Monte Tambura, percorrendo la Lizza del Padulello

Album fotografico
 

24/5/2008

Questo è un itinerario tra i più faticosi della Apuane (da Resceto al M.Tambura ci sono oltre 1400 metri di dislivello!), ma anche tra i più suggestivi.
Il fascino non risiede solo nelle classiche bellezze naturali che possiamo ammirare, ma anche nei segni che l’uomo ha nel corso dei secoli lasciato su queste montagne.
Camminiamo infatti lungo antiche vie di lizza che fino a non molti decenni fa venivano utilizzate per trasportare a valle i blocchi di marmo. E’ quindi un itinerario di vera e propria “archeologia marmifera”.

E non camminiamo su una lizza “qualsiasi”…ma sulla “regina” delle vie di lizza, sulla più nota, quella che raggiunge pendenze incredibili: la lizza del Padulello (o lizza Pellini) che da lontano appare come una lunga cicatrice sul corpo della montagna.


Il nostro itinerario inizia da Resceto (m.485), piccolo paese raggiungibile da Massa attraverso la strada della Bassa Tambura.
Resceto sorge in un luogo di orrida bellezza, dominato com’è dalla gigantesca mole del M.Tambura (m.1890) e della Cresta di Sella.
Lasciamo la macchina sulla piazza del paese, proprio dove finisce la strada ed inizia la settecentesca Via Vandelli (sentiero CAI 35).
Prendiamo la Vandelli e il nostro sguardo è subito rapito dall’incredibile visione della lizza del Padulello, vertiginosa cicatrice che si incunea dal fondovalle sino quasi al Passo della Focolaccia.
Proseguiamo sino a giungere alla Casa del Fondo (m.627), dove – pochi metri prima della casa - abbandoniamo la Vandelli e svoltiamo decisamente a sinistra, cercando di indovinare il tracciato del Padulello, qui praticamente scomparso. Il consiglio è quello di inerpicarsi su un ripido valloncello – camminando accanto ad un piccolo ravaneto – per poi giungere su un piccolissimo ripiano: qui è evidente la massicciata del Padulello…finalmente ci siamo, la lizza si apre davanti a noi in tutta la sua bellezza!
Il cammino è subito faticoso: qui la lizza raggiunge pendenze dell’80-90%, ma percorrerla non è particolarmente problematico. Dietro a noi Resceto è sempre più basso ma ben visibile: si narra che, nel silenzio della montagna, dal paese sentissero molto bene le urla dei lizzatori.
Giungiamo ad una crestina, dove sulla lista si innesta il sentiero CAI 166 bis. A questo punto è possibile seguire il sentiero – che per facilitare il cammino si stacca nuovamente dalla lizza – o rimanere sul Padulello. Noi abbiamo deciso di percorrere tutta la via di lizza che ora è veramente ripida.
La lizza continua molto ripida risalendo il Canale del Fondo ed in questo punto è ben visibile la massicciata che ne costituiva la base. Sono inoltre visibili enormi fori da piro molto ben conservati: ciò è dovuto alla grande inclinazione del tracciato che obbligava i lizzatori ad una cura particolare dei piri. D’altronde la discesa dal Padulello doveva essere una delle più impegnative delle Apuane.
Proseguiamo lungo la lizza fino ad incontrare l’innesto con il sentiero CAI n. 36, proveniente da Foce Vettolina.
Continuiamo lungo la via di lizza sino a giungere al Piastrone, dove la pendenza diminuisce e la lizza risulta completamente scavata nella viva roccia della montagna: questo è un punto veramente spettacolare, che merita una sosta. Giungiamo finalmente alle – da poco riaperte – cave del Padulello (m.1414). Qui dobbiamo abbandonare la via di lizza e passare davanti ad una casa crollata, vecchio ricovero per cavatori (all’interno ancora visibili gli “scheletri” dei letti a castello), e dopo pochi metri (segnavia biancorosso del CAI – sentiero n. 36) svoltiamo a sinistra, inerpicandoci su una panoramica crestina che percorriamo sino a giungere alla strada di cava.
La stanchezza inizia a farsi sentire, ma grande è anche la soddisfazione per aver finalmente percorso questo itinerario che da tanto tempo avevamo in progetto.
Proseguiamo a destra sulla marmifera e giungiamo al Passo della Focolaccia (m. 1672), uno dei luoghi più suggestivi e più devastati delle Apuane: qui la linea di cresta è stata abbassata di circa 50-60 metri, con danni ambientali ormai irreparabili. Il vecchio e glorioso Bivacco Aronte (anno di inaugurazione: 1902!) sembra osservare impotente la devastazione ambientale che ormai lo circonda.
Giunti al Passo svoltiamo decisamente a destra ed imbocchiamo il sentiero CAI 148, che ben presto raggiunge la cresta della Tambura. In questo punto serve un minimo di attenzione, in quanto il cammino si svolge su scarti di cava piuttosto instabili.
Giungiamo sulla cresta e la percorriamo sino a raggiungere la vetta del M.Tambura (m.1890): sono passate circa quattro ore da quando siamo partiti da Resceto.
Il panorama è veramente affascinante e lo sguardo si posa su Resceto, 1400 più in basso di noi, da dove siamo partiti: è sempre molto affascinante vedere da una vetta il luogo da cui siamo partiti. Il tempo però non promette nulla di buono: siamo a fine maggio ma è molto freddo, pioviscola, c’è nebbia, ma per pochi secondi abbiamo il privilegio di assistere allo spettacolo del “mare di nubi”. Bellissimo: il Sagro e il Cavallo sembrano isole in mezzo ad un mare in tempesta!
Ripartiamo alla volta del Passo Tambura, che raggiungiamo in circa 40 minuti seguendo il sentiero CAI 148. Il percorso non è difficoltoso, ma siamo in cresta e serve un minimo di attenzione.
Dal Passo Tambura (m.1620) iniziamo a percorrere la Vandelli (sentiero CAI 35) in direzione Resceto.
Ma stavolta non arriveremo a Resceto percorrendo tutta la strada settecentesca, bensì scendendo dall’orrido Canale dei Campaniletti. Per far questo, giunti alla Finestra Vandelli - artificiale ripiano erboso pensato per permettere la sosta delle carrozze – lasciamo la strada e raggiungiamo, in 5 minuti, il Rifugio Nello Conti (m.1485), posto in una posizione invidiabile.
Qui prendiamo il sentiero CAI 164 che inizia proprio davanti il rifugio e si inabissa letteralmente nel Canale del Campaniletti. Il sentiero è ben segnato, ma è invaso dal paleo. Attraversiamo il canale e ci troviamo a percorrere un’altra via di lizza (facente parte del complesso sistema delle vie di lizza delle Gruzze), in molti tratti franata.
In molti punti serve una grande attenzione, in quanto l’esposizione verso il canale – nonché l’onnipresente e scivoloso paleo che ha invaso la lizza – rendono il procedere problematico (soprattutto se si sta scendendo).
Continuiamo la discesa lungo il canale sino a giungere nel Canale della Neve (presente breve tratto attrezzato), dove la lizza appena percorsa si unisce ad un’altra lizza che punta direttamente la Selvarella. Ora il sentiero CAI 164 corre insieme al 165 e al 160 che raggiungono rispettivamente la Selvarella e il M.Sella. Siamo nell’orrido fondo del Canale e l’impressione è davvero di essere nel cuore delle Apuane.
Continuiamo la discesa sul fondo del canale. Il luogo è molto selvaggio, ma in ogni dove si vedono i segni dell’uomo: il canale è infatti percorso da uno dei sistemi di lizze più complessi e articolati delle Apuane.
Proseguiamo la lunga discesa ed incontriamo – siamo ora nel Canale del Vernacchi - l’incredibile Ponte Pisciarotto (m. 696), su cui correva il piano inclinato delle Gruzze. Forse, più di ogni altra opera, questo ponte ci fa capire le grandi difficoltà tecniche che bisognava superare per poter portare a valle il marmo.
 Sono già diverse ore che camminiamo e la stanchezza inizia a farsi sentire. Finalmente – dopo aver superato una presa dell’acquedotto (m.585) vediamo le prime case di Resceto che raggiungiamo in circa 15 minuti.

Piccola annotazione: nel Canale dei Vernacchi abbiamo incontrato un anziano pastore di Resceto, ex lizzatore, che ci ha raccontato le fatiche della vita montana. Un vero e proprio “pozzo” di storia locale che ci ha fatto immergere ancora di più nell’atmosfera unica che queste montagne sanno regalare.

 

N.B.: il sentiero CAI 164 che scende dal Rifugio Conti è malagevole e piuttosto esposto, soprattutto se percorso in discesa. Dal Passo Tambura consigliamo, per far ritorno a Resceto, di percorrere la Via Vandelli (sentiero CAI 35) 

ITINERARIO 

Resceto (m.485) – Via Vandelli (sentiero CAI 35) – Casa del Fondo (m.627) – Via di lizza del Padulello – Il Piastrone – Cave del Padulello (m.1414) – strada marmifera – Passo della Focolaccia (m. 1672) – sentiero CAI 148 – M.Tambura (m.1890) – Passo della Tambura (m.1620) – Via Vandelli (sentiero CAI 35) – Finestra Vandelli – Rifugio Conti (m.1485) – Sentiero CAI 165 – Fosso dei Campaniletti – Canale della Neve- Canale dei Vernacchi – Ponte Pisciarotto (m.696) – Resceto (m.485)

 

SENTIERI PERCORSI

Sentiero CAI 35 (Via Vandelli) – da Resceto alla Casa del Fondo

Lizza del Padulello (in parte percorsa dai sentieri CAI 166 bis e 36) – dalla Casa del Fondo alle Cave del Padulello

Strada marmifera – dalle Cave del Padulello al Passo della Focolaccia

Sentiero CAI 148 – dal Passo della Focolaccia al Passo Tambura, passando per il M. Tambura

Sentiero CAI 35 (Via Vandelli) – dal Passo Tambura alla Finestra Vandelli

Sentiero CAI 164 – dal Rifugio Conti al Canale della Neve

Sentiero CAI 165 – dal Canale della Neve a Resceto

 

DIFFICOLTA’

Resceto – Casa del Fondo: T

Breve tratto sull’ampia Via Vandelli

 

Casa del Fondo – Cave del Padulello (Lizza del Padulello) – Passo della Focolaccia: EE

Tratto sulla ripida lizza del Padulello. Non ci sono grandi difficoltà, ma le forti pendenze e la lizza franata in alcuni punti, impongono una certa attenzione. Necessaria una buona preparazione fisica. 

Passo della Focolaccia – M. Tambura – Passo Tambura: EE

Tratto sulla cresta della Tambura. Non ci sono difficoltà particolari, ma è necessaria una certa attenzione. 

Passo Tambura – Rifugio Conti: E

Tratto sulla Via Vandelli

 

Rifugio Conti – Canale della Neve – Canale dei Vernacchi – Resceto: EE

Il sentiero, soprattutto nella prima parte, necessita una grande attenzione, in quanto l’esposizione non manca ed il cammino è disagevole a causa dell’onnipresente paleo e di roccette instabili.

Il cammino è più agevole nell’ultimo tratto, dal Canale della Neve a Resceto. 

 

DISLIVELLO

1410 metri circa

 

TEMPI DI PERCORRENZA

Resceto - Casa del Fondo – Cave del Padulello – Passo della Focolaccia – M. Tambura: 4 h

M. Tambura – Passo Tambura – Rifugio Conti – Canale della Neve – Canale dei Vernacchi - Resceto: 3 h 30’