Resceto monte Castagnolo cima della Croce Foce Vettolina Resceto

Album fotografico

17/2/07 

Il M.Castagnolo e la Cima della Croce sono due vette semisconosciute che separano la piccola vallata di Resceto da quella di Forno e dal Canal Cerignano.
Queste due montagne offrono un panorama veramente affascinante sulla parte settentrionale della catena: i nostri eroi, dal Sagro all’Altissimo, si ergono di fronte a noi maestosi come non mai. Inoltre da qui dominiamo le vallate più selvagge delle Apuane, ovvero quelle massesi. Emozionante è infine la vista sulla Via Vandelli, che da qui appare come un sinuoso serpente che si arrampica verso il Passo della Tambura, e sulla via di lizza del Padulello che, dritta come un fuso, si fionda verso il Passo della Focolaccia superando pendenze impressionanti.
Questo itinerario ci permette di visitare uno tra i luoghi meno battuti, più solitari e selvaggi delle Apuane. Né il M.Castagnolo né la Cima della Croce sono segnati sulla classica carta Multigraphic dei sentieri delle Apuane.
Il nostro itinerario inizia da Resceto (m.485), piccolo paese raggiungibile da Massa attraverso la strada della Bassa Tambura.

Resceto sorge in un luogo d’orrida bellezza, dominato com’è dalla gigantesca mole della Tambura, del Cavallo e della Cresta di Sella. Da questo paese parte la lunga traversata della Via Vandelli. Resceto è anche la “capitale apuana” delle vie di lizza, ardite e ripidissime strade che permettevano la discesa di tonnellate di marmo dalle cave più alte al fondovalle.

Fatta questa breve premessa passiamo al nostro itinerario. Lasciamo la macchina nella piazzetta alla fine del paese e torniamo indietro un centinaio metri sulla strada percorsa fino a che sulla destra non vediamo alzarsi una piccola scalinata rivestita in cemento: è l’inizio (non segnalato se non con qualche sbiaditissimo segno rosso) del sentiero CAI 161 che dobbiamo prendere.
Entriamo nel bosco e la mulattiera, in alcuni tratti lastricata, sale abbastanza blandamente il fitto bosco che domina Resceto e supera una vecchia ed abbandonata strada sterrata…tutto ciò che rimane del grandioso progetto di collegamento tra Massa e la Garfagnana. In questo primo tratto l’ambiente è piuttosto cupo, ma pian piano si apre fino a regalare suggestivi scorci sul mare e sulla zona dell’Altissimo. Superiamo alcuni terrazzamenti (la cosiddetta “bonifica” di Resceto), oltrepassiamo un bivio per Forno (non segnalato sulle carte), e continuiamo sul 161 fino a giungere ad una sella dove è presente un vecchio capannello di cacciatori (904 m.).
A questo punto, attirati da due piccole cime senza nome che si trovano alla sinistra della sella (sud), abbiamo abbandonato il 161, raggiungendole in circa 15 minuti. Queste due cime (cima nord e cima sud) sono collegate da una crestina facilmente percorribile e raggiungono rispettivamente 940 e 948 m. Molto particolare è la vista su Forno: siamo proprio a picco sull’abitato e la vecchia filanda è praticamente sotto di noi.
Torniamo sul 161 e dopo aver superato le rocce del versante occidentale del Castagnolo (attenzione in caso di ghiaccio) arriviamo ad un’altra sella (m. 979) che separa il M.Castagnolo dalla cresta rocciosa che forma la Cima della Croce. Il panorama è veramente straordinario: di fronte a noi l’enorme mole della Tambura (molto materna vista da qui) domina il paesaggio e lo zig-zag della Vandelli che si arrampica faticosamente verso il Passo Tambura ci fa comprendere a quali difficoltà i progettisti dell’epoca siano andati incontro.
Dalla sella – abbandonando il 161 – svoltiamo a destra fino a raggiungere, per facile cresta, una prima cima erbosa del Castagnolo (m. 1003). Per la cima principale (m. 1015) è necessario scendere di alcuni metri su rocce esposte e risalire bruscamente superando un salto di roccia: il passaggio sembra molto esposto (da verificare)…quindi noi ci siamo accontentati della “quota 1003”.
Torniamo alla sella (979 m.), la superiamo e ci dirigiamo verso la rocciosa e spettacolare cresta della Cima della Croce. La cresta unisce alcune salienze che formano un complesso bastione roccioso che ci regala scorci veramente suggestivi. Raggiungiamo la prima cima (ovest), poi ci dirigiamo verso una seconda cima in direzione nord-est fino a che non ci troviamo di fronte ad una cresta molto esile, quasi respingente (da un controllo sulla carta, dovrebbe essere la quota 1064 della Cima della Croce), popolata da capre apuane che sembrano sfidare la forza di gravità. Spettacolare è la vista sulla sottostante lizza del Padulello che si arrampica incredibilmente verso il Passo della Focolaccia.
Torniamo sui nostri passi e scendiamo verso la vicina Casa Castagnolo (m. 970 circa), ormai ridotta ad un rudere. Questa costruzione sorge in un piccolo avvallamento erboso tra il Castagnolo e la Cima della Croce. La vista verso lo spartiacque principale della catena è veramente unico. Da qui è ben visibile una piccola cava che si apre proprio sotto la Cima della Croce, deve essere stata abbandonata molti anni fa, visto che ormai il ravaneto ha riacquistato il classico colore grigio della montagna.
Raggiungiamo quindi nuovamente la sella posta tra la Cima della Croce e il Castagnolo e svoltiamo a destra, percorrendo nuovamente il sentiero CAI 161 che inizia a perdere decisamente quota. Siamo ora sotto il versante nord-occidentale della Cima della Croce. In questo punto serve un minimo di attenzione, perché il cammino si svolge sugli instabili ravaneti (moderata esposizione) delle vecchie cave della Mandriola. Non è raro trovare, nonostante la modesta altitudine, chiazze di neve ghiacciata anche a stagione avanzata. Continuiamo a scendere fino ad innestarci su una strada marmifera proveniente - molto probabilmente - dal Poggio della Greppa, poco a monte di Forno.
In questo punto serve una certa attenzione, perché la segnaletica è pressoché inesistente. Noi dobbiamo abbandonare il sentiero 161, e svoltare a destra sulla strada marmifera seguendo il malsegnalato sentiero CAI 36 che la segue fedelmente.
Continuiamo sulla marmifera in decisa salita (suggestivi scorci sul sottostante Canal Cerignano, sulla parte alta della Valle degli Alberghi, sul Contrario e sul Sagro) fino a che questa non termina. A questo punto dobbiamo seguire un sentiero (segni scarsi) che ha origine proprio dal punto in cui la marmifera finisce. Siamo sempre sul 36 che attraversa l’ombroso versante ai piedi della Foce Vettolina. Serve una certa attenzione perché in alcuni punti l’esposizione non manca (presenti alcuni cavi. Saggiare sempre!) e non è raro trovare chiazze di neve dura. Inoltre la traccia è molto incerta, visto che non ci sono segnali ed è spesso invasa dal paleo.
Davanti a noi vediamo le case della Vettolina (che non raggiungiamo), e finalmente, con un’ultima svolta a destra giungiamo a Foce Vettolina (m. 1029), luogo veramente selvaggio e solitario. Siamo sulla dorsale, proveniente dal Cavallo, che separa il Canal Cerignano dalla piccola valle di Resceto. Molto bella è la vista dell’ardita cresta che separa la Cima della Croce da Foce Vettolina, una visione quasi respingente; sotto di noi (versante Resceto) ben visibili la lizza del Padulello, la Vandelli e la Casa del Fondo.
Abbandoniamo il sentiero 36 e ci innestiamo sul sentiero CAI 170 (segnalazioni quasi inesistenti) che scende all’inizio molto ripidamente verso Resceto. I ginepri (pungono parecchio!) sono onnipresenti ed invadono la traccia, che si fa sempre più incerta.
Arriviamo ad una fonte, poi superiamo molto più in basso una strada sterrata abbandonata e quindi giungiamo ad una vecchia cava. Da qui il cammino si fa più agevole.
Finalmente ci innestiamo sulla Via Vandelli nel tratto compreso tra la Casa del Fondo e il paese di Resceto, ed in breve siamo di nuovo alla macchina. 

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ITINERARIO

Resceto (m. 485) – sentiero CAI 161 – sella con capannello di cacciatori (904 m.) – (variante per le due cime “anonime” di 940 e 948 m.) – sella tra il M. Castagnolo e la Cima della Croce (m. 979) - M. Castagnolo (m. 1015) – sella tra il M.Castagnolo e la Cima della Croce (m. 979) – cresta Cima della Croce – Cima della Croce (m. 1064) – Casa Castagnolo (m. 970) – sella tra il M. Castagnolo e la Cima della Croce (m. 979) – sentiero CAI 161 – Cave della Mandriola (m. 733) – innesto su strada marmifera con sentiero CAI 36 – sentiero CAI 36 - strada marmifera – fine strada marmifera – Foce Vettolina (m. 1029) – sentiero CAI 170 – innesto sulla Via Vandelli – Resceto (m. 485)

  

SENTIERI PERCORSI

Sentiero CAI 161 – da Resceto alla sella tra il M.Castagnolo e la Cima della Croce (variante per le due vette senza nome dalla sella a quota 904)

Tracce per la salita al M.Castagnolo e alla Cima della Croce – dalla sella a quota 979 alle vette

Sentiero CAI 161 – dalla sella a quota 979 all’innesto sulla strada marmifera con il sentiero CAI 36

Sentiero CAI 36 – dall’innesto con il sentiero CAI 161 a Foce Vettolina

Sentiero CAI 170 – da Foce Vettolina a Resceto

 

DIFFICOLTA’

Resceto – sella a quota 904 (capannello di caccia): E

Tratto su ampia mulattiera (variante dalla sella a quota 904 alle due cime “senza nome” di 940 e 948 m: E)

Sella a quota 904 - Sella a quota 979 – M.Castagnolo (quota 1003) – Sella a quota 979: E (EE con la variante per la quota 1015 del Castagnolo)

Ampia cresta erbosa. Noi abbiamo raggiunto la cima del Castagnolo a quota 1003. Per raggiungere la quota 1015 breve tratto esposto (da verificare).

Sella a quota 979 – cresta Cima della Croce – Cima della Croce: E

Cresta rocciosa, leggermente esposta in alcuni punti. Il cammino non presenta particolari difficoltà. Raggiunta la vetta est della Cima della Croce (noi ci siamo fermati qui) la cresta si alza e si restringe fino a diventare molto aerea ed esposta. Probabilmente questa è la quota più alta del complesso della Cima del Croce. Con questa variante le difficoltà di salita sono valutabili intorno al II-III° grado (da verificare).

Cima della Croce – Casa Castagnolo – Sella a quota 979: E

Non ci sono difficoltà di rilievo.

Sella a quota 979 – Cave della Mandriola – innesto con la strada marmifera (sentiero CAI 36): EE

Il percorso non presenta difficoltà di rilievo, ma il cammino si svolge su terreni dirupati, leggermente esposti e su ravaneti instabili. Serve quindi una certa attenzione.

Cave della Mandriola – fine strada marmifera: T

Il cammino si svolge su comoda ed ampia strada marmifera

Fine strada marmifera – Foce Vettolina: EE

La traccia del sentiero è quasi scomparsa, in molti casi invasa dall’onnipresente paleo. In un paio di punti c’è una certa esposizione. Presenti nel tratto più esposto alcuni cavetti fatiscenti.

Foce Vettolina – innesto sulla Via Vandelli – Resceto: E

Il sentiero non presenta difficoltà particolari (leggera esposizione nell’attraversamento di un impluvio), ma la traccia è quasi scomparsa, molto infrascata e praticamente invasa dai ginepri…la raccomandazione è di non andare in pantaloni corti se non si vuol tornare a casa con le gambe graffiate!

 

DISLIVELLO

925 metri circa

 

TEMPI DI PERCORRENZA

Resceto – Sella a quota 904 (capannello di caccia): 1 h 30’

Variante Sella a quota 904 – Cime “senza nome” di 940 e 948 m.: 25’

Sella a quota 904 – Sella a quota 979 – M.Castagnolo: 40’

M.Castagnolo – Sella a quota 979 – Cima della Croce: 40’

Cima della Croce – Casa Castagnolo – Sella a quota 979: 25’

Sella a quota 979 – Cave della Mandriola – innesto con strada marmifera: 40’

Innesto con strada marmifera – Foce Vettolina: 45’

Foce Vettolina – Resceto: 1 h