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Piglionico (m.1120)-Borra di
Canala-Pizzo delle Saette (m.1720)
Pania della Croce (m.1858)
12/11/2005
Il nostro itinerario inizia da
Piglionico, raggiungibile da Gallicano,
dove abbandoniamo il fondovalle del
Serchio per seguire le indicazione per
Molazzana prima e poi per il rif. Rossi.
Lasciamo la macchina nei pressi di una
cappellina, posta a 1120 mslm, eretta in
memoria del cruento scontro che avvenne
il 28 agosto 1944 a Piglionico tra il
gruppo partigiano “Valanga” e le truppe
occupanti tedesche. Fa salire un brivido
leggere la giovane età dei partigiani
che caddero quel giorno proprio
all’ombra della Regina delle Apuane.
Dopo questa doverosa parentesi
iniziamo a descrivere il nostro
itinerario. Lasciata la macchina
proseguiamo per poche decine di metri
lungo la strada sterrata che ben presto
si trasforma in sentiero (CAI n.7). Dopo
pochi minuti incontriamo un bivio: a
dritto il 7 continua verso il rif.
Rossi, noi invece giriamo a destra lungo
il sentiero 127, iniziando a perdere
leggermente quota. Cominciamo a
traversare un rado bosco di faggete
-alternato a pietraie- che ci permette
di ammirare interessanti panorami sulla
Valle della Turrite Secca: ben visibili
Sumbra, Fiocca e talvolta il Freddone.
Continuiamo lungo il 127 -sempre
pianeggiante o al più in leggerissima
discesa- sino a che, dopo circa 40
minuti di cammino, incontriamo un bivio
(1095 mslm). Qui abbandoniamo il 127 per
imboccare a sinistra il sentiero 139 che
sale l’orrida e selvaggia Borra di
Canala, vallone pietroso incastonato tra
il Pizzo delle Saette e l’Altopiano
della Vetricia, una vera e propria
“cattedrale” carsica. La salita si
svolge su grandi ghiaioni detritici, è a
tratti ripida, ma mai problematica.
Prima di entrare nel vallone di Borra di
Canala incontriamo una roccia
caratteristica, che vista di profilo
sembra (con un pizzico di immaginazione)
una seriosa e ruvida sentinella a
guardia del massiccio delle Panie. Siamo
all’altezza della cosiddetta “Porta”
della Borra di Canala a quota 1260; a
sinistra ci sovrasta l’Altopiano della
Vetricia, con il bastione della Torre
Oliva che ci osserva sospettoso.
Continuiamo la faticosa salita sino ad
arrivare, poco sotto la Focetta del
Puntone, ad un bivio non molto evidente
a quota 1560 (ben visibile se si
proviene dalla Focetta del Puntone),
dove abbandoniamo il 139 e ci inoltriamo
a destra lungo un sentiero (segnato con
vecchi segni blu, recenti bollini
biancorossi e “omini” di pietra) che ci
porta nel mondo della Pianiza, immensa
pietraia distesa sul versante est del
massiccio Pania-Pizzo. Iniziamo la
traversata del ghiaione senza
particolari problemi (come sempre
attenzione in caso di roccia sporca,
bagnata o ghiacciata) ed in leggerissima
salita. Continuiamo fino a che il
sentiero svolta decisamente e sinistra
(a dritto una traccia non evidente ci
porterebbe al famoso percorso
semialpinistico delle Cenge dei
Partigiani), e con alcune ripide
risvolte guadagna la cresta. Da
segnalare che poco prima di giungere in
cresta è necessario superare un
passaggio di 1° grado per poi procedere
su un bellissimo lastrone con gradini
intagliati.Arrivati in cresta (qui due
grossi segni blu) svoltiamo a destra,
verso l’ormai vicino Pizzo delle Saette.
Dobbiamo qui prestare una certa
attenzione, perché la cresta non è molto
larga e in un punto dobbiamo
attraversare un lastrone leggermente
inclinato ed un po’ esposto. Arriviamo
quindi alla base della cuspide del
Pizzo, che saliamo percorrendo un ripido
canalino caratterizzato da roccia molto
sfasciata. Siamo finalmente in vetta, a
quota 1720. E’ passata circa un’ora da
quando abbiamo iniziato la traversata
della Pianiza, tre ore scarse da quando
siamo partiti da Piglionico. Il panorama
dal Pizzo, vetta ardita e non molto
frequentata dagli escursionisti, è
stupendo. Ben visibili molte cime della
Apuane settentrionali, il mare, il lago
di Isola Santa e il campanile del
paesino abbandonato di Col di Favilla,
circondato da castagneti secolari. Dopo
una doverosa sosta ripartiamo alla volta
della Pania della Croce, ripercorrendo
per un breve tratto lo stesso itinerario
(fare attenzione nel canalino). Giunti
al bivio per la Pianiza (segni blu),
invece di svoltare a sinistra da dove
siamo giunti, proseguiamo l’aerea cresta
che ci porterà in vetta alla Pania.
Il sentiero non è segnato, se non
da pochi e scoloriti segni blu, è
comunque presente una traccia.
Superiamo un risalto erboso della
cresta, che progressivamente si
restringe. Il percorso, pur non
presentando particolari difficoltà è in
questo tratto piuttosto esposto
(sconsigliabile a chi soffre di
vertigini). Uno dei punti più esposti è
comunque aggirabile con una traccia di
sentiero che corre pochi metri sotto la
cresta sul versante di Mosceta.
Ci allacciamo quindi al sentiero 126
proveniente al rif. Del Freo e dopo poco
arriviamo in vetta alla Pania (m. 1858).
E’ passata circa un’ora da quando
abbiamo salutato il Pizzo delle Saette.
Dopo una sosta sulla vetta della Regina
delle Apuane, riprendiamo il cammino
lungo il 126. In prossimità del Callare
della Pania (m. 1835) svoltiamo
decisamente a destra e percorriamo senza
problemi il roccioso Canale
dell’Inferno, costeggiamo la “fu” buca
della neve (il 12 novembre 2005
purtroppo non c’era neve), arriviamo
alla Focetta del Puntone e quindi
proseguiamo lungo il sentiero n. 7 verso
il rif. Rossi (m. 1609). Dopo una sana
sosta ristoratrice proseguiamo in
discesa sempre lungo il 7 fino a
raggiungere finalmente Piglionico.
E’ bene affrontare l’itinerario
descritto con tempo stabile (molto
pericoloso trovarsi in cresta con un
temporale…il nome “Pizzo delle Saette” è
più che esplicito) e visibilità buona.
La salita al Pizzo e la cresta
Pizzo-Pania possono inoltre diventare
molto pericolose se la roccia è bagnata
o ghiacciata.
L’itinerario da noi descritto è ad
anello. E’ comunque possibile evitare il
tratto della Borra di Canala, salendo
direttamente al rif. Rossi da Piglionico
con il sent. n. 7.
PUNTO DI PARTENZA: Piglionico m. 1120
VETTE RAGGIUNTE:
Pizzo delle Saette (m. 1720), Pania
della Croce (m. 1858)
DISLIVELLO: m. 850 CIRCA
DIFFICOLTA’ E TEMPI DI PERCORRENZA:
Piglionico-Borra di Canala-bivio
sentiero per il Pizzo: E - 2 h
Borra di Canala-Pianiza-Pizzo delle
Saette: EE (passaggio di 1° grado e
lastrone esposto) - 1h 15’
Pizzo della Saette-cresta-Pania della
Croce: EE (tratti esposti) - 1 h
Pania della Croce-Vallone
dell’Inferno-rif.Rossi-Piglionico: E - 2
h
SENTIERI CAI PERCORSI: 7, 127, 139, 126.
Beh, a questo
punto, alla fine della nostra bella
escursione, non possiamo non citare
questi versi di Giovanni Pascoli,
dedicati alla Pania della Croce:
“…io che l'amo, il vecchio monte,
gli parlo ogni alba, e molte dolci cose
gli
dico…”.
E
allora non possiamo nemmeno dimenticarci
che Dante nel canto XXXII dell'Inferno,
quando parla del ghiaccio che ricopre il
lago Cocito dice che era così spesso
"…che se Tambernicchi vi fosse caduto o
Pietrapana, non avrìa pur dall'orlo
fatto scricchi".
“Tambernicchi” altro non è che la nostra
Tambura, mentre “Pietrapana” è il
vecchio nome della Pania della Croce.
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