Punta Quésta dalla Val Serenaia

 

24 luglio 2010

Una delle giornate più belle e limpide dell’estate 2010 ha accompagnato la nostra salita alla Punta Quésta, posta sulla dentellata cresta dei Pradacetti che scende dalla Forbice (gruppo Grondilice) separando il Canal Fondone dalla Valle degli Alberghi, due tra i più selvaggi valloni massesi.
La vetta - dedicata al ligure Emilio Quésta, grande pioniere dell’alpinismo apuano – offre una magnifica e inedita visuale sull’aspra barriera massese che corre – come un muro di roccia – dal Grondilice fino alla Tambura…una escursione consigliata a chi ricerca un contatto diretto con il duro cuore di pietra delle nostre montagne.


Il nostro itinerario inizia dalla Val Serenaia (m. 1060), sul fondovalle dell’omonima vallata. Il luogo è caratterizzato da una bellezza puramente alpina...la valle è contornata dai più celebri giganti apuani: Pizzo d’Uccello, Pisanino, Cavallo, Contrario e Grondilice sorvegliano pazientemente il luogo e sono i silenti testimoni della devastazione ambientale che caratterizza questa bella e sventurata vallata. La Val Serenaia è raggiungibile da Gramolazzo e da Minucciano seguendo le relative indicazioni stradali.
Lasciamo la macchina pochi metri dopo il Rifugio Valserenaia in corrispondenza di un tornante a destra (presente parcheggio).
Proseguiamo a piedi lungo la strada per alcuni metri, sino a che – sulla sinistra – vediamo le indicazioni (scritte con vernice rossa) per il Rifugio Orto di Donna (sentiero CAI 180).
Imbocchiamo il sentiero (occhio nel primissimo tratto con roccia bagnata) e c’inoltriamo in una bellissima faggeta, miracolosamente scampata all’avanzare dei ravaneti, il cui biancheggiare è ben visibile anche dal buio del bosco.
Il sentiero attraversa diversi torrentelli in secca: qui quando piove (e ci piove tanto!), il bosco è invaso da mille rivoli.
Ma bando alle ciance: il sentiero prosegue in leggera salita sino ad incontrare un bivio in prossimità del quale bisogna svoltare a destra (andando a dritto si andrebbe verso la Foce di Cardeto). Il sentiero che imbocchiamo non è segnalato sulla vecchia Multigraphic poiché è stato tracciato in occasione dell’apertura del nuovo Rifugio Orto di Donna, nel 2003.
Ora la salita si fa più ripida, ma sempre piacevole. Il sentiero compie alcuni giri viziosi per superare una piccola paretina, quindi giungiamo al Rifugio Orto di Donna (m. 1500) da cui si gode una bella visuale sulla vallata e sul Pizzo d’Uccello. E’ passata un’ora abbondante da quando siamo partiti dal fondovalle.
Dal rifugio imbocchiamo – proprio di fronte – il sentiero CAI 186 che in una prima parte corre assieme al 179.
Passiamo accanto ai resti di una vecchia via di lizza, poi incontriamo un bivio: il 179 si stacca a destra e va verso Foce a Giovo, noi invece proseguiamo sul 186 che attraversa – in salita moderata – una giovanissima faggeta.
Piano piano abbandoniamo erba e alberi ed entriamo a tu per tu con le rocce apuane: il Grondilice e la Forbice sono proprio sopra di noi, mentre intravediamo l’intaglio della Finestra Grondilice (m.1773) che raggiungiamo in un’ora circa dal Rifugio.
La giornata è favolosa, il maestrale ha pulito l’atmosfera, l’azzurro del mare mosso è di mille tonalità, le montagne sono a portata di mano, le Apuane si mostrano nel loro vestito estivo che – viste le abbondanti precipitazioni dei mesi passati – è sempre di un verde smeraldo nonostante l’estate avanzata…cosa chiedere di più?
Dalla Finestra iniziamo la discesa – sempre seguendo il 186 – verso Foce Rasori, caratterizzata da un fitto rimboschimento di faggi.
La discesa – seppur non presenti difficoltà di rilievo – richiede un supplemento di attenzione, perché le rocce del Grondilice sono veramente sfasciate; inoltri alcuni cavi che erano stati messi sono stati spazzati via dalla furia degli eventi atmosferici.
Perdiamo quota sino a raggiungere un ripido canalino che ci conduce alla cresta erbosa, preludio alla Foce Rasori (m. 1318), che separa il Canal Fondone dalla Valle di Vinca. Superiamo una piazzola dell’elisoccorso e – stando attenti ai pochi segni rossi sbiaditi – svoltiamo decisamente a sinistra (versante Fondone), imboccando il sentiero CAI 168.
Da Foce Rasori finalmente vediamo la nostra meta di giornata, ovvero la Punta Quèsta, che da qui appare piuttosto arcigna e “appuntita” (d’altronde se si chiama Punta un motivo ci sarà!). La Quésta sta a destra del Torrione Figari (dedicato all’alpinista Bartolomeo Figari) ben riconoscibile per il masso sospeso proprio sulla sua cima.
Il sentiero perde leggermente quota, traversando la testata del Canal Fondone. Superiamo alcuni canaletti, sino a che non vediamo staccarsi sulla sinistra una traccia segnata. In questo punto è necessaria una certa attenzione, perché si corre il rischio di perdere troppo quota e di trovarsi “infrascati” in improbabili tracce (come è capitato a noi).
Più precisamente il sentiero CAI va abbandonato nel punto in cui questo vira decisamente in discesa verso valle, e la traccia che prendiamo sale leggermente verso l’alto, in direzione di un boschetto.
Il consiglio è quello di guardare sempre con una certa attenzione in alto e a sinistra, poiché ad un certo punto sono visibili spennellate rosse su una roccia.
Abbandoniamo quindi il CAI 168 (dopo circa 8-10 minuti da Foce Rasori) e prendiamo questa traccia, tra l’altro ben battuta, che ci porta – in leggera salita – prima alla base di un torrione posto a sinistra del Figari, poi allo sbocco di un canale che separa questo piccolo torrione dal Torrione Figari (presente un piccolo vasetto con un quadernino…una sorta di “quaderno delle salite” al Figari). Noi continuiamo sulla traccia (faggeta) che, costeggiando il Torrione Figari, ci conduce alla base del canale che separa quest’ultimo dalla Punta Quésta.
Imbocchiamo il canale che all’inizio – pur essendo caratterizzato da fondo detritico – non presenta particolari difficoltà. Continuiamo in salita decisa per circa 10 minuti sino a che giungiamo al “passaggio chiave” del canale, un salto di una decina di metri da superare con attenzione (fortunatamente comunque l’esposizione è moderata – passaggio di I+).
Superato quest’ostacolo giungiamo all’intaglio che separa il Torrione Figari dalla Punta Quésta. Giunti a questo punto svoltiamo decisamente a destra salendo una ripida rampa erbosa. In breve finalmente siamo sulla Punta Quésta (m.1522) che presenta una doppia punta (attenzione agli ultimi metri caratterizzati da una certa esposizione).
Siamo in cima e vediamo le nostre Apuane settentrionali che si mostrano in tutta la loro aspra e possente bellezza; siamo in un punto di osservazione privilegiato, proprio in mezzo alle Apuane massesi, quelle a cui – probabilmente – siamo più affezionati. Vertiginosa e bellissima è la visuale sulla sottostante Valle degli Alberghi; curiosa è la vista del masso sospeso sul dirimpettaio Torrione Figari.
Dopo una sosta ripartiamo alla volta di Foce Rasori, transitando sul sentiero percorso all’andata. Una raccomandazione: occorre molta attenzione soprattutto nell’affrontare in discesa il salto di roccia nel canale; volendo è possibile attrezzare una corda doppia.
Giungiamo nuovamente a Foce Rasori (m. 1318), ma per tornare verso la Val Serenaia non andiamo verso la Finestra Grondilice, ma ci dirigiamo verso la vicina Capanna Garnerone (m.1260 – presente fontana), posta in mezzo a una misteriosa abetaia. Dalla Capanna imbocchiamo il sentiero CAI 37 che costeggia il massiccio del Grondilice, salendo poi verso Foce a Giovo (m.1500) che raggiungiamo in circa un’ora e mezzo dalla Capanna.
Foce a Giovo è un bellissimo e ampio valico che separa la Val Serenaia dalla Valle di Vinca; qui lo scenario è dominato dalle guglie dolomitiche del Pizzo d’Uccello, dal Pisanino e dal Sagro.
Scendiamo verso il fondovalle della Serenaia percorrendo il sentiero CAI 37 che ci conduce alla strada marmifera (recentemente il CAI di Pisa ha tracciato un nuovo sentiero CAI 37 che permette di evitare questo lungo tratto tra cave e strade marmifere).
Raggiunta la strada – che ben presto diviene asfaltata – continuiamo a scendere sino ad arrivare al Rifugio Donegani e quindi al fondovalle della Serenaia, dove abbiamo lasciato la nostra macchina. 

ITINERARIO

Fondovalle Val Serenaia (m. 1060) – Sentiero CAI 180 – Rifugio Orto di Donna (m. 1500) – Sentiero CAI 186 – Finestra Grondilice (m. 1773) – Foce Rasori (m. 1318) – sentiero CAI 168 – innesto traccia Punta Quésta – Punta Quésta (m. 1522) – ritorno a Foce Rasori – Sentiero CAI 37 – Capanna Garnerone (m. 1260) – Foce a Giovo (m. 1500) – strada marmifera – Fondovalle Val Serenaia (,. 1060)

 

SENTIERI PERCORSI

Sentiero CAI 180 – dal fondovalle della Val Serenaia al Rifugio Orto di Donna

Sentiero CAI 186 – dal Rifugio Orto di Donna a Foce Rasori, passando per Finestra Grondilice

Sentiero CAI 168 – per un brevissimo tratto da Foce Rasori all’innesto con la traccia per la base della Punta Quésta

Traccia per la Punta Quésta – dall’innesto con il sentiero CAI 168 alla cima, passando per il canale descritto

Sentiero CAI 37 – da Foce Rasori alla Val Serenaia, passando per la Capanna Garnerone e Foce a Giovo. 

DIFFICOLTA’

Val Serenaia – Rifugio Orto di Donna – Finestra Grondilice: E

Non ci sono difficoltà particolari; un po’ di attenzione – soprattutto in caso di roccia bagnata – prima del Rifugio Orto di Donna

Finestra Grondilice – Foce Rasori: EE

Discesa che richiede un po’ di attenzione a causa della pessima qualità della roccia, che tende a rompersi e a sfogliarsi.

Foce Rasori – Punta Quésta e ritorno alla Foce: EE+

Necessario senso di orientamento per trovare la traccia che si stacca dal sentiero CAI 168. Necessario un supplemento di attenzione per superare un risalto roccioso di una decina di metri nel canale che separa la Punta Quésta dal Torrione Figari. Gli ultimi metri sono parecchio esposti.

Foce Rasori – Capanna Garnerone – Foce a Giovo – Val Serenaia: E

Tratto panoramico e senza difficoltà particolari. 

TEMPI DI PERCORRENZA

Val Serenaia – Rifugio Orto di Donna – Finestra Grondilice: 2 h 30’

Finestra Grondilice – Foce Rasori: 1h

Foce Rasori – Punta Questa e ritorno a Foce Rasori: 2 h 15’

Foce Rasori – Capanna Garnerone – Foce a Giovo: 1 h 15’

Foce a Giovo – Val Serenaia: 45’ 

DISLIVELLO

1200 circa