fremere le fronde se ci sono alberi
intorno, l’aria flessa, ed è un brivido
che percorre anche la tua pelle.
E per conto mio è proprio il brivido
della creazione, che il sole ci porta
ogni mattina…”
Mario Rigoni Stern
La relazione su questa particolare
escursione non poteva che iniziare con
questa frase del grande scrittore Mario
Rigoni Stern, vero uomo di montagna.
Certo…lo spettacolo è grande e ripaga di
tutto, ma ci vuole un bel “coraggio” a
svegliarsi la “mattina” (la notte)
all’una, tutti insonnoliti, non sapendo
se bere una tazza di caffè o una birra
media.
Comunque veniamo alla nostra giornata
che inizia molto presto:
Ore 1: suona la sveglia. Mi bevo
un’intera moka di caffè.
Ore 1.30: insonnolito, passo a prendere
il mio amico Paolo.
Ore 1.45: siamo al casello di Lucca. Ci
affiancano macchine dirette a Viareggio;
vanno a ballare. Pure noi andiamo a
ballare, ma sulla Vandelli!
Ore 2.40: arriviamo a Resceto e lasciamo
la macchina nella piazzetta finale del
paese (ormai sapete come arrivarci…basta
uscire a Massa e seguire le indicazioni
per Forno e quindi per Resceto).
Il paese è immerso nell’oscurità, il
cielo è limpidissimo, una mezzaluna
illumina i costoni delle montagne che
appaiono bellissime anche di notte.
Scarponi, torce e via su per la Vandelli!
(sentiero CAI 35, l’inizio è ben
visibile)
Il clima è surreale, il silenzio è
incredibile (almeno per me che sono
abituato a sentire sempre rumori) ed è
rotto solo da misteriose cantilene di
animali notturni.
La luna illumina e fa biancheggiare i
ravaneti del Passo della Focolaccia che
sembrano argentati, tutte le Apuane
intanto dormono ancora.
Giungiamo alla Casa del Fondo, che da
lontano in piena notte sembra
un’apparizione, illuminata com’è dalla
luna, e proseguiamo lungo la nostra
strada settecentesca. Superiamo il
ponticello che permette di oltrepassare
il Canal Fecoraccia (mi pare si chiami
così) ed iniziamo la vera e propria
ascesa sulla Vandelli: tornanti su
tornanti che si susseguono senza sosta.
Parliamo poco per assaporare il
silenzio, intanto Resceto - con le sue
poche lucine - appare sempre più
lontano, e questo sembra darci l’idea di
una vera e propria fuga dalla civiltà.
Mi vengono in mente gli spostamenti
notturni sulle nostre Apuane delle
truppe partigiane che presumo non
potessero nemmeno utilizzare le luci
pena essere avvistati dagli
occupanti…“nella notte ci guidano le
stelle” recita una famosa canzone
partigiana.
Passiamo dalla località “Le Teste” e
Paolo dice “Nicola, affrettiamo il
passo, di notte qui non è che sia il
massimo, eh!”. Effettivamente non ha
tutti i torti il buon Paolo: qui nel
settecento, quando la Vandelli era a
pieno regime, venivano infilzate a dei
pali le teste dei briganti che
spadroneggiavano in tutta questa zona.
Non si sa mai, tante volte in zona fosse
rimasto qualche fantasma…
Sono circa le 4, è già un’ora e venti
che camminiamo ed è ancora buio. Poi,
intorno alle 4.45, un leggerissimo
chiarore verso est - dietro il
M.Focoletta e la Cresta di Sella -
spezza il nero uniforme della notte. E’
bellissimo vedere le creste delle
montagne con questa luce. Intanto spunta
il Sagro, illuminato dalla luna, mentre
ad ovest le luci scintillanti della
costa fanno la loro comparsa.
Siamo alla Finestra Vandelli, ormai la
torcia non serve più! Proseguiamo
spediti verso il Passo Tambura (m.
1620), dove arriviamo intorno alle 5.20.
C’è ancora una mezz’ora all’alba, ma il
giorno ormai sta prendendo il posto
della notte. Aspettiamo in religioso
silenzio il sole con gli occhi dritti
verso est.
Alle 5.45 la luce dietro l’Appennino si
fa più intensa, una misteriosa e
fulminea ventata fredda scuote l’erbetta
(non ho mai capito perché c’è vento
all’alba, che abbia ragione Rigoni Stern?)
ed improvvisamente appare uno spicchio
di sole dietro il vecchio Appennino.
Che bello! Le montagne assumono una
colorazione arancione (stupendo il
vicino Focoletta), il ventre molle della
Tambura diviene arancio e poi giallo,
mentre il mare ad ovest non sa ancora
che il sole è sorto…“colpa” delle Apuane
che proiettano la loro gigantesca ombra
su tutta la costa.
Siamo parecchio infreddoliti (è luglio
ma le temperature sono basse) e ci
decidiamo quindi a partire verso la
vetta della Tambura (m.1890) che
raggiungiamo – seguendo in cresta il
sentiero CAI 148 - dopo una quarantina
di minuti.
Qui ci riposiamo e ci gustiamo il
panorama che, come ben sapete, da questa
vetta è favoloso. Sono circa le 6.35 e
ci facciamo anche un pisolino, allietati
dal rumore di un gregge di pecore al
pascolo in piena Carcaraia e dai tonfi
sordi provenienti dalle Cave Pallerina,
giù in Valle Arnetola.
Ripartiamo, soddisfatti e contenti di
aver assistito a cotanto spettacolo,
alla volta del Passo Tambura e quindi di
Resceto, percorrendo la stessa via
dell’andata.
Piccola parentesi. Dal Passo Tambura è
possibile raggiungere la vetta del
M.Focoletta (m.1672), modesta ma aguzza
cima che separa il passo dalla Focetta
dell’Acquafredda.
Se si vuole fare questa deviazione
bisogna seguire (versante garfagnigno),
il sentiero che porta verso la Focetta,
poi, quando si arriva vicino alla cresta
erbosa, è necessario abbandonare il
sentiero e seguire il filo di cresta del
monte.
La cresta si fa rocciosa (molti
sfasciumi) ed in qualche punto c’è anche
una certa esposizione (1° grado).
L’ascesa (e la discesa) è breve ma non
banale, richiede quindi una certa
attenzione. Dal Focoletta appare in
tutta la sua potenza l’enorme mole della
Tambura, mentre a sud l’Alto di Sella fa
capire, con la sua cresta sottile e
ripidissima, come mai è una delle vette
apuane meno frequentate. Questa
deviazione richiede tra andata e ritorno
circa 30 minuti.
ITINERARIO
Resceto (m. 485) – Sentiero CAI 35 (Via
Vandelli) – Casa del Fondo (m. 627) –
Località “Le Teste” (m. 788) – Finestra
Vandelli – Passo della Tambura (m. 1620)
– sentiero CAI 148 - M. Tambura (m.
1890)
Ritorno per la stessa via dell’andata.
Possibilità di raggiungere il
M.Focoletta (m. 1672) dal Passo Tambura.
SENTIERI
PERCORSI
Sentiero CAI 35 (Via Vandelli)
– da Resceto al Passo Tambura
Sentiero CAI
148 - dal Passo Tambura al M.Tambura
Tracce di
sentiero - per l’eventuale
deviazione Passo Tambura - M.Focoletta
DIFFICOLTA’
Resceto - Passo Tambura: E
Tratto sull’ampia Via Vandelli
Passo Tambura - M.Tambura: E
Tratto sulla
cresta sud-est della Tambura. La cresta
è ampia. La roccia è molto sfasciata. E’
sufficiente un minimo di attenzione ma
non ci sono difficoltà particolari.
Variante Passo Tambura - M.Focoletta:
EE (1° grado)
Dal Passo
Tambura si scende alcuni metri sul
versante garfagnigno seguendo il
sentiero che raggiunge la Focetta dell’Acquafredda.
Doppiato il Focoletta si abbandona il
sentiero raggiungendo – per praterie -
la cresta sud-est della montagna.
Arrivati sulla cresta si svolta a destra
ed in breve siamo in vetta. La cresta è
rocciosa, molto sfasciata (terreno
infido) e senza traccia precisa. In
alcuni punti è richiesto l’uso delle
mani (1° grado).
L’escursione richiede, visto il gran
dislivello, una buona preparazione
fisica.
DISLIVELLO
1410 metri circa (1500 con l’ascesa al
M. Focoletta)
TEMPI DI PERCORRENZA
Resceto – Passo Tambura: 3 h’
Passo Tambura – M. Tambura: 40’
M.Tambura – Passo Tambura: 35’
Passo Tambura – Resceto: 2 h 30’
(variante Passo Tambura – M.Focoletta:
30-35’ andata e ritorno)
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