Pascoso - Foce del Termine - M.Piglione

Album fotografico monte Piglione in veste invernale
 

Album fotografico

      
 Il nostro itinerario inizia da Pascoso, piccolo paese posto ad un’altitudine di circa 650 mslm. Questo borgo è raggiungibile dal fondovalle del Serchio svoltando, all’altezza del paese di Diecimo, verso Pescaglia e quindi Foce di Sella, per poi scendere a San Rocco in Turrite, bel borgo posto in mezzo alla piccola vallata della Turrite. Da San Rocco, seguendo le indicazioni, Pascoso è raggiungibile in pochi minuti.        

In alternativa è possibile raggiungere Pascoso da Fabbriche di Vallico, continuando per Gragliana e quindi seguendo le indicazioni per Focchia-San Rocco in Turrite-Pascoso.
Lasciamo l’auto sul piazzale della chiesa ed iniziamo a percorrere il sentiero CAI n. 2 (subito ben segnalato con una freccia) che attraversa le strette viuzze del paese. Da qui, volgendo lo sguardo verso sud, è ben evidente il M.Piglione, meta del nostro itinerario, che si presenta come un ardito cono (ricorda vagamente un vulcano) ricoperto di paleo e roccette. Superiamo le ultime case e continuiamo per uno stradello sterrato che costeggia sulla sinistra (destra orografica) il corso della Turrite, caratterizzato da cascatelle e pozze profonde e limpidissime.
Il sentiero continua evidentissimo sul fondovalle sino a che, dopo aver toccato alcuni casolari, attraversa il torrente e piega a sinistra, abbandonando la stradina sterrata di fondovalle.
Siamo ora su una vecchia mulattiera, che metteva in comunicazione il versante camaiorese con quello garfagnino. Faggi e castagni dominano il bosco, mentre più in alto sul versante opposto della vallata, svetta il campanile di Foce di Bucine. Saliamo ora in maniera moderata fino a toccare alcune capanne ed abitazioni recentemente restaurate, dove abitano ancora alcune famiglie.
Sembra impossibile, per la mentalità del giorno d’oggi, che ci siano nuclei familiari che vivono ancora in una situazione di pressoché totale isolamento, eppure fino a meno di 30-40 anni fa tutte le nostre montagne erano piene di esempi simili. A questo proposito molto bella è la descrizione di Col di Favilla - paesino oggi abbandonato ai piedi del Pizzo delle Saette - del grande scrittore ed esploratore Fosco Maraini (questo scritto introduce il libro fotografico “Le Alpi Apuane” di Bruno Giovanetti).
Le Apuane meridionali, a differenza di quelle centrali e settentrionali, non hanno conosciuto l’attività estrattiva legata al marmo e nemmeno uno sviluppo turistico. Dopo lo spopolamento delle zone montuose avvenuto intorno agli anni ’50-’60, sono rimaste in una situazione di “tempo sospeso”, dove sono ancora vivi e visibili spaccati di vita che sembrano provenire direttamente da 40 anni fa.
Ma torniamo al nostro itinerario. Superate queste case - sempre seguendo il sentiero CAI n°2 - arriviamo su una stradina asfaltata proveniente probabilmente da Foce di Bucine. Svoltiamo a destra e la seguiamo per alcune centinaia di metri fino ad arrivare ad un vecchio lavatoio, dove il sentiero abbandona la strada (segnali biancorossi sempre presenti) girando a sinistra ed inerpicandosi per boschi e prati sino ad arrivare alla Foce del Termine (o del Crocione), posta ad un’altitudine di 978 mslm. E’ passata circa 1 h e 40’ da quando siamo partiti.
Siamo ora sull’ampia ed erbosa cresta che divide il camaiorese dal versante interno. Il panorama è molto suggestivo: si vede il mare e lo sguardo spazia sulle vette meridionali delle Apuane e sulle Panie. Non è difficile incontrare cavalli e mucche al pascolo allo stato brado.
La Foce del Termine è un vero e proprio svincolo di sentieri, un punto obbligato per ogni escursionista. Noi dobbiamo abbandonare il sentiero CAI n°2 che scende a Casoli e svoltare a sinistra sul n° 103 in direzione “Groppa”.
Attraversiamo in falsopiano un boschetto sino ad arrivare alla località “La Parte”, dove dobbiamo abbandonare il 103 - che piega a sinistra tagliando il versante nord del Piglione - per prendere un evidente sentierino che sale la dorsale occidentale del Piglione caratterizzata dall’inedita presenza di pini dal fusto molto basso.
La traccia, sempre ben visibile, è stata recentemente segnalata con vernice azzurra.
La salita, sempre facile, è in questo punto abbastanza ripida. Superiamo il simpatico boschetto, che regala scorci suggestivi per gli amanti della fotografia, passiamo sotto un modesto e dolce risalto erboso della cresta ed arriviamo finalmente ai piedi della cuspide del Piglione, un erboso Appennino trapiantato sulle rocciose Apuane. Iniziamo a tagliare, in modesta pendenza, l’erboso versante occidentale della montagna.
 Il percorso non presenta alcuna difficoltà, attenzione però in caso di erba bagnata o ghiaccio.
Sbuchiamo quindi sulla lunga cresta che caratterizza questa montagna - sagoma inconfondibile dalla Piana di Lucca e di Pisa – e che sembra perdersi tra le nebbie della pianura.
Qui dobbiamo svoltare a sinistra seguendo fedelmente l’ampia cresta che ci conduce alla cima principale del Piglione (estremità settentrionale della cresta), che raggiunge un’altitudine di 1233 mslm. All’estremità opposta la cima sud della montagna raggiunge invece un’altitudine di 1180 mslm. Qui è presente anche una piccola croce bianca.
Dal Piglione, spesso a torto dimenticato a scapito dei più celebri colleghi Prana e Matanna, il panorama verso la Lucca e Pisa è incantevole. Ma è l’ambiente circostante che colpisce, per via della particolare conformazione della montagna, caratterizzata come detto da una lunghissima cresta erbosa.
Il Prana e Campo all’Orzo sono proprio davanti a noi, mentre il mare appare da una finestra delimitata dal Gabberi e dal Prana stesso. Ben visibili sotto di noi i casolari di Groppa (versante nord), Rianchiani e Ritrogoli. San Rocco in Turrite occhieggia dal fondovalle, mentre le Panie e gli Appennini chiudono l’orizzonte. Vediamo bene anche la chiesina di Pascoso da cui siamo partiti…è sempre bello vedere dalla vetta il punto di partenza, fa gustare ancora di più lo sforzo compiuto.
Il ritorno avviene per la stessa via percorsa all’andata.
Da segnalare che in occasione della nostra salita al Piglione (14 aprile 2006), abbiamo posizionato sulla cima il quaderno di vetta. Mi raccomando…se andate a far visita al buon vecchio Piglione firmatelo! 

PERCORSO

Pascoso (650 mslm) – Foce del Termine (o del Crocione) (978 mslm) – M. Piglione (1233 mslm) 

DISLIVELLO

600 metri circa 

TEMPO DI PERCORRENZA

Andata: 2 h 30’

Ritorno: 2 h 

SENTIERI PERCORSI

CAI n° 2, CAI n° 103, sentiero di vetta per il Piglione da “La Parte” 

DIFFICOLTA’

E