S.ANNA DI STAZZEMA
( testi sviluppati da Nicola Lazzarini )

Album Fotografico

 

 S.Anna è un piccolo paese dell’Alta Versilia, nel comune di Stazzema, posto ad un’altitudine di 650 mslm, in una conca verdeggiante dominata dal Monte Lieto (m.1016) e dal Monte Gabberi (m.1108). Più sotto, sprofondato nel Canale dei Mulini, che ha la sua origine proprio da S.Anna, troviamo Valdicastello Carducci, paese natale del poeta Giusuè Carducci.

 S.Anna non ha un vero e proprio centro attorno al quale si sviluppa il borgo. Il paese è infatti formato da parecchie case sparse lungo i pendii dei monti: troviamo l'Argentiera, Vallecava, Monte Ornato, Vaccareccia, i Bambini, il Moco, il Colle, Fabbiani, Vinci, Franchi, le Case, il Pero, i Merli, Coletti, i Mulini, Sennari, le Case di Berna. Il fulcro del paese è comunque la piazza della chiesa.
Il paese si sviluppò in concomitanza con l’apertura delle miniere di ferro di Monte Arsiccio, gli abitanti inoltre vivevano di pastorizia. L’economia locale ruotava però, come in altri paesi apuani, attorno al “dio castagna”, dalle quale si ricavavano alimenti di ogni genere.

 

L’ECCIDIO DEL 12 AGOSTO 1944
S.Anna è un paese molto isolato, fino al secondo dopoguerra per raggiungerlo era necessario camminare a piedi per molte ore da Valdicastello o da Farnocchia. Proprio per la sua posizione solitaria, durante la Seconda Guerra Mondiale, molte persone, che sfollavano dalla grandi città a rischio di rastrellamenti e di bombardamenti, si rifugiarono a S.Anna, dove pensavano che nulla potesse succedere. Purtroppo, come ben sappiamo, ciò non avvenne: all'alba del 12 agosto 1944 quattro colonne di SS, guidate da infami fascisti locali, provenienti da Monte Ornato, Farnocchia, Mulina e Valdicastello, arrivarono in paese uccidendo e bruciando nelle case gli abitanti e gli sfollati. Molti sarebbero gli episodi da raccontare: alla Vaccareccia gli abitanti furono rinchiusi nelle stalle ed uccise con bombe a mano e lanciafiamme; gli sfollati di molte borgate furono trucidati e bruciati sul piazzale della chiesa. Qui morì Don Innocenzo Lazzeri, Medaglia d’Oro al Valore Civile, che volle stare fino in fondo con i suoi parrocchiani. Tra i gesti simbolici molto vivo è rimasto quello di Genny Bibolotti Marsili che, per distrarre un soldato tedesco che stava scoprendo il nascondiglio del suo piccolo Mario, gli scagliò in viso il suo zoccolo. Questo episodio bellissimo e terribile è stato raffigurato dalla rivista “La domenica degli Italiani” del 9 dicembre 1945.
Alla fine della mattanza i criminali nazisti si lasciarono dietro ben 560 vittime, tra le quali la maggioranza erano donne e bambini. Con le stragi di S.Anna, Vinca, San Terenzo, Bergiola, ecc. si compie il folle disegno criminale del Maresciallo Kesserling.
Per decine di anni l’eccidio di S.Anna rimase pressoché “invisibile” e dimenticato sia dal punto di vista storico che politico che giudiziario. Solo la comunità coltivava la memoria che non usciva però dall’ambito locale. E’ grazie alla perseveranza degli abitanti di S.Anna, di persone come Enio Mancini e Duilio Pieri (solo per citarne due), che oggi la memoria è tornata viva.
Dal punto di vista giudiziario, la perdita della memoria della strage fu completo. Questo fino al maggio 1994 quando il procuratore militare di Roma, Antonio Intelisano, nel corso delle indagini per il processo Priebke, scopre, in una stanza seminascosta di Palazzo Cesi, sede della Procura Generale Militare, un armadio con le porte sigillate e rivolto verso la parete situato in uno stanzino chiuso da un cancello di ferro: è il tristemente famoso “armadio della vergogna”. Lo si apre. Contiene 695 fascicoli relativi ad altrettanti crimini nazifascisti tra cui la strage di S.Anna. Finalmente i criminali nazifascisti hanno dei nomi.

Il 20 aprile 2004 si apre il processo presso il Tribunale Militare di La Spezia contro i responsabili dell’eccidio. Dopo dibattimenti e testimonianze dei superstiti si arriva alla sentenza nel giugno 2005. Il Tribunale condanna all’ergastolo (in contumacia) dieci imputati tedeschi, tutti ovviamente ex SS: tenente Karl Gropler, 82 anni, del luogotenente Georg Rauch, 84, del sottotenente Gerard Sommer, 84, dei sergenti Alfred Schoneberg, 84, Ludwig Heinrich Sonntag, 81, Alfred Concina, 86, Horst Richter, 84, Werner Bruss, 85, Heinrich Schendel, 83, e del caporale Ludwig Goering, 82 anni. Certo, la giustizia per S.Anna è arrivata con un ritardo di oltre 60 anni, ma questa sentenza dimostra che i crimini contro l’umanità non sono prescrivibili.

Oggi S.Anna, Medaglia d’Oro al Valore Militare, è Parco della Pace ed ospita iniziative sulla pace, la cooperazione, la memoria. Migliaia di giovani salgono ogni anno a S.Anna per conoscere e per sapere. Consigliata è la visita al Museo Storico di S.Anna, che contiene testimonianze, immagini e documenti sulla strage del 12 agosto e sulla storia di quegli anni. Poco sopra il museo sorge il Monumento Ossario, che contiene i resti delle 560 vittime dell’eccidio.
 

LE ESCURSIONI 

            S.Anna è un luogo molto suggestivo anche dal punto di vista paesaggistico, posto su una conca naturale a 650 mslm, tra i M. Gabberi e Lieto, le ultime propaggini meridionali delle Apuane.

Il paese è circondato da fitti boschi di castagne e da piccole radure un tempo coltivate.           

Da S.Anna è possibile raggiungere in poco più di un’ora di cammino il Monte Lieto (m. 1016) ed in circa due ore il Monte Gabberi (m. 1108), stupendo balcone panoramico, sulla costa. Nelle giornate più limpide lo sguardo spazia dalla Corsica all’Elba, dalle Alpi Marittime alla Piana di Lucca.

             Dal paese è inoltre possibile raggiungere con buona mulattiera il paese di Farnocchia, paese ben conservato, posto sul versante stazzemese.