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Fabbriche di Careggine |
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Nelle
notti di plenilunio, " dicono " si sente
la campana della chiesa. |
| Il
paesello di Fabbriche, si trova sulla
sponda sinistra del torrente Edron, ad
un'altezza sul livello del mare di 478
metri, ed era composto da 28 famiglie,
con 31 case, e 146 abitanti. IL paese per la parte spirituale era sotto la chiesa di Vagli Sotto, tranne le case situate sulla destra del torrente, le quali dipendevano dalla Pieve di Careggine, da cui il paese è distante chilometri 2,682. Verso il XIII secolo alcuni fabbri-ferrai di Brescia si stabilirono in questo paese, e qui fondarono una casa officina (con il nome di Fabbrica di Careggine dal nome del paese che sorgeva nelle vicinanze, sulle pendici del monte Sumbra ), per esercitare il loro mestiere, e da qui il paese prese il nome di Fabbrica. I primi abitanti del paese, furono chiamati Bresciani dalla madre patria; e questo cognome passò nei loro successori e discendenti e resta ancora a diverse famiglie di quella piccola borgata. Il duca di Modena Francesco III, con decreto del 7 novembre 1755, concedette al sig. Giuseppe Trivelli di Roggio, la facoltà di creare un opificio per la lavorazione del ferro, all'interno del paese, e per incoraggiare tale impresa. Quindi si esoneravano i lavoratori, i giornalieri tutti senza eccezione, i commessi, gli impiegati in quella officina da ogni carico, fazione personale, dal servizio militare. Il duca esentava per sei anni da qualsiasi dazio ed imposta il ferro lavorato in quella fabbrica per tutti gli Estensi domini, e così anche per il ferraccio greggio da introdursi. Quando poi il ferro lavorato all'interno di questa fabbrica avesse raggiunto la perfezione di quello proveniente dall'estero, il duca ordinava che questo fosse preferito in tutto lo stato. Il Trivelli ottenne poi dalla comunità anche un mulino ( molino ) per favorire ancora di più l'industria. Il Trivelli riuscì anche ad avere delle agevolazioni sul trasporto dei materiali, ( i materiali venivano trasportati sui muli ), queste agevolazioni si riscontravano in esenzioni da ogni altro servizio per i muli ed i vettoriali, e per i vettoriali la concessione di portare con se delle armi non proibite durante il viaggio, fu concesso anche il libero transito negli stati vicini. Questo paese dovette subire dei momenti drammatici, causa la costruzione della diga, le famiglie dovettero abbandonare tutto quello che avevano di più caro: la casa, i terreni, la chiesa, il cimitero e soprattutto i ricordi che un popolo lega con il proprio territorio. Nonostante gli indennizzi occorse l'uso della forza pubblica per allontanare gli abitanti. Alcune famiglie preferirono chiudere con la loro terra e emigrare verso il fondo valle e la Lucchesia, altri si spostarono a monte lungo la vallata del fiume Edron. Purtroppo la storia di questa gente è senza pace, non passarono molti anni che, la favorevole posizione della diga, consigliò un innalzamento della stessa per aumentare la capienza e quindi una maggiore produzione di energia elettrica. Le vicende di qualche anno prima si ripeterono, e le persone si spostarono ancora più a monte nell'abitato di Vagli Sotto lambito da tre lati dalle acque del lago, ma ben presto i problemi cominciarono anche qui, infatti non appena il lago fu riempito il paese cominciò a dare segni di cedimento. Alcuni abitanti furono costretti a stabilirsi in una nuova località, dove vennero costruite nuove case ( casermoni ) da periferia evidenziando tutti i problemi di un'esistenza legata ad un mondo rurale. |